Saccà, dietrofront del giudice: sospensione giusta

Caso Saccà, il Tribunale del Lavoro torna sui suoi passi: legittima la sospensione decisa dalla Rai

da , il

    Agostino Saccà, nuova sentenza del Tribunale del Lavoro

    In attesa del CdA di domani, che dovrebbe decidere sul trasferimento ad altra mansione, Agostino Saccà, di nuovo direttore di RaiFiction, riceve la prima doccia fredda da qualche mese a questa parte. Il Tribunale del Lavoro di Roma, in sessione collegiale, ha stabilito che la sospensione cautelativa decisa dalla Rai a suo carico alla fine del 2007 è legittima. Viene così sconfessata la sentenza di reintegro decisa dal giudice Vetritto ad inizio luglio.

    La questione Saccà continua a surriscaldare l’estate 2008 per i vertici di Viale Mazzini, che non riesce a vederne all’orizzonte una risoluzione chiara e definitiva.

    Ieri si è consumato l’ennesimo colpo di scena per il caso RaiFiction, con la sentenza del Tribunale del Lavoro di Roma che, riunitosi in sessione collegiale, ha esaminato la sentenza emessa lo scorso 1° luglio dal giudice Giuseppina Vetritto, che dichiarava illegittima la sospensione cautelativa durata più di sei mesi da parte della Rai nei confronti di Agostino Saccà, resasi necessaria – a detta dell’Azienda – per le gravi violazioni al codice etico dell’azienda riconsciutegli dalla Commissione interna della Rai, e ne decideva il reintegro.

    A seguito del ricorso presentato immediatamente da Viale Mazzini, il Tribunale ha ora deciso di annullare la sentenza del giudice Vetritto e di considerare legittima la sospensione del dirigente. A questo punto bisognerà capire se Saccà debba immediatamente lasciare il suo recuperato ruolo di direttore di RaiFiction o se i suoi legali hanno pronta una contromossa. Per ora gli avvocati di Agostino Saccà hanno fatto sapere che la nuova decisione del Tribunale del Lavoro non avrà immediate conseguenze, visto che la sentenza in oggetto deve essere ancora notificata al loro cliente.

    Intanto domani il CdA tornerà a riunirsi per decidere sul trasferimento di Saccà al altro incarico, manovra questa fortemente caldeggiata da Claudio Cappon, direttore generale della Rai, deciso a non far passare la linea della ‘condiscendenza’ verso un dirigente che potrebbe rappresentare un ‘pessimo’ modello per tutta l’azienda. La decisione era già nell’ordine del giorno della riunione del CdA della scorsa settimana, ma, in quell’occasione, i membri di centrodestra, in minoranza, hanno di fatto sospeso la riunione abbandonandola e facendo così mancare il numero legale.

    Resta da vedere se, alla luce delle nuove disposizioni del Tribunale del Lavoro, Cappon non torni all’attacco con la proposta di licenziamento, già bocciata dal CdA non più tardi di due settimane fa. Per i legali di Saccà questa ipotesi non è praticabile: una decisione in tal senso è già stata presa, motivo per il quale la nuova sentenza del Tribunale del Lavoro non potrà avere conseguenze sostanziali. In pratica non si può allontanare Saccà dall’azienda perché il CdA ha già deciso di non licenziarlo. Insomma, il CdA ha salvato Saccà, almeno per il momento, ma come diciamo sempre, questa telenovela sembra non avere davvero mai fine.