#Riccanza, MTV e lo spot sul nulla: anche i ricchi piangono…se la festa non è top!

Il racconto delle vite dei Rich Kids italiani tra lusso e ostentazione. In onda il martedì sera.

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    #Riccanza, MTV e lo spot sul nulla: anche i ricchi piangono…se la festa non è top!

    Da qualche settimana va in onda su MTV #Riccanza, il nuovo format prodotto dalla DueB che racconta le vite di alcuni giovani ricchi-ricchissimi alle prese con feste, shopping, appartamenti da arredare e elicotteri da prendere. Elettra, Farid, Tommaso, Anna, Cristel, Nicolò, Gian Maria ci raccontano come trascorrono le loro giornate da veri rich kids. Chi beve solo champagne, chi solo vodka ‘perché lo champagne è da mignotte’, chi è astemio ma spende tremila euro per rimorchiare, #Riccanza è uno spaccato triste e disarmante di una generazione circondata dal nulla, governata dalla voglia di oziare, che ambisce a raccattare visibilità non importa né come né perché. Conta esserci.

    A #Riccanza non manca chi sottolinea di avere la strada spianata e ci tiene a far sapere di avere tutte le porte aperte. Così come non manca chi fa selezione naturale in base ai possedimenti in giro per il mondo perché frequenta ‘solo gente di un certo livello’. C’è un aspetto, però, che li accomuna: tutti ci tengono a ostentare il proprio bolide. Che sia una Ferrari, una Lamborghini, una Porsche o un parco auto, la macchina fa status e i nostri eredi al trono mostrano orgogliosi i loro gioielli (rigorosamente ricevuti in dono per meriti non ben definiti).

    Sarebbe coerente e forse opportuno rendersi conto del privilegio di cui si usufruisce e provare a fare qualcosa della propria vita. Non per forza arare la terra, che è attività faticosa, ma un bel lavoro come hostess, receptionist, commessa, personal assistant forse potrebbe aiutare ad aprire un po’ gli occhi e capire che oltre le feste, le terrazze, gli autisti e gli aerei privati, c’è un pianeta che si chiama Terra e c’è una cosa che si chiama umanità. Caratteristica fondamentale che, ahimè, tra un grattacielo e un elicottero, non traspare per niente e il massimo a cui aspirare, durante la visione del programma, è una battuta che non va oltre lo stile Yuppies di vanziniana memoria.

    A fronte di frasi come ‘Scelgo solo feste top’, ‘la mia popularity sta crescendo’, ‘posso comandare gli altri’, eccetera eccetera, viene da chiedersi quale sia il merito di questi ragazzetti snob e dal linguaggio poco forbito perché siano dipinti come esempio per i loro coetanei.

    Si potrebbe ribattere che #Riccanza non ha intento educativo, ma ludico fine a se stesso. E potrebbe pure andare bene, se non fosse che il montaggio è fatto ad hoc per costruire attorno a ciascuno di essi una sorta di favola, quella favola moderna che renderebbe facile il paragone con le star, i ricchi, i vip (nel senso di Very Important People) del passato, spesso protagonisti di biopic, spesso esempio di classe e di stile; traguardo raggiungibile anche dai protagonisti in onda il martedì sera su MTV, se solo avessero qualcosa da dire o se le loro vite fossero talmente interessanti e dense da meritare attenzione dai più.

    Purtroppo, però, i ragazzotti di #Riccanza hanno poco o nulla da dire, le loro vite sono identiche a quelle dei liceali impegnati a scegliere il vestito per la festa dell’amico o le ultime scarpe à la page, con un’unica differenza. Gli adolescenti sono autorizzati e obbligati a concentrarsi sulle feste e sulle scarpe, gli adulti (o i giovani adulti) no, o meglio, dovrebbero pensare al proprio futuro e se a quello ci ha pensato papà, dovrebbero trascorrere le loro giornate nell’azienda di famiglia e imparare un mestiere. Che poi, alla fine della fiera (per usare un gergo che tanto piace ai nostri Rich Kids), in #Riccanza di classe ce n’è ben poca e di sostanza ancora meno. Viene da chiedersi, dunque, cosa abbiano in più rispetto ad altri coetanei.

    Nulla da eccepire circa la scelta della rete: MTV ha fatto bene, benissimo a raccontare in chiave finto patinata al limite del trash le vite di questi tizi. Paradossalmente #Riccanza ti tiene incollato alla TV: è talmente paradossale, appunto, che vuoi sapere quale altra assurdità sta per pronunciare il rampollo di turno. Allo stesso tempo, in modo eccessivo e perverso fa sognare: per qualche secondo sogni di essere a Formentera o su una terrazza milanese e ti senti ricco anche tu. Il problema è – come dicono negli ambienti milanesi ‘imbruttiti’ – il packaging: vuoto. È il racconto dell’assurdo, talmente assurdo che potrebbe sembrare credibile, persino accettabile, ma che dopo un po’ disturba.

    A onor del vero, #Riccanza non è l’unico programma TV a occuparsi dei giovani rampolli di casa nostra. Sono tanti, infatti, le reti e i produttori che hanno allungato l’occhio sui Rich Kids nostrani, provando a raccontare vite patinate costellate di champagne, lusso sfrenato e tanta felicità.

    A ben guardare questi esperimenti, però, l’unica cosa che resta è la sensazione di vuoto cosmico. Castelli, ville, aerei, grattacieli, armadi, macchine al cui interno regna il nulla. Non che sia sbagliato mostrare realtà diverse dalla normalità, sia chiaro, ma forse andrebbe fatto con spirito educativo, ludico, non con la presunzione e l’ostentazione che caratterizzano ogni clip dei nostri protagonisti.

    Questa precisa scelta editoriale dovrebbe far riflettere, non perché – lo si ripete – sia sbagliato mostrare la ricchezza, anche quella più sfrontata, bensì perché il racconto di fortune e privilegi dovrebbe fungere da esempio, da spinta, da stimolo per andare avanti, fare sempre meglio, migliorarsi. #Riccanza, invece, contribuisce a piene mani alla sponsorizzazione del nulla, alla esaltazione dell’ozio, alla ostentazione della noia come unica e giusta conseguenza dell’essere nati ricchi e, come spesso ripetono i protagonisti del programma, ‘di un certo livello’, appunto.

    Viene da chiedersi, dunque, cosa vogliano trasmettere di sé i nostri eroi. È evidente che siano tutti attratti dal mondo dello spettacolo e della moda, ma è altrettanto evidente che siano – o si mostrino – affetti dal male di vivere, salvo riprendersi in vista di feste o eventi. Ora, se è la TV che vi piace, cari Rich Kids, con tutta la vostra ‘Riccanza’, i danari, i contatti e le strade spianate, non fate prima a studiare e imparare veramente un mestiere, anziché mostrarvi in TV per quello che (forse) siete, ma che non vi fa onore?

    La ricchezza non è una colpa né un merito, ma le buone maniere e lo stile valgono più di mille porte aperte.