Saccà si autosospende, Incantesimo coinvolta nell’inchiesta

L’indagine della Procura di Napoli sul giro di mazzette che ha interessato Rai Fiction negli scorsi mesi, e di cui abbiamo parlato tempo fa, investe in pieno la politica italiana. Alle presunte bustarelle per la realizzazione di fiction che ha interessato la Rai, la Bavaria Film e la Hbo, si aggiungono adesso intercettazioni che rimandano a raccomandazioni per attrici (con particolare attenzione per le new entry di Incantesimo) e intercessioni eccellenti per favorire il passaggio di onorevoli del centrosinistra al centrodestra, previo pagamento. Coinvolto Agostino Saccà, che si è autosospeso dall’incarico di presidente di Rai Fiction.
La questione è molto complessa, a dire il vero. Tra conflitti di interesse, giochi politici di bassa lega e classiche raccomandazioni per starlette amiche c’è materiale per una soap, magari più economica e più seguita di Incantesimo, entrata prepotentemente in questo secondo filone di indagine condotto dalla Procura di Napoli.
Andiamo con ordine: alla fine dello scorso ottobre (qui potete rileggere il nostro articolo) si apprende che alcuni dirigenti di Rai Fiction sono sospettati di corruzione per aver incassato tangenti e aver favorito delle produzioni Bavaria e Hbo (tra cui Roma, Sottocasa e La Moglie Cinese). Vengono perquisiti la sede di Rai Fiction e l’ufficio del presidente, Agostino Saccà. Il tutto nasce da un’indagine che la Procura di Napoli sta conducendo sui movimenti sospetti di una commercialista partenopea, Stefania Tucci, e sugli “affari” di Giuseppe Proietti, intermediario italiano per l’acquisizione dei prodotti di Bavaria Film (tedesca) e Hbo (statunitense). La Rai si dichiara immediatamente estranea alla vicenda e attende fiduciosa gli esiti dell’inchiesta.
Inchiesta che però si infittisce rapidamente, come emerge da un articolo di Repubblica che rivela delle intercettazioni telefoniche che interessano, tra gli altri, il presidente Rai Fiction, Agostino Saccà, l’ex premier Silvio Berlusconi, il senatore Nino Randazzo - eletto nelle fila del centrosinistra – e altri personaggi della sfera dei media, tra cui anche il condirettore di Tv Sorrisi e Canzoni, Rosanna Mani.
Il quadro che emerge mette con le spalle al muro Saccà, reo di star conducendo una serie di manovre per “trasformarsi” in imprenditore del settore della produzione fictional, mentre, però, è ancora un “incaricato di pubblico servizio”. Il progetto di Saccà, infatti, è quello di realizzare una Città della Fiction a Lamezia Terme e di assumere un ruolo centrale in un nuovo consorzio di piccoli imprenditori televisivi, denominato Pegasus, progettato da Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Confindustria.
Insomma, cerca di fare “il gran salto” e di passare da “dipendente pubblico” a imprenditore. Peccato, però, che ancora ricopra la carica di presidente della divisione fiction della Rai e si faccia forte della sua posizione per dar corpo al suo progetto. Saccà, infatti, coinvolge i rappresentanti della Bavaria e della Hbo (evidentemente tramite Giuseppe Proietti) invitandoli a investire nella Città della Fiction. Stando a quanto racconta Repubblica, le aziende straniere non “capiscono” di star intrattenendo rapporti con un “privato”, riconoscendo in Saccà, piuttosto, l’uomo di punta della fiction Rai. Del resto Saccà pare faccia di tutto per favorire l’equivoco. Difatti lascia credere ai rappresentanti di Bavaria e di Hbo - giunti in Calabria tra luglio e agosto 2007 per discutere del progetto – che la Rai entrerà, anche se con una quota minima, nella Città della Fiction, che peraltro potrà contare sul cofinanziamento (nella misura di un quarto della somma necessaria) della Comunità Europea, grazie all’intervento e al supporto del governatore della Calabria, Agnazio Loiero, grande amico di Agostino Saccà.
Solo a settembre Saccà sarà costretto ad ammettere che la Rai non c’entra nulla, nello sconcerto dei partner stranieri che hanno da decenni stretti rapporti coproduttivi con l’Azienda di Stato.
E questa è solo la prima parte del progetto imprenditoriale dell’ormai ex presidente di Rai Fiction. Accanto alla Città della Fiction, Saccà cerca di portare avanti la costituzione di Pegasus, neo consorzio di piccoli imprenditori televisivi, che può contare su un asse che comprende Confindustria, tramite il presidente Montezemolo, e Banca Intesa, mediante l’amministratore delegato Corrado Passera.
Anche qui Saccà pare faccia “il passo più lungo della gamba”: d’accordo con l’amico, e consigliere d’Amministrazione Rai, Giuliano Urbani, cerca di costituire una cordata alternativa a quella di Passera e Montezemolo (che non vede di buon occhio l’ingresso di Urbani nel consorzio, in quanto sarebbe anomalo per insieme di piccoli imprenditori accogliere un “uomo di Berlusconi”), cordata che si raccoglierebbe, imvece proprio intorno ad Urbani, con l’appoggio di un gruppo di imprenditori bresciani, guidati dall’onorevole Riccardo Conti (ex Udc, ora Gruppo Misto), e della Palladio Finanziaria, di Vicenza, guidata da Roberto Meneguzzo. L’obiettivo di Saccà è quello di costruire in tempi brevi una “società” competitiva sul versante della produzione tv, tanto da immaginare il possibile acquisto della Ballandi Entertainment, quella, per intenderci, che ha prodotto gli ultimi grandi varietà del sabato sera di RaiUno, da Fiorello, Panariello, Morandi, Celentano, ma anche Ballando con le Stelle, ormai impegnata anche sulla fiction.
Ma tutto questo necessita di un forte appoggio politico e Agostino Saccà si rivolgerebbe, stando sempre a quanto emerge dalle intercettazioni telefoniche, nientepopodimenoche a Silvio Berlusconi, ex premier e principale concorrente di Mamma Rai. E qui le ambizioni di Saccà si mescolano con la politica e le raccomandazioni.
Berlusconi sembra mostrarsi entusiasta della scelta imprenditoriale di Saccà e gli prometterebbe un concreto aiuto. Ma nulla si fa senza un’adeguata contropartita. Berlusconi, quindi, chiederebbe a Saccà un favore, ovvero di impegnare immediatamente alcune attrici segnalate dal senatore Nino Randazzo, del centrosinistra. Questo faciliterebbe il passaggio del senatore nelle fila del centrodestra (passaggio per il quale sembrerebbe dovesse venir corrisposto anche un compenso di un paio di milioni d’Euro, a mo’ di rimborso per il disturbo) e renderebbe più semplice la caduta del governo Prodi che, come si sa, ha una risicata maggioranza in Senato.
Questa la ricostruzione della Procura di Napoli e la giustificazione plausibile dei frequenti incontri e delle numerose telefonate intercorse tra Saccà e Berlusconi. Incontri che fecero presagire in estate un possibile passaggio di Saccà a Mediaset.
Ma Berlusconi, nuovamente nell’occhio di un ciclone giudizionario e politico – nel quale non ci addentriamo -, ha “ridotto” il rapporto con Saccà ad una semplice segnalazione di attrici da sistemare. I nomi sono quelli di Elena Russo, Evelina Manna, Antonella Troise e Camilla Ferranti, l’ex tronista di Uomini e Donne che si scopre anche essere figlia di un amico di Berlusconi (e qui ne va anche dell’”onore” di Maria De Filippi), entrata nel cast di Incantesimo 10 e di cui abbiamo parlato qualche giorno fa.

