RaiTre, il tribunale reintegra Paolo Ruffini alla Direzione

RaiTre, il tribunale reintegra Paolo Ruffini alla Direzione

Il Tribunale del Lavoro di Roma 'condanna' la Rai a reintegrare Paolo Ruffini nel ruolo di direttore di RaiTre

    Paolo Ruffini

    Il Tribunale del Lavoro di Roma ha emesso un provvedimento di urgenza con il quale ordina alla Rai di reintegrare Paolo Ruffini alla direzione di RaiTre “con adibizione alle mansioni svolte prima del 25/11/2009“, data della sua sostituzione con Antonio Di Bella a opera del CdA. Una sostituzione che per il giudice “non appare dettata da reali esigenze di riorganizzazione imprenditoriale, presentando invece un chiaro connotato di motivazione discriminatoria e quindi, in quanto tale, illecita ai sensi dell’articolo 15 legge 300/1970“. Insomma nella decisione presa dal CdA si ravvisano gli estremi di una discriminazione nei confronti dell’ex Direttore. La Rai ha già annunciato ricorso.

    Gravi le motivazioni con cui il Tribunale del lavoro di Roma, nella persona del giudice Eliana Paci, ha sentenziato il reintegro di Paolo Ruffini, ex direttore di RaiTre, agli incarico che aveva prima della sostituzione con Antonio Di Bella decisa dal CdA Rai. Oltre a evidenziare l’intento discriminatorio del provvedimento di Viale Mazzini, il giudice ha messo l’accento sui ‘collegamenti’ emersi tra politica e dirigenza Rai (anche alla luce dell’inchiesta di Trani, sebbene ininfluente ai fini della sentenza) e sul ‘collegamento’ tra varie dichiarazioni rese nel tempo da maggioranza e Governo sulla ‘faziosità’ della terza rete Rai e l’allontanamento di Ruffini.

    Conferma di tale stretto collegamento – si legge nel provvedimento che costringe la Rai a rimettere ‘al suo posto’ l’ex direttore – proviene dal tenore delle dichiarazioni rilasciate dal direttore generale della Rai il 23/09/2009 alla Commissione di Vigilanza sull’attività della Rai nel corso della quale egli ha espresso un aperto disappunto sul fatto che reti del servizio pubblico e quindi pagate dai cittadini fanno – diversamente a suo dire da tutti gli altri Paesi del mondo trasmissioni ‘politicamente contro’ (il Governo). E se è vero che il Direttore generale non delibera ma ha potere di nomina, tenuto conto delle reiterate e varie dichiarazioni espresse da esponenti del governo, come detto mai smentite, e dalla vicinanza temporale della delibera di novembre – seguita alle dichiarazioni del Direttore generale – può sicuramente affermarsi, sulla base di un giudizio di verosimiglianza, in sussistenza di indizi gravi, precisi e concordanti circa un obiettivo di collegamento tra la sostituzione del ricorrente e l’aperta critica al contenuto di alcuni programmi voluti e potenziati dal medesimo“.

    E a proposito delle intercettazioni di Trani, il giudice precisa che l’allontanamento di Ruffini è illecito “ancor prima e a prescindere da ogni considerazione su quanto può desumersi dal tenore della notizia dell’intercettazione telefonica riguardante la conversazione tra Innocenzi e il Dr Masi – riportata nell’articolo del quotidiano La Repubblica del 17/03/2010 versato in atti, che riferisce dell’allontanamento del ricorrrente da Raitre quale mezzo di aggiustamento della Rai – tenuto conto della inutilizzabilità, allo stato delle intercettazioni telefoniche in giudizi diversi da quello in cui le stesse sono state raccolte e del fatto che vi sarebbero indagini in corso presso la Procura della Repubblica di Trani proprio sulla diffusione delle notizie oggetto delle varie intercettazioni“.

    Insomma un’ingiustizia bella e buona, un atto prepotente e immotivato da ragioni aziendali, che inquadrano per il Giudice del Lavoro “anche il danno grave e irreparabile nel tempo occorrente a far valere il diritto del ricorrente in via ordinaria“.
    A nulla quindi è valso il tentativo della Rai di affidare a Ruffini (in data 27 aprile) nuovi incarichi, che lo vedevano ai vertici di Rai Premium (nata solo il 18 maggio), comprensiva di Rai4, Rai Movie e Rai Educational.

    Anzi la sentenza sottolinea come “non vi è prova che gli incarichi da ultimo attribuiti al ricorrente siano equivalenti rispetto alla Direzione di RaiTre in termini di budget assegnato, di strutture e di risorse umane affidate. Ruffini non ha ricevuto sino al 27 aprile 2010 alcun incarico ed è rimasto del tutto inattivo” si legge ancora nel provvedimento del Tribunale.

    Per ora il risultato è sull’1 a 0 per Ruffini: la Rai ha già pronto il ricorso.

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