Romafictionfest, la Rai taglia Claudia Mori che guarda a Sky

Romafictionfest, la Rai taglia Claudia Mori che guarda a Sky

Claudia Mori spara a zero sulla Rai nella conferenza stampa al Romafictionfest: tagliate due delle sei puntate del suo progetto d'autore sulla violenza sulle donne (Un Corpo in Vendita), per il suo prossimo progetto biografico, dedicato al caso Tortora, ha intenzione di rivolgersi a Sky

    Una Claudia Mori davvero furiosa ha dato pieno sfogo alle sue recriminazioni contro la Rai - e in particolare contro RaiFiction, rea di averla ostacolata nel suo progetto sulle violenze alle donne – al Romafictonfest, che la premierà venerdì sera per l’impegno produttivo. “Ringrazio per il premio perché ci vuole un bel coraggio a produrre fiction oggi” dice la Mori in conferenza stampa calando subito l’asso: “Se la Rai non si sbriga a firmare il contratto per Un Corpo in Vendita vado a incatenarmi al cancello di casa del direttore generale” dice la Mori che ha già dovuto subire il taglio di due delle sei puntate che prevedeva il progetto d’autore: cassati gli episodi su pedopornografia e la tratta delle nigeriane. E non è tutto.

    Una Claudia Mori degna del Molleggiato quella che è comparsa ieri nella sala stampa del RomaFictionFest per la conferenza stampa che ha preceduto la consegna del premio per l’impegno produttivo, che la Mori riceverà sul palco del cinema Adriano venerdì sera. Una furia, un fiume in piena che cerca d travolgere RaiFiction, per la quale la sua Ciao Ragazzi ha prodotto alcuni dei titoli più interessanti degli ultimi anni, dalla miniserie su De Gasperi a quella su Rino Gaetano, passando per l’Einstein di Liliana Cavani. Tutti successi non facili da portare a termine a causa delle ‘logiche oscure’ della divisione fiction della Rai, da un anno in mano a Fabrizio Del Noce.

    Mi vedo chiudere la strada per motivi che non condivido – ha detto la Mori – a volte mi sento umiliata: come ad esempio quando vado a parlare di progetti con alcuni dirigenti, ai quali però non frega nulla“. E l’ultimo caso è quello che riguarda il progetto Un Corpo in Vendita, ciclo di film tv affidato a grandi registi (Liliana Cavani, Margarethe von Trotta e Marco Pontecorvo) inizialmente partito con sei episodi incentrati sulle violenze alle donne, poi scesi a quattro, visto che la Rai ha messo il veto per quelli riguardanti la pedopornografia e la tratta delle nigeriane, temi ritenuti “non adatti al pubblico” di RaiUno.

    La Mori non parla di censura, ma ne fa aleggiare lo spettro: “Anche C’Era Una Volta La Città dei Matti (miniserie dedicata a Franco Basaglia, ndr) ha avuto difficoltà ad andare in onda ma poi ha avuto molto successo.

    Quindi il pubblico è pronto” deduce (correttamente) la produttrice. Ma si sa, il pubblico italiano non vuole pensare, vero? Eppure le sue idee e le sue fiction hanno successo, piacciono al pubblico (e non solo all’Auditel): nonostante questo non riesce a fare una “vita tranquilla” e non riesce a ”giustificare le difficoltà createsi con la Rai, difficoltà che non dovrebbero essere proprie di una tv di Stato”.

    Intanto il contratto per Un Corpo in Vendita non è stato ancora firmato, sebbene fosse già stato presentato da Del Noce come un titolo della fiction Rai 2010: se la situazione non si sbloccherà in fretta, la Mori è pronta a incatenarsi ai cancelli di casa Masi (Mauro, dg della Rai).
    Qual è la tv che vorrei vedere? - aggiunge la Mori – Quella di qualità che collego al termine cultura. C’è una cosa di De Gasperi che vorrei ricordare, quando proibì alla moglie di utilizzare la macchina della presidenza del Consiglio per tornare a casa. Ora sembra un racconto fiabesco… La Rai non dovrebbe aver paura di raccontare la nostra storia, le cose che si vedono sono perlopiù arrangiate da chi sta governando in quel momento…vorrei vedere una tv etica e di qualità che purtroppo non c’è“.

    E per il futuro la Mori pensa a Sky: ha in mente una fiction su Enzo Tortora che indente presentare direttamente a Sky. “Penso di farla con Sky, anche se devo ancora fargli la proposta – rivela la Mori parlando appunto del progetto su Tortora – Ho scelto Sky perché sto lavorando con loro su un progetto di Adriano (Celentano, ndr) e vedo che sono persone libere mentalmente e preparate. E poi perché non c’é altra alternativa di pari livello a Rai e Mediaset”. Cara Rai, prendi e porta a casa.

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