Regionali, par condicio estesa a talk show: a rischio Porta a Porta, Annozero etc.

Regionali, par condicio estesa a talk show: a rischio Porta a Porta, Annozero etc.

La Commissione Vigilanza Rai ha approvato il nuovo regolamento per la campagna elettorale radiotelevisiva Rai, che estende le regole della Par Condicio ai programmi di approfondimento giornalistico nel mese precedente alle elezioni

    In vista delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo, la Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai ha approvato l’estensione delle regole della Par Condicio ai talk show politici, che quindi – qualora volessero occuparsi di politica nel mese precedente alle elezioni – dovrebbero attenersi alle strette regole che regolamentano le tribune politiche. Rischiano, quindi, di saltare per un mese Annozero e Ballarò, particolarmente incentrate su temi politici, mentre Porta a Porta dovrebbe scegliere di argomenti alternativi all’attualità politica. Montano le proteste. In alto la Littizzetto commenta le regole del 2008.

    Come sempre alla vigilia di consultazioni politiche il mondo della tv va in fibrillazione: sono ancora fresche le polemiche per le politiche del 2008, quando la tv italiana non poté, di fatto, vivere un confronto diretto tra i candidati premier per le strette regole della par condicio e la questione si risolse con un duello a distanza tra Veltroni e Berlusconi a Matrix.

    Ora sembra ripresentarsi una situazione simile a quella vissuta poco meno di due anni fa: la Commissione di Vigilanza Rai ha approvato a maggioranza il regolamento per la campagna elettorale radiotelevisiva Rai che vede le trasmissioni di approfondimento politico, come Porta a Porta, Annozero e Ballarò sottostare alle regole della Par Condicio imposte all’informazione e alle tribune elettorali. Secondo il regolamento stilato dal radicale Marco Beltrandi (sempre lui) i talk politici potranno andare in onda nel mese che precede le elezioni solo se ospiteranno nei loro spazi tribune elettorali regolamentate, con la presenza di tutte le forze politiche in campo. Nessuna restrizione, ovviamente, se decideranno di occuparsi di altro, mentre se decideranno di ‘passare la mano’ saranno sostituite da tribune politiche, in prime time.

    Il regolamento, come dicevamo, è stato approvato a maggioranza, con una spaccatura nel centrosinistra: i radicali, che hanno presentato la proposta, hanno votato a favore insieme al centrodestra, mentre gli esponenti del centrosinistra hanno abbandonato la riunione per protesta.

    Beltrandi vede nella sua proposta una vera ‘rivoluzione’ tutta a favore del corretto ‘scontro’ politico: “Avremo per la prima volta negli spazi più ambiti del palinsesto Rai una vera par condicio”. Per Fabrizio Morri, capogruppo del Pd in Vigilanza, invece, la misura non fa altro che sopprimere le trasmissioni di approfondimento.

    Sul piede di guerra la Federazione Nazionale della Stampa e l’Usgrai, il sindacato dei giornalisti di Viale Mazzini, che hanno convocato per le 16.00 una conferenza stampa – che si annuncia al fulmicotone – in contemporanea con quella promossa dalla Commissione di Vigilanza. L’Usgrai parla di evidente “bavaglio all’informazione“, il Pdci grida al “vero e proprio golpe” chiedendo un intervento del Presidente della Repubblica.
    Noi abbiamo la sensazione di essere ormai sul fondo del barile e di aver anche da tempo iniziato a grattare: siamo al ridicolo.

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