Romano Prodi a Che Tempo Che Fa

Romano Prodi a Che Tempo Che Fa

Romano Prodi a Che Tempo che Fa: il video e le dichiarazioni

    Romano Prodi a Che Tempo Che Fa

    Il Presidente del Consiglio Romano Prodi è stato ospite ieri sera di Fabio Fazio nel suo Che Tempo che Fa. Una chiacchierata improntata, come sempre, all’ottimismo, in cui il premier ha toccato alcuni dei temi più delicati del momento, dalla tenuta del governo alla finanziaria, dai finanziamenti per la ricerca al caso Speciale. In alto alcuni momenti della trasmissione tratti da Corriere.tv.

    Partiamo proprio dal caso Speciale, per il quale Prodi annuncia che oggi si deciderà per il ricorso da parte del Governo al Consiglio di Stato per bloccare il reintegro del generale deciso dal Tar del Lazio “per motivi procedurali“, specifica Prodi.

    Sul piano politico, il Premier sancisce una netta differenza tra come si svolgono i lavori del Consiglio dei Ministri, caratterizzati, a suo dire, da una piena armonia, e le dichiarazioni dei singoli esponenti di partito, preoccupati per il destino delle proprie compagini in vista di una riforma del sistema elettorale. E smentisce in diretta il ministro per la Ricerca Scientifica, Mussi, che ha criticato i forti tagli della Finanziaria a danno della ricerca. “Non abbiamo tagliato” – dice Prodi “o meglio abbiamo fatto dei tagli lineari, compiuti in tutti i settori, ma in realtà con questa Finanziaria abbiamo incrementato il budget della spesa pubblica a favore della ricerca di 500 milioni di Euro dal 2008 al 2010″.

    Io rischio, e continuerò a rischiare” dice a Fazio che gli chiede il perchè della fiducia sul pacchetto sicurezza. “Una mossa sicuramente rischiosa, ma solo così si può procedere sulla via delle riforme“, dice il premier, nel suo discorso che ha il sapore di comizio elettorale. Il Governo punta anche alla lotta all’evasione fiscale, grazie alla quale si sono recuperati i 20 milioni di euro che hanno reso possibile la Finanziaria di quest’anno, e si impegna formalmente a redistribuire, grazie agli introiti provenienti dagli “ex” evasori, il carico fiscale, alleggerendo la posizione dei dipendenti pubblici. “Noi dovevamo cominciare dagli indigenti, da chi aveva situazioni di disagio. Ora questi soldi per il futuro bisogna impiegarli bene e cominciare a restituirli ai cittadini con la diminuzione delle imposte. Questo è il mio obiettivo, è un impegno serio».

    Altro impegno forte quello per il rafforzamento dei controlli nelle imprese per la verifica delle misure di sicurezza, nel giorno della morte del quinto operaio rimasto coinvolto nell’incendio della Thyssen Krupp: “La legislazione è buona, l’abbiamo rafforzata, ma dobbiamo rafforzare le ispezioni.

    Se non c’è l’ispettore che va ad accertarsi sul posto del rispetto delle regole, non c’è possibilità di aver risultati”.
    E chiosa con una massima di un sindaco di New York: “La politica è fatta di ideali ma anche di ordinaria amministrazione: non c’è un modo democratico o un modo repubblicano per pulire i cessi, nel senso che ci sono regole con cui portare avanti la società ma anche grandi ideali. Ma nella politica questi ideali si danno con l’esempio, non con le parole. Sono le azioni quelle che rimangono“.

    Come ad esempio quella di non incontrare il Dalai Lama, gli fa notare Fazio. Prodi risponde che “in questi casi bisogna usare prudenza. Ho la responsabilità di un Paese e devo rendermi conto delle conseguenze finali delle mie azioni. Uno, ero all’estero; due, non lo abbiamo invitato. E comunque la ragion di stato esiste e io ne sono responsabile”.

    E infine, per tornare alle beghe di coalizione e al PD, il premier afferma che “con il Partito Democratico abbiamo inteso costruire l’unione dei riformisti di questo paese, cattolici, laici, socialisti. La tragedia di questo paese, da secoli, è questa eterna divisione, prima tra guelfi e ghibellini, oggi tra cattolici e laici. Non bisogna stupirsi dei contrasti che emergono anche all’interno della costruzione del nuovo partito. Bisogna, però, ribadire il concetto della laicità dello Stato: dare a Cesare quel che è di Cesare. E le diversità esistono in tutti i grandi partiti del mondo”.

    Ci sa che a breve vedremo da Fazio anche Silvio Berlusconi.

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