RaiUno, Pino Insegno a Reazione a Catena: “Non sono un raccomandato”

Inizia domani, 21 giugno, alle 18

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    Pino Insegno, Reazione a Catena

    Parte domani su RaiUno alle 18.50 la nuova edizione di Reazione a Catena, che vede quest’anno per la prima volta alla conduzione Pino Insegno, mentre alla regia troviamo un mito degli anni ’80, Jocelyn. Dopo essersi visto ‘scippare’ Ciak si Canta! da Pupo (in coppia col principe Emanuele Filiberto), Insegno si prende così la sua rivincita, conquistando (anche se in periodo estivo) una striscia dell’access prime time dell’ammiraglia Rai, che accompagnerà il pubblico fino alla metà di settembre, quando passerà il testimone a Carlo Conti per un nuovo anno de L’Eredità. Qualcuno ha sentito odor di raccomandazione, ma Insegno reagisce: “Dimenticano 32 anni di carriera“. Di seguito la struttura del format.

    Andata in ferie L’Eredità, torna nell’access prime time di RaiUno Reazione a Catena, col debutto di Pino Insegno. Il comico/attore/doppiatore riesce così a sbarcare stabilmente sull’ammiraglia Rai dopo il test non proprio entusiasmante di Insegnami a Sognare e dopo la sostituzione al volo a Ciak si Canta!. Ora il game show dell’estate 2010 di RaiUno è nelle sue mani, anche se respinge a mezzo stampa le accuse di ‘raccomandazione’. La sua amicizia con il presidente della Camera Gianfranco Fini, cui l’accumuna una solida amicizia e la fede laziale, poco c’entra col suo passaggio in Rai, così come il suo rapporto ventennale con Mauro Mazza, ora direttore di RaiUno: “Non capisco gli attacchi dei giornali. Sì, ho le mie idee politiche, ma ho anche alle spalle 32 anni di professione – spiega Insegno a Libero - fatta di tanti successi e qualche insuccesso. Faccio tv non perché sono finiano, berlusconiano, tremontiano, ma perché qualcuno pensa che lo meriti. Ma non penso che Fini abbia mai fatto una telefonata per farmi lavorare“. E su Mazza chiarisce: “Lui mi stima perché da vent’anni mi vede a teatro, mi conosce come attore e doppiatore. Sì, siamo anche amici e ci vediamo allo stadio. La vita è fatta di incontri”.

    Incontri che di certo uniti alla sua gavetta e ai suoi successi l’hanno portato a RaiUno dove si prepara a Reazione a Catena, che definisce “un gioco fortissimo” al quale aggiungerà “molto di me stesso – dice – battute e ironia. Credo che funzionerà“. Lui, che dice di seguire in tv I Soliti Ignoti e Affari Tuoi (quest’ultimo in cima ai suoi desiderata insieme a Sanremo), si cimenterà con un format che non presenta particolari differenze rispetto allo scorso anno.

    Come funziona? Ci sono sempre due squadre, formate da 3 giocatori ciascuna – legati tra loro da vincoli di parentela o amicizia -, pronte ad affrontarsi in una sfida che le vede contrapposte in una serie di prove in cui metteranno alla prova la loro capacità di sintesi logica nell’indovinare delle parole e formare, completare e ordinare catene di parole.

    La prima parte del game vede come prove Caccia alla Parola, dove ciascun componente della squadra dovrà cercare di indovinare una parola nascosta, La Catena Musicale, in cui, oltre a cercare di completare una sequenza di 7 parole, i concorrenti dovranno individuare la canzone cui appartengono; e ancora Quando, Dove, Come e Perché, dove i giocatori dovranno riuscire ad indovinare a cosa si riferiscono 4 affermazioni, che raccontano il ”quando” il ”dove”, il ”come” ed il ”perché” di una persona, di un evento, di un oggetto o altro, e Una Tira l’altra, prova nella quale i partecipanti dovranno completare una sequenza di sette parole legate tra loro da un’associazione e che si compongono una lettera alla volta.

    Conquistati punti e denaro con queste prime prove si passa alla consueta Intesa Vincente, che decreterà la squadra campione, destinata al gioco finale, la Reazione a Catena vera e propria. Infine dovranno indovinare, questa volta tutti insieme, un’Ultima Parola in cui, per vincere quanto accumulato, bisognerà trovare l’ultima parola della catena, conoscendo le prime due lettere e l’ultima, con la possibilità di chiedere come aiuto, a prezzo di metà del montepremi (che potrà arrivare a un massimo di circa 175.000 euro), anche il cosiddetto Terzo elemento.

    E a proposito di terzo elemento, lui che viene da Mediaset quali differenza ha trovato in casa Rai? “Mediaset è meno attenta alla storia di un artista, si fa prendere più dagli ascolti. In Rai, d’altra parte, ci sono carovane più lunghe di gente da accontentare. C’è un direttore di Rete dalla grande personalità (l’amico Mazza, n.d.r.), ma poi devi piacere anche al capostruttura, ai vicedirettori… un sistema che non ti fa mai sentire ‘arrivato’…”.

    Beh, per ora cominciamo…