In ogni caso, qualsiasi sia stato il motivo – e saranno, si spera, i magistrati a chiarirlo – Agostino Saccà chiama immediatamente il produttore di Incantesimo, Guido De Angelis, cercando con lui un accordo. Chiede la sostituzione di Sonia Aquino con Elena Russo, motivando la richiesta come un favore che potrebbe risollevare le sorti del programma, troppo costoso e a rischio chiusura come ben sappiamo. La benedizione di un supporter potrebbe evitare la chiusura di una soap che costa 100.000 Euro a puntata e non porta gli ascolti sperati.
Piccola digressione su Incantesimo: Sonia Aquino mantiene la parte, ma si provvede a creare un personaggio nuovo in extremis, quello di Maya, affidato appunto all’ex tronista Camilla: per la Russo si era parlato di un impegno con Telethon, poi sfumato su richiesta, a quanto pare, della Rai, che le ha chiesto di non presentarsi.

Il clima negli studios di Incantesimo è quanto mai pesante. Il Corriere della Sera riporta le lacrime della giovane Camilla, investita, suo malgrado, da un affaire più grande di lei, non certo la prima e sicuramente non ultima di una lunga serie di “segnalate” che in genere hanno anche tratto indubbi vantaggi dagli scandali sorti intorno a loro (cfr. Vallettopoli). A difenderla il regista, Piano Leoni, che ne parla come di una ragazza sveglia e umile, che impara in fretta. Di certo la fiction catalizzò interesse dei politici quando se ne ventilò la chiusura, attirando persino l’interesse del New York Times che evidenziò come intorno ad Incantesimo si fosse subito concentrato uno schieramento bipartisan (dal diessino Vincenzo Vita all’onorevole Francesco Giro di Forza Italia, a Marrazzo e Gasbarra, rispettivamente presidenti della Regione Lazio e della Provincia di Roma, entrambi dell’Unione) per evitarne la fine e salvaguardare i 700 posti di lavoro a rischio.
Torniamo però a Saccà, dal quale eravamo partiti ed intorno al quale si raccoglie la bagarre politico-istituzionale di questi giorni.
Il presidente di Rai Fiction si è autosospeso dall’incarico. Come dichiara il suo avvocato, Saccà “a tutela della propria immagine, della sua onorabilità e integrità e consapevole della necessità di garantire gli interessi dell’azienda, ha chiesto al direttore generale della Rai di essere dispensato dallo svolgere le proprie attività lavorative nell’attesa che si concluda al più presto e positivamente l’indagine in corso”. In realtà ha di fatto battuto sul tempo il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, che aveva già ricevuto dal presidente Claudio Petruccioli la richiesta di sospensione del dirigente.
Saccà ha ricevuto un formale avviso di garanzia e sarà presto interrogato dal Gip di Napoli che gli contesterà l’ipotesi della corruzione. In effetti ciò che ha “allertato” i giudici napoletani è il “doppio gioco” illustrato sopra: gli si contesta soprattutto la condotta illegale in quanto dipendente pubblico, oltre che, ovviamente, il presunto giro di tangenti in cui è coinvolto.
Ma si preannucniapresto un trasfiermnto dell’indagine a Roma: la Procura di Napoli non giurisdizionalità su questo troncone che di fatto si svolge a Roma, anche se derivato dall’inchiesta sulla commercialista napoletana.
Il caso non sembra per niente chiuso.
Ven 14/12/2007 da Giorgia Iovane in Incantesimo, Indagini, Politica, Rai Fiction, Silvio Berlusconi, Soap















