Reality, concorrente muore durante una prova estrema

tragedia in un reality show in Thailandia: Saad Khan, giovane concorrente pachistano, è morto annegato nel tentativo di superare una prova fisica di resistenza prevista dall'adventure game

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    Finisce tragicamente una prova di resistenza durante un reality show pachistano: un concorrente è morto annegato mentre cercava di superare la prova attraversando un lago in apnea e con un peso di circa 7 kg sulle spalle. Il reality è stato sospeso ma la casa di produzione pare non voglia assumersi alcuna responsabilità per la tragedia.

    Si chiamava Saad Khan il giovane pachistano che ha trovato la morte in Thailandia durante una puntata del reality show in cui era andato per cercare fortuna e successo. Aveva solo 31 anni, era sposato e padre di quattro bambini ed è morto mentre cercava di portare a termine una di quelle prove fisiche estreme che tutti i concorrenti devono affrontare quando scelgono di partecipare a un adventure game stile La Talpa.

    Saad Khan era già stato eliminato ma era tornato in gioco per partecipare a una prova speciale: è affogato lo scorso 19 agosto nel tentativo di attraversare a nuoto e in apnea il lago di Bangkok trasportando sulle spalle un peso di 7 chili. Durante questa sfida di resistenza il pachistano è improvvisamente scomparso dalla vista dei suoi compagni d’avventura e delle persone che lavoravano sul set che si sono adoperati subito per cercare di soccorrerlo ma nulla hanno potuto per evitare la tragedia. Solo con l’arrivo dei sommozzatori il corpo ormai senza vita di Khan è stato recuperato.

    Secondo i primi rilievi effettuati dalle autorità thailandesi che indagano per accertare eventuali responsabilità sarebbe stata la rottura del tendine di un ginocchio ad essere fatale al concorrente, rottura che gli avrebbe provocato una reazione di panico e quindi impedito di riemergere dall’acqua.

    Il reality, com’era prevedibile e naturale, è stato immediatamente sospeso e la Unilever, casa di produzione del programma, ha reso noto che si è offerta di aiutare economicamente la famiglia della vittima ma ha anche fatto sapere che non si assumerà alcuna responsabilità per quanto accaduto: “È stato un tragico incidente. Siamo sotto choc per quanto è successo e il nostro pensiero va alla famiglia – ha detto Tim Johns, portavoce locale di Unilever –. Al momento stiamo seguendo tutti gli accertamenti e contiamo di andare fino in fondo alla cosa”.

    Questo tragico evento deve far riflettere noi ma soprattutto gli autori degli adventure game che va bene ideare prove spettacolari ma la sicurezza dei concorrenti deve venire prima di tutto ed essere garantita al mille per mille perché una vita vale molto di più della caccia all’audience.

    Piccoli incidenti sono capitati anche in Italia, mi viene in mente l’infortunio di Giada De Blanck durante la prima edizione dell’Isola dei Famosi quando si procurò una profonda ferita a una gamba durante una prova nelle mangrovie. Se la cavò con una decina di punti di sutura. Per il povero Saad Khan invece non c’è stato nulla da fare.