Reality, la Cassazione sancisce la libertà d’insulto

Reality, la Cassazione sancisce la libertà d’insulto

La Cassazione ha emesso una sentenza che farà di certo molto discutere: gli insulti lanciati durante i reality non sono da considerarsi offese e di conseguenza non possono essere perseguiti come 'reato'

da in Attualità, Litigi in TV, Reality Show, Polemiche
Ultimo aggiornamento:

    La Cassazione ha emesso una sentenza che farà di certo molto discutere: gli insulti lanciati durante i reality non sono da considerarsi offese e di conseguenza non possono essere perseguiti come ‘reato’. Libera per tutti? Soddisfatti, inanto, molti ex del Grande Fratello, intervistati da La Stampa. In alto un cult dei reality, la lite tra Marina Ripa di Meana e Fabrizio Corona a La Fattoria 4.

    Ebbene sì, la Cassazione ha stabilito che gli insulti lanciati durante un reality non sono da considerarsi offensivi: il perché va ricercato nel “contesto in cui l’espressione è inserita“, ovvero in un tipo di programma “la cui caratteristica è quella di sollecitare il contrasto verbale tra i partecipanti, secondo uno schema oggi abusato, ma che anche a quell’epoca non poteva sfuggire ai soggetti direttamente coinvolti“, ha sentenziato la Suprema Corte.

    Ecco perché la Cassazione ha ritenuto “irrilevante” intervenire a favore del ‘querelante’, un concorrente della prima (e unica) edizione di Survivor, reality show andato in onda nel 2001 su Italia1 (di cui erano perse le tracce fin quando la Perego non annunciò il ritorno di un format simile per quest’autunno, il tartassato La Tribù-Missione India).
    Durante una puntata del programma, Franco Mancini fu definito “pedofilo” da un ‘avversario’, tale Samuele Saragoni, che si beccò quindi una denuncia. Ma già il Tribunale di Rieti, presso cui fu depositata la denuncia, si oppose alla richiesta di risarcimento di Mancini, che si rivolse poi alla Corte d’Appello di Roma che a propria volta, con sentenza del 23 giugno 2008 ritenne ‘il fatto non sussistente’.
    In pratica, come riconosciuto anche dalla Cassazione con sentenza 37105, la definizione di ‘pedofilo’ fu considerata già in Appello scherzosa, valutando anche il particolare contesto nel quale fu profferita: Saragni aveva utilizzato il termine in riferimento all’atteggiamento affettuoso che Mancini aveva per una donna molto più giovane di lui. Da qui il valore ‘scherzoso’ della parola, non assimilabile a un’offesa.

    Il fatto poi che l’epiteto abbia ‘persegutato’ Mancini anche fuori dal programma, con continue ‘prese in giro’ una volta tornato alla vita ‘civile’, non è stato preso in considerazione, perché considerato “una conseguenza della notorietà volontariamente acquisita con la partecipazione a quella trasmissione, nonché della naturale tendenza del pubblico all’imitazione di quanto apparso in televisione“.
    Beh, la cosa ci sembra pericolosa: l’impressione è che si sia sancito un ‘libera per tutti’ che potrebbe davvero far cadere anche gli ultimi paletti di decenza.

    Inanto molti ex protagonisti del Grande Fratello si trovano d’accordo con la sentenza. In primis, e non c’è da meravigliarsi, Federica Rosatelli del GF9, colei che lanciò un bicchiere durante un’animata discussione: “Sono assolutamente d’accordo con questa sentenza – ha detto Federica a La Stampaanche se minacce o insulti pesanti non fanno certo piacere. Ma bisogna tenere conto, come devono aver fatto i giudici, che dentro un reality ogni sentimento viene centuplicato: io stessa ho lanciato un bicchiere reagendo a degli insulti che in un’altra situazione non mi avrebbero esasperato così“.
    D’accordo anche Milo Coretti, che evidenzia l’assoluta artificialità della situazione, estendendo anzi la ‘clemenza’ anche al di fuori delle telecamere visto che “ormai il linguaggio si è modificato e non si può fare finta di niente“.
    Contrario, invece, Augusto De Megni, vincitore del Grande Fratello 6: “Non credo che il contesto di un reality sia diverso da quello della vita normale o possa funzionare da deterrente – ha detto De Megni al quotidiano torinese -. All’interno dei realitydeve vigere la giurisprudenza del Paese in cui si vive. Se un soggetto lede l’immagine di un altro deve valere lo stesso principio che vale in altre sedi. Un’offesa è un’offesa in qualunque luogo sia stata fatta. Non c’è un deterrente perchè il soggetto è il partecipante di un reality“. E per fortuna il buon senso non è scomparso.

    697

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AttualitàLitigi in TVReality ShowPolemiche Ultimo aggiornamento: Giovedì 02/06/2016 07:50
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI