Rignano, Gianfranco Scancarello parla per la prima volta in tv

Rignano, Gianfranco Scancarello parla per la prima volta in tv

La prima intervista televisiva di Gianfranco Scancarella sul caso Rignano, a Porta a Porta

    Gianfranco Scancarello, l’autore televisivo indagato e arrestato con la moglie, Patrizia Del Meglio, per i presunti abusi sui bambini di Rignano Flaminio, ha parlato per la prima volta in tv ieri sera in un’intervista esclusiva rilasciata a Porta a Porta. Ha deciso di farlo in concomitanza della pubblicazione delle motivazioni della sentenza di scarcerazione emessa dalla Cassazione e rese note ieri mattina, come riportato nel nostro articolo.
    Un’intervista breve e asciutta, in cui Scancarello paragona la vicenda ad uno “tzunami” che gli ha sconvolto la vita.

    “Come si fa a spiegare ad un figlio un’accusa così mostruosa, se è complicato spiegarlo anche ad un adulto”. Cosi Scancarello - che ha firmato note trasmissioni e manifestazioni per bambini, tra cui Solletico, Big e Lo Zecchino d’Oro – risponde ad una delle domande più difficili dell’inviata di Bruno Vespa. La vicenda Rignano lo ha costretto a lasciare la sua casa, “la casa in cui i nostri figli hanno coltivato i propri sogni, non la casa degli orrori descritta dagli inquirenti”.
    Un’intervista sicuramente difficile e anche scomoda, che ha concluso una puntata di Porta a Porta dedicata per la maggior parte agli sviluppi del caso Erba (ieri la prima udienza e la ritrattazione dei coniugi Romano). A convincere Scancarello a comparire in tv la necessità di portare la sua “testimonianza”: “E’ duro da accettare, ma quello che è successo a me può succedere a qualsiasi cittadino della Repubblica Italiana e sono qui per difendere un dovere costituzionale, la presunzione di innocenza”. E conclude con quello che è diventato lo “slogan” degli indagati del caso di Rignano: la verità non ha paura.

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