Report senza tutela legale: la Rai nicchia, avvocati pronti a tutela gratis

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Milena Gabanelli

La notizia del mancato ‘rinnovo’ della tutela legale della Rai a Report sta agitando il mondo dell’informazione: in attesa di una comunicazione ufficiale della Rai, il ‘direttore di RaiTre’ prossimo alla destituzione, Paolo Ruffini, scende in campo in difesa della trasmissione, mentre una trentina di avvocati hanno già fatto sapere di essere pronti a difendere il programma gratuitamente.

Milena Gabanelli su La Stampa di ieri ha finalmente rotto il silenzio sulle voci (lanciate da Aldo Grasso sabato scorso sul Corriere della Sera) riguardanti la decisione della Rai di togliere a Report la tutela legale dell’Azienda e spiega la situazione. “La Rai ha manifestato apertamente l’intenzione di togliere a Report la tutela legale e non capisco perchè, visto che finora non abbiamo perso una causa” dice la Gabanelli che si augura che arrivi presto una decisione chiara in merito da parte dei vertici di Viale Mazzini.
In effetti la situazione di Report è diversa da quella di altri programmi della Tv di Stato. Come spiega la giornalista, “gli altri programmi sono realizzati da autori contrattualizzati e quindi la tutela legale è automatica. Report, invece, è fatto da collaboratori, che per la maggior parte sono sempre gli stessi da tredici anni e che realizzano in proprio le inchieste per conto della Rai“.
Ovviamente si tratta di prodotti concordati con la rete” sottolinea la Gabanelli che spiega anche la ragione di questa formula amministrativa: “E’ stato scelto questo metodo perché permette di concentrare quasi tutto il budget sul prodotto: è una scelta di economicità“. Economicità che ha guidato finora anche la condivisione della difesa legale, cui si è giunti nel tempo visto che “arrivavano tante cause pretestuose: così si è scelto un avvocato unico per l’azienda e per Report“.

Come ricostruisce Il Velino, fu Claudio Cappon, l’allora dg della Rai, nel 2007 a inserire nel contratto dei free lance di Report la clausola che garantiva loro piena assistenza legale, penale e civile: un modo per non frammentare e indebolire la difesa legale, per scoraggiare quanti volessero fare causa per ‘capriccio’ e dare ai giornalisti la ‘sensazione’ di essere spalleggiati dall’azienda. Del resto, come spiega Paolo Ruffini, il direttore di RaiTre in scadenza sceso subito in difesa della trasmissione, “i free lance vendono le loro inchieste alla Rai. Ma poi vengono lavorate dalla redazione di Milena e quindi diventano a tutti gli effetti materiale Rai. Per questo fino ad ora la Rai ha sempre garantito un paracadute legale“.
Paracadute che rischia di chiudersi definitivamente, come denuncia Ruffini a margine della presentazione della nuova edizione di Ballarò. A spingere Mauro Masi a questa decisione potrebbe essere la quantità di procedimenti in corso (che finora non hanno mai visto Report sconfitta) e soprattutto i 137 milioni di euro di risarcimento chiesti da 3 Italia. L’ufficio legale della Rai sarebbe già ‘ingolfato’ per garantire la copertura ai dirigenti e ai dipendenti per contestazioni relative all’esercizio delle funzioni, meglio, quindi, togliere quest’ombrello non solo ai free lance, ma anche alla Gabanelli e alla sua redazione, che nel frattempo attendono di sapere se il programma partirà come previsto l’11 ottobre.

Come informa Agenda News, oltre al direttore di RaiTre stanno scendendo in campo politici e professionisti, soprattutto considerando il fatto che Report non ha finora mai perso una causa, aspetto economicamente da non sottovalutare. I radicali Marco Perduca e Donatella Poretti hanno chiesto spiegazioni al ministro Tremonti, domandando nello specifico a quanto ammontino i costi sostenuti in passato per la tutela del programma e chiedendo, retoricamente, quante siano le cause perse.
E’ stato lanciato anche un appello per ‘raccogliere’ avvocati disposti a difendere gratuitamente i redattori del programma: finora hano risposto all’appello lanciato dal Partito Socialista una trentina di legali.

Al di la delle strumentalizzazioni politiche, la questione della mancata tutela legale a Report si presenta come un segnale piuttosto ambiguo da parte della Rai. Voi che ne pensate?

Gio 10/09/2009 da Giorgia Iovane in ,

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Anonimo 11 settembre 2009 04:31
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Grazie per la notizia.

Non c’è da stupirsi se l’economia italiana è meno performante di tantissime altre: la censura attiva o passiva di questi programmi di informazione corrompe la qualità dei prodotti e dei servizi, fiacca gli investimenti e in ultima analisi scoraggia i consumatori.

Il potere dei pochi, invece, ne risulta consolidato.

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Francesco 11 settembre 2009 13:31
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come in altri casi sorge spontanea la domanda:

che fine fanno i soldi del canone rai?

perché spenderli per una trasmissione come report mi sembra giustissimo

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Gina 16 settembre 2009 08:45
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“REPORT” e’ per eccellenza la trasmissione giornalistica che prima fra tutte racconta’ la verita’ sia ai consumatori ,sia ai telespettatori.FATE DELL’INFORMAZIONE UNA VERA CULTURA E UN INSEGNAMENTOPER TANTI.Ma come si sa “LA VERITA’ FA MALE” e quindi ci vuole una bella censura arrivata sicuramente da qualche vertice rai …per conto di chi?Se uscite il nome molto probabilmente uscira’ tutto il resto.”REPORT NON SI TOCCA”

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Savè 26 ottobre 2009 20:39
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REPORT è in assoluto il miglior programma d’informazione nel panorama italiano anche se “purtroppo”, a fine puntata, mi lascia sempre un senso di profonda inquietudine per come ne esce la ns povera Italia. Ma questa notizia m’inquieta MOLTO ma MOLTO di più!

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