RaiTre, Paolo Ruffini direttore con riserva

RaiTre, Paolo Ruffini direttore con riserva

Il CdA Rai ha deciso all'unanimità il reintegro di Paolo Ruffini nel ruolo di direttore di RaiTre in ottemperanza alla sentenza del Tribunale del Lavoro di Roma, ma con riserva, in attesa che si concluda l'iter del ricorso presentato da Viale Mazzini

    Paolo Ruffini

    La Rai ha reintegrato Paolo Ruffini nel ruolo di direttore di RaiTre, come stabilito dal Tribunale del Lavoro di Roma qualche giorno fa, ma con riserva, visto che la Rai ha fatto ricorso. Per il momento, quindi, Antonio Di Bella, il successore deciso dal CdA Rai, passa sotto le dipendenze dirette del dg Mauro Masi: lo ha deciso all’unanimità il CdA su proposta dello stesso dg Masi. Considerato che la prima udienza per il ricorso alla sentenza del Tribunale del Lavoro è fissata per il prossimo 16 luglio, la questione resta ancora apertissima.

    Paolo Ruffini si dice al momento soddisfatto della decisione (inevitabile) presa dal CdA Rai : “C’era un principio da ristabile – ha commentato a botta calda il neo-ex direttore di RaiTre – c’era una decisione della magistratura, un ordine che la Rai non poteva non rispettare, emesso per impedire la prosecuzione di un atto che il giudice ha definito illecito e discriminatorio“. La sua guerra non finisce qui, visto che c’è ancora un ricorso in atto e considerato che per riavere il suo posto è dovuto ricorrere al tribunale del lavoro: “Nessuno dovrebbe essere costretto a ricorrere alla magistratura per vedere ristabilito il confine tra ciò che è giusto e ciò che non lo è. Spesso anzi, per mille ragioni, ci si rassegna a non farlo. E ci si abitua a perdere il senso profondo della legalità, che ogni cittadino dovrebbe avere nella sua coscienza indipendentemente dalle sanzioni giuridiche“.

    Alla luce del reintegro nella sua mansione, Ruffini lascia gli incarichi ‘minori’ che gli erano stati affidati dal CdA Rai nelle scorse settimane: è il dg Masi ad assumere ad interim la direzione di Rai Premium e Rai Educational, mentre passa sotto le sue dipendenze l’ex (neo) direttore di RaiTre, Antonio Di Bella, sul cui destino l’Usigrai (il sindacato dei giornalisti di Viale Mazzini, contento del reintegro di Ruffini che considera “una vittoria simbolo per la libertà di informazione”) chiede chiarezza. “L’irresponsabile gioco dei quattro cantoni lascia ora senza posto Antonio Di Bella, che prima di essere direttore di Rai3 era apprezzato responsabile del Tg3. Come si esce dall’effetto domino di tante rimozioni?” si chiede l’Usigrai.
    E scende sul piede di guerra anche Di Bella, minacciando una causa di lavoro se non riceverà quanto prima un incarico adeguato: “La Rai mi comunica (con una telefonata di Masi e Garimberti, n.d.r.) che devo lasciare la direzione di RaiTre per fare posto all’amico Paolo Ruffini.

    Nessun problema. Chiedo solo che mi venga affidato un nuovo incarico, adeguato alla mia storia professionale. La Rai saprà individuarlo, immagino, ma non sono disponibile ad aspettare la sentenza di appello sul caso Ruffini. Nella lettera inviata a Masi ho chiesto esattamente questo: che il nuovo incarico mi venga assegnato prima che il giudice si pronunci in appello. Non posso diventare il capro espiatorio di errori che non ho commesso io“. Più chiaro di così!

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