Renzo Arbore in trattative per la direzione di un canale su RaiSat

Renzo Arbore in trattative per la direzione di un canale su RaiSat

Renzo Arbore in trattative per la direzione di un canale su RaiSat

    Renzo Arbore

    Renzo Arbore sta studiando con RaiSat la fattibilità di un nuovo canale satellitare dedicato, sotto la sua direzione, al varietà, alla musica e allo spettacolo. Già qualche giorno fa, in un’intervista a Il Tempo, Arbore aveva sottolineato la necessità per la Rai di rivendicare il suo ruolo culturale, ora prova a investirci in prima persona, anche perchè, come afferma, “c’è una gran voglia, da parte di chi lavora in Rai, di riscattarsi e di differenziarsi dai moduli commerciali”.

    Ha appena festeggiato il capodanno a Cosenza con la sua Orchestra Italiana, che gli ha dato grandi soddisfazioni e con la quale ha portato la musica regionale italiana, soprattutto napoletana, in giro per il mondo. Ma Arbore non conosce riposo: niente di certo intorno al progetto per una rete satellitare su musica, varietà e spettacolo che dovrebbe essere affidata alle sue cure, dal momento che è se ne sta ancora studiando la fattibilità economica (i costi si aggirerebbero tra gli 800.000 e un milione di Euro), ma il popolare cantante, regista e showman pugliese, di adozione partenopea, ha le idee piuttosto chiare su cosa è per lui la tv e cosa gli piacerebbe rivedere sul piccolo schermo.
    Innanzitutto rivendica la grandezza dei personaggi che hanno fatto la tv in Italia, come Mike Bongiorno che meriterebbe di chiudere la sua carriera con uno show dedicato alla sua storia, che è poi la storia culturale e sociale dell’Italia: anche questo sarebbe un modo per ricordare, in primis alla Rai e poi alle giovani generazioni, il ruolo centrale che ha avuto la tv nella formazione di un’identità nazionale.
    Riporterebbe in tv D.O.C., Musica di Denominazione di Origine Controllata, programma di una ventina di anni fa, ormai, con Stefano Palatresi e Monica Sarnelli. Un programma che, in seconda serata, raccoglieva artisti e musicisti di varia provenienza, con un’attenzione speciale ai jazzisti. E la musica si conferma sempre al centro dei suoi pensieri: “Il mercato discografico è in crisi, ma esiste comunque una buona tenuta della canzone italiana.

    Il mercato annaspa anche perché i dischi costano tanto, la situazione potrà migliorare grazie alla tecnologia. Ma la musica è buona e c’è la voglia di fare cose nuove. Ai giovani che vogliono affacciarsi al mondo della musica consiglio di essere sempre originali e spontanei nella loro espressione e composizione, anche se riconosco che è molto diffìcile. Molti ragazzi sono bravi, come gli aspiranti cantanti di Amici, ma non hanno una produzione propria, si limitano a cantare le canzoni di Giorgia e di tanti altri”. E chiosa, tornando sulla tv italiana: “La televisione italiana soffre oggi di un’eccessiva obbedienza a un dittatore supremo che si chiama Auditel e ad un altro “padrone” che è la pubblicità. Spesso il talento è sacrificato e non viene premiato“.
    Ci auguriamo davvero che torni presto in tv.

    607

    Festival di Sanremo 2017

     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI