Raven, la nuova serie HBO di Vince Gilligan: le anticipazioni

Raven, la nuova serie HBO di Vince Gilligan: le anticipazioni

Lo show sarà incentrato su Jim Jones e il Tempio del popolo

    Raven, la nuova serie HBO di Vince Gilligan: le anticipazioni

    Vince Gilligan torna in tv con Raven, nuova serie HBO dell’ex papà di Breaking Bad di cui siamo in grado di offrirvi le prime anticipazioni. La trama sarà incentrata su Jim Jones, predicatore e tristemente famoso leader del Tempio del popolo (Peoples Temple), che indusse oltre 900 persone ad un suicidio di massa. Raven sarà basato sul libro Raven: The Untold Story of Jim Jones and His People di Tim Reiterman, uno dei sopravvissuti al massacre.

    Raven è la nuova serie tv per HBO di Vince Gilligan, creatore di Breaking Bad: le anticipazioni sulla trama dello show dicono che Raven sarà una serie limitata incentrata su Jim Jones, predicatore americano e leader del Tempio del popolo, noto per aver indotto 909 membri della sua ‘chiesa’ a commettere un massacro/suicidio di massa a Jonestown, in Guyana, il 18 novembre 1979 e, prima ancora, a far uccidere cinque persone nella vicina pista aerea di atterraggio, tra cui un deputato del Congresso degli Stati Uniti d’America.

    A lavorare a Raven, oltre a Gilligan, Michelle MacLaren,già produttrice di Breaking Bad che sarà la regista degli episodi, e l’attrice Octavia Spencer, che ha acquistato i diritti del libro Raven: The Untold Story of Jim Jones and His People scritto da Tim Reiterman, un giornalista sopravvissuto al massacro; la Spencer, però, non sarà tra i protagonisti della miniserie Raven per HBO.

    Stando sempre alle anticipazioni sulla trama di Raven, la miniserie HBO si propone come la ‘storia definitiva’ sul Tempio del Popolo, dai suo inizi idealistici – una cooperativa agricola che predicava una sorta di socialismo cristiano – fino alla terribile fine a Jonestown. Al centro di Raven non solo Jim Jones, ma anche i suoi seguaci, perlopiù persone ordinarie e di buona volontà, che finirono per dare la vita per quest’uomo.

    Dopo un inizio ‘tranquillo’ negli Stati Uniti, la crescente stranezza di Jones – oltre alle accuse di molestie sessuali – fece sì che il predicatore, messo sotto accusa, si accordasse segretamente con il governo della Guyana che cedette alla comunità porzioni di terreno nella giungla e isolate dal mondo esterno, luogo scelto da Jones perché ritenuto ideale non solo per pregare ma anche per salvarsi dall’olocausto nucleare.

    Nel 1978, poche settimane prima del massacro finale, il deputato Leo Ryan si recò in visita a Jonestown assieme ad un gruppo di giornalisti: uno dei seguaci di Jones gli passò un biglietto per chiedere aiuto e denunciare la schiavitù a Jonestown, ma le guardie del corpo del predicatore, scoperto il tradimento, uccisero sia il politico che la sua scorta. Il 18 novembre 1978, Jones annunciò ai suoi seguaci (909 persone, tra cui 304 bambini) che per difendersi dall’invasione del male avrebbero dovuto uccidersi bevendo un cocktail al cianuro: a salvarsi solo 127 persone, tra cui il figlio di Jones.

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