Raimondo Vianello, è morto il signore della Tv italiana

Raimondo Vianello, è morto il signore della Tv italiana

Raimondo Vianello è morto questa mattina sette meno dieci all'ospedale San Raffaele di Milano per l'aggravarsi delle sue condizioni fisiche

    Raimondo Vianello ci ha lasciato a pochi giorni dal suo ottantottesimo compleanno, che sarebbe caduto il 7 maggio prossimo: è morto questa mattina alle sette meno dieci all’ospedale San Raffaele di Milano dove era ricoverato dal 4 aprile per l’aggravarsi delle sue condizioni fisiche. Inutile dire che Vianello è stato uno dei padri fondatori della tv italiana, con Mike Bongiorno, Ugo Tognazzi, Enzo Tortora, Corrado, tutti personaggi ormai scomparsi: con la moglie Sandra Mondaini resta una figura storica dell’intrattenimento intelligente, che vede come caposaldo Casa Vianello -e gli spin-off Cascina Vianello e Crociera Vianello - la serie che aprì la casa di Raimondo e della moglie Sandra Mondaini. I funerali si svolgeranno molto probabilmente sabato alle 11 nella chiesa di Milano due, il quartiere dove viveva con Sandra Mondaini.

    La carriera professionale di Raimondo Vianello, nato a Roma il 7 maggio 1922, era iniziata con il teatro di rivista subito dopo la guerra (suoi autori furono Garinei e Giovannini, con il loro ‘Cantachiaro Nø2′): negli anni Cinquanta passò al cinema (nel suo curriculum ci sono oltre 60 film) e divenne la ‘spalla’ (spesso alla pari) di Totò e Ugo Tognazzi, con cui poi presentò in tv il programma “Un, due tre”. Nel 1962 si è sposato con Sandra Mondaini e con lei ha dato vita a una delle coppie inossidabili della commedia italiana, una coppia nella vita privata e professionale: senza figli, i due hanno adottato l’intera famiglia dei loro collaboratori domestici, filippini, bambini compresi.

    Per quanto riguarda la carriera professionale, Raimondo Vianello sulla Rai condusse Sai che ti dico?, Tante scuse, Di nuovo tante scuse, Noi… no, Io e la befana, il quiz Sette e mezzo, ma anche Canzonissima, il Festival di Sanremo ma solo nel 1998 in prestito da Mediaset, e Stasera niente di nuovo, la sua ultima trasmissione in Rai. Successivamente, negli anni ’80, passò a Mediaset, dove raggiunse la popolarità anche tra i giovanissimi con la sitcom (di cui era protagonista con la moglie Sandra Mondaini) Casa Vianello ed i suoi “spinoff”, Cascina Vianello e Crociera Vianello. Appassionato di calcio (tifosissimo del Milan), all’inizio degli anni ’90 Vianello aveva condotto anche Pressing, settimanale sportivo di Italia 1, dove apparì accanto ad Antonella Elia.

    E pensare che la carriera di Vianello è nata per caso: il padre (ammiraglio) voleva che il figlio facesse il diplomatico (tant’è che il popolare attore e conduttore vanta anche una laurea in giurisprudenza). A seguito della sua adesione (quale bersagliere) alla Repubblica Sociale Italiane, Vianello fu prigioniero nel campo di concentramento alleato di Coltano, assieme al poeta americano Ezra Pound, gli attori Walter Chiari, Enrico Maria Salerno, l’olimpionico di marcia Giuseppe Dordoni, il giornalista Enrico Ameri, il regista Luciano Salce ed il politico Mirko Tremaglia.

    Tra i primi ad esprimere le condoglianze, Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, secondo cui “con Raimondo Vianello se ne va uno dei simboli dell’Italia migliore. Intelligente, spiritoso, umanissimo, popolare ma mai basso.

    Un maestro dello spettacolo e della comunicazione, e anche un protagonista di un Paese intelligente e civile. Lo rimpiangeremo a lungo, unendoci al dolore e al ricordo di tutti quelli che lo hanno conosciuto e apprezzato“.

    Mi dispiace profondamente – ha detto invece Paolo Bonolis al quotidiano Affaritaliani.it – è una persona che ha vissuto tanto e che ha dato tanto a chi lo ha seguito. Muore con lui un’intera generazione. La generazione di Corrado, di Tognazzi e appunto di Vianello” . “Lui – ha aggiunto Bonolis, che ha definito Vianello il suo maestro – aveva questa sorta di comicità slow e molto inglese che mi ha sempre affascinato. Mi spiace che ci abbia lasciato – ha aggiunto – ma quello che poteva lasciarci ce lo ha lasciato intatto e se ne va in un’età importante e tutto sommato credo sia anche felice di essersene andato“.

    Ripercorrere con una videogallery la sua carriera sarebbe praticamente impossibile: noi vi riproponiamo solo qualcosina, tra cui un mitico sketch con Ugo Tognazzi (uno dei tanti), L’onorevole con la U stretta, e la sigla-parodia di Tarzan. In chiusura una puntata de La Storia siamo Noi dedicata alla carriera di Raimondo e della sua amatissima Sandra. Il signore della Tv italiana, con i suoi modi eleganti che amplificavano gli effetti taglienti delle sue battute, ci mancherà davvero.


















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    Festival di Sanremo 2017

     
     
     
     
     
     
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