Reality Show: Luca Zaia (Lega Nord) chiede di usare il dialetto

Reality Show: Luca Zaia (Lega Nord) chiede di usare il dialetto

Il Ministro alle Politiche Agricole, Luca Zaia, della Lega Nord, invita i conduttori dei reality show italiani a usare il dialetto: dopo la fiction, la battaglia per le 'lingue municipali' si sposta sui reality show

    Il Ministro alle Politiche Agricole, Luca Zaia, della Lega Nord, invita i conduttori dei reality show italiani a usare il dialetto: dopo la fiction, la battaglia per le ‘lingue municipali’ si sposta sui reality.

    La Lega Nord non intende arretrare sulla lotta per l’affermazione dei dialetti, definite impropriamente ‘lingue municipali’, in tv: dopo le critiche estive alla fiction ‘troppo romanesca’ e la rivendiacazione del corretto uso dei dialetti anche nella narrativa tv (e fin qui ci possiamo stare), ora si passa ad altri generi dei palinsesti italiani, prima tra tutti i reality show e i talent show. “Sarebbe bello se nelle loro trasmissioni venisse usato il dialetto, o comunque non venisse ostracizzato, dai presentatori e dagli stessi autori della tv“, ha detto Zaia ai microfoni di Klauscondicio, trasmissione web condotta da Klaus Davi da cui vi abbiamo proposto l’estratto in alto. L’occasione è stata ‘gradita’ anche per rivendicare la dialettizzazione di RaiTre e dei Tg regionali, che secondo Zaia dovrebbero essere realizzati in dialetto, come accade dal 12 settembre ogni sabato su Telepadania. In basso le parole di Zaia sull’argomento e la prima edizione in bergamasco del Tg di Telepadania.



    Al di là del fatto che l’Italia ha una propria lingua comune, che per fare determinate professioni (tipo l’attore, no?) sarebbe necessario conoscere la dizione, la questione del dialetto come lingua ‘rappresentativa’ ci sembra una vera forzatura, una semplice mossa propagandistica priva di ogni fondamento. Fermo restando che stabilire i ‘confini’ di un dialetto è praticamente impossibile (ogni quartiere, quasi, rivendica un proprio dialetto), fermo restando che non tutti i dialetti hanno status e dignità di ‘lingua’, andando avanti così si rischia di cadere nel ridicolo: ci è già bastato l’europarlamentare che ha preteso di fare il proprio intervento in napoletano, mandando in tilt gli interpreti e i traduttori. Lo riascoltiamo in basso.



    E poi in virtù di questi ‘adattamenti’ linguistici si stanno spendendo milioni di euro, come ben racconta il Corriere della Sera: promuovere la conoscenza della lingua italiana ci sembra una missione più utile.

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