Rassegnamoci, la prima serata inizia alle 21.30 (quando va bene)

Rassegnamoci, la prima serata inizia alle 21.30 (quando va bene)

il prime time inizia alle 21

    Oramai l’inizio della prima serata alle 21.10 è una pura illusione: i programmi di access prime time, da Affari tuoi a Striscia la Notizia fanno a gara per terminare il più tardi possibile. Anzi, per cercare di non perdere la battaglia dello share Canale 5 ha pensato bene di “aggiungere” talvolta un po’ di Paperissima Sprint per coprire lo spazio che, giorno dopo giorno, i pacchi di RaiUno hanno eroso ai programmi della prima serata. Perfino il Tg2 si è lamentato per i continui sforamenti del “collega/rivale” Tg1, ma ormai la tendenza è inarrestabile.

    L’unica a non essersi accorta ancora del cambiamento e resiste nell’identificare la prima serata con la fascia 20.30-22.30 è l’Auditel. E sì che il processo va avanti da tempo, da quando – ed è ormai qualche anno – si e superata la barrera delle fatidiche 20.30 portando l’inizio dei programmi alle 20.45, poi alle 20.50 e progressivamente, racimolando qualche minuto via via, si è arrivati alle 21.30, ormai ratificate dai palinsesti del fine settimana (e non solo) di RaiUno e Canale 5. Non sazi, però, hanno pensato bene di superare ogni record spingendo l’inizio delle trasmissioni fin quasi alle 22.00, un orario sinceramente troppo lontano dalla nostra tradizione, che strizza l’occhio piuttosto alla movida spagnola.

    Come ci ricorda Il Messaggero, riprendendo dati Mediaset, su 22 serate di weekend del periodo di garanzia la prima serata di RaiUno sarebbe partita dopo le 21.30 ben 19 volte.

    E con il periodo natalizio la tendenza non si arrestata: Affari Tuoi continua a sforare almeno un paio di volte a settimana, con Il Treno dei Desideri che si adegua ad orari da Ferrovie dello Stato, accumulando in partenza oltre 15 minuti di ritardo, cui si è immediatamente adattato anche Ciao Darwin lo scorso sabato, Zelig, di venerdì, è partito solo dopo Paperissima Sprint e via continuando.

    Persino i Tg, su cui gli italiani fino a un po’ di tempo fa potevano regolare gli orologi, non si sottraggono, anche se nel loro caso più che la partenza (magari anticipata di qualche secondo per battere sul tempo la concorrenza) preoccupa “l’arrivo”. Il Tg2 ha mandato qualche giorno fa una nota formale di protesta e di preoccupazione per i continui sforamenti del Tg1 e immaginiamo che abbia appreso con gioia e soddisfazione l’annuncio del ritorno di Fiorello dopo il Tg1 a partire da gennaio con il suo mini show Viva Radio 2.. Minuti. Tra spot e inviti all’ascolto i due minuti di Fiorello triplicheranno facilmente, con buona pace del Tg2.

    Probabilmente a rimettere pace negli animi assatanati dei responsabili del palinsesto, in continua apprensione per recuperare quel mezzo punto di share (a volte molto di più) tra le 20.30 e le 21.30 potrebbe intervenire l’Auditel, svecchiando le griglie di ascolto. In fin dei conti le abitudini di consumo degli italiani sono necessariamente cambiate. In questo quadro la seconda serata non esiste più, inglobata forzatamente nella prima, e oramai siamo diventati accaniti consumatori della terza serata, tra Porta a Porta e Matrix, fino a qualche anno fa considerata quasi una “terra di nessuno”. Sarebbe il caso di mettere un freno a questa rincorsa forsennata e tornare a chiamare le cose con il proprio nome. O no?

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