Reazione a Catena: Aldo Grasso vs Pino Insegno

Reazione a Catena: Aldo Grasso vs Pino Insegno

non le manda a dire Aldo Grasso a Pino Insegno sulla conduzione di Reazione a Catena, il preserale di RaiUno

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    Reazione a catena, con la conduzione di Pino Insegno, non ha ancora superato la prima settimana di programmazione che ha già risvegliato le critiche di Aldo Grasso che sono musica per chiunque abbia a cuore le sorti della tv e anche dei telespettatori italiani. La domanda è semplice e diretta, perché Pino Insegno è alla conduzione di un programma? E alla Rai e dopo aver già fallito con un altro tentativo? Ripete continuamente il suo nome Aldo Grasso nel video del corriere.it e ancora una volta dà lezione a tutti, un colpo da maestro. Ma a interrogarsi su Pino Insegno non è soltanto Grasso che ne fa un discorso quasi filosofico, sospeso tra l’incredulità nel dare spazio alla conduzione ad un attore che non buca il video e la consapevolezza che dietro ci siano altre motivazioni che poco hanno a che fare con l’arte.

    Ce lo domandiamo anche noi comuni mortali, noi che ci ricordiamo di Pino Insegno quando in tempi ormai lontanissimi calcava le scene del Teatro Parioli di Roma con quella Premiata Ditta che già all’epoca risultava datata, ma con qualche guizzo di vitalità. In altri tempi si sarebbe detto braccia ingiustamente sottratte al lavoro dei campi, senza offesa per chi nei campi ci lavora sul serio. Ma torniamo all’oggi e a Reazione a catena, il format è già collaudato, già visto, presentato o scorso anno da Pupo, ma onesto nella sua semplicità: un gruppo di amici o familiari gioca contro un altro gruppo mettendo in campo le proprie abilità enigmistiche e forse, se fossero soli, senza una voce che vuole per forza essere simpatica, senza una presenza che non riesce mai ad essere discreta, il gioco funzionerebbe meglio. Insomma è difficile cercare di essere obiettivi e non basta neanche sapere che, nella scorsa stagione, a Pino Insegno era stato strappato in corsa il programma Ciack si canta, per farlo diventare simpatico.
    Non funziona e basta, non ha carisma, si parla addosso e cosa ancora peggiore dà sempre la sensazione di prendere in giro i concorrenti.

    Per chi da casa assiste al programma, non c’è nulla di peggio che guardare un tizio che fa di tutto per non mettere a proprio agio chi ha di fronte, insomma Insegno incarna quello che in ogni gruppo viene definito il simpatico e, regolarmente, è il più detestato per le sue battute ovvie e banali.
    Un bagno di umiltà forse potrebbe riportare Pino Insegno sulla terra e fargli capire che quando ci si avvicina ad un pubblico come quello del preserale di Rai1, si deve avere rispetto, umanità, e ricordarsi che fino alla settimana precedente c’era un conduttore di razza come Carlo Conti che, con la sua Eredità, ha fatto, nel suo piccolo, davvero una pezzetto di storia della conduzione tv degli ultimi dieci anni. Insegno, medita e soprattutto, guarda e riguarda, ascolta e riascolta le parole di Aldo Grasso, magari aiuta.

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