RomaFictionFest: presentato Le Jeu de la Mort

RomaFictionFest: presentato Le Jeu de la Mort

Le Jeu de la Mort, documentario sull'ambiguo rapporto tra autorità e obbedienza che porta ad estreme conseguenze di scena al romafictionfest

    Ieri è stata decisamente la giornata del docu-film francese Le Jeu de la Mort, di Christophe Nick , andato in onda in esclusiva italiana su la7 in prima serata e presentato qualche ora prima al RomaFictionFest, nella sezione Eventi Speciali,. Come avrete capito, l’argomento ci interessa, e non poco: lo sconcertante documentario fa parte di una serie che si interroga sul potere della televisione, prodotto e trasmesso da France Télévision. E La Zone Xtreme – Le Jeu de La Mort (tradotto in italiano con L’Ultima Frontiera – Il Gioco della Morte) è stato il primo a raggiungere gli schermi tv.

    Come già illustrato ieri annunciandone la prima tv in esclusiva su La7, il docufilm Le Jeu de La Mort non è altro che un esperimento condotto su 80 concorrenti che partecipano ad un finto game-show televisivo, La Zone Xtreme. Chi partecipa deve seguire il gioco fino in fondo applicando una regola spregevole: nonostante le urla di dolore del candidato, i concorrenti obbediranno alla presentatrice che li costringerà ad infliggergli una scossa elettrica ad ogni risposta sbagliata, ce la faranno? O si fermeranno prima?

    Su 80 partecipanti convinti di essere all’interno di una puntata pilota del game-show, solo 16 si sono fermati prima dell’ultimo stadio del gioco, quello in cui veniva ordinato di sottoporre il candidato ad una scarica letale di ben 460 volt. Siamo molto oltre la fantasia, possono impallidire tutti i reality del mondo e sugli effetti nefasti si può discutere all’infinito, basti pensare al recentissimo fatto di cronaca che ha visto il concorrente del gioco francese, Trompe moi si tu peux, suicidarsi, per capire. L’idea di Le Jeu de la Mort nasce da un esperimento degli anni ’60 condotto dallo scienziato statunitense Stanley Milgram per studiare il comportamento umano davanti ad un’autorità che ordina loro di eseguire azioni che si scontrano con i valori etici e morali dei soggetti stessi. Milgram a sua volta era stato ispirato dal processo allora in corso ad Adolf Eichmann, il trasportatore di morte responsabile dell’organizzazione dei treni per i campi di sterminio. La domanda allora era se fosse stato o meno possibile credere che Eichmann e i suoi complici stessero solo eseguendo degli ordini.

    E anche allora il risultato fu incredibile, in pochi si rifiutarono di eseguire gli ordini. Questa amara verità indusse Milgram a riflettere sul complesso rapporto tra autorità e obbedienze. Trasposto ai giorni nostri non c’è che da aggiungere che ormai i limiti sono stati ampiamente superati e che tra realtà, finzione e follia a volte il confine è davvero molto labile. Scelta coraggiosa quella della proiezione al RomaFictionFest, che presenta il meglio delle fiction internazionali, di Le Jeu de la Mort, e viene naturale chiedersi, ma era necessario insistere, a tanti anni di distanza, per scoprire che l’animo umano purtroppo non cambia, che davanti al comando, aggravato dall’essere davanti ad una telecamera, si possano superare tutte le barriere del rispetto e della decenza?

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