Rai, Zavoli e Garimberti contro i talk alternati

Rai, Zavoli e Garimberti contro i talk alternati

Sