Reparto Trans, su Cult una docu-fiction sui detenuti trans di Rebibbia

Reparto Trans, su Cult una docu-fiction sui detenuti trans di Rebibbia

Reparto Trans, la nuova docufiction dei creatori di Residence Bastoggi ogni mercoledì in seconda serata su Cult (canale 142 di Sky

    Reparto Trans, su Cult una docu-fiction sui detenuti trans di Rebibbia

    E’ iniziata ieri la docu-fiction Reparto Trans, una serie in 10 puntate da 30′ ciascuna che ricostruisce la vita di un gruppo di cinque detenuti nella sezione transessuali di Rebibbia. La serie, trasmessa da Cult (canale 142 di Sky), è firmata dal gruppo di autori che ha realizzato per RaiTre alcuni dei programmi più interessanti e originali degli ultimi anni, da Residence Bastoggi ad Hotel Helvetia, tutte docu-fiction che cavalcano il sottile limite tra la denuncia e l’intrattenimento. In alto il promo.

    Gli amanti della bella tv ricorderanno il ciclo trasmesso e coprodotto da RaiTre “Il Mestiere di Vivere” che ha fatto da cornice alla messa in onda di vere e proprie perle della nostra produzione fictional, poco avvezza al genere della docu-fiction di origine e tradizione anglossassone. Residence Bastoggi ne fu il primo, fortunato, esperimento cui sono seguiti negli anni, tra gli altri, Hotel Helvetia, Una vita da Ladri, Reparto Maternità, Pronto Soccorso H24. Tutte immerisioni in realtà più o meno comuni ma molto difficili, guardate spesso attraverso la lente delle storie d’amore, ma tutte accomunate da una prospettiva dal basso capace di mantenere separati i piani della “persona” e del “personaggio”.

    I protagonisti di questa nuova avventura fictional sono Perla, vero nome Dario Dorrego, 27enne argentino condannato a 5 anni per lesioni aggravate; Manolo Costa, un romano che deve scontare 21 anni di carcere per omicidio durante una rapina; Cinzia, o meglio Emanuel Paredes, 45 anni, peruviano, col vizio di derubare i clienti adescati per strada e con 8 anni di pena per rapina aggravata); Ginevra, all’anagrafe Marco Generale, napoletano di 28 anni, che si descrive come l’unica trans filonazista del mondo, in galera per furto e ricettazione di motorini); infine Angelo Domenico Verdoni, 40 anni, unico gay del reparto trans, condannato a 21 anni per una storia iniziata in chat e finita con un omicidio, che oggi lavora (ironia della sorte?) nel call center del carcere. Come anticipato, la chiave di lettura passa per l’amore: Ginevra, ultimo acquisto del reparto, si innamora di Cinzia, la veterana della sezione. Il rapporto tra le due non è certo idilliaco, ma condito da liti, ferite e minacce, che spingono Cinzia a chiedere il trasferimento. Un altro capitolo riguarda Perla e Manolo, innamoratisi nella chiesa del carcere, durante le funzioni: un rapporto del tutto diverso, fatto di fiori, coccole e canzoni. Contro di loro, però, il regolamento del carcere che vieta infatti qualsiasi contatto tra detenuti di reparti diversi.

    A chiudere il cerchio c’è Angelo, unico gay del gruppo che odia il travestitismo e non sopporta i trans.

    Il parterre non è male anche se il rischio di cadere nella macchietta è dietro l’angolo. Confidiamo nella bravura degli ideatori della serie, Matilde D’Errico, Maurizio Iannelli e Marco Penso, impegnati anche nella produzione, realizzata dalla propria società, La Bastoggi, in collaborazione con Ruvido Produzioni per Fox Channels Italy.

    La serie andrà in onda su Cult per altre quattro settimane, ogni mercoledì, con un doppio episodio, alle 22.00 e alle 22.30. Da non perdere.

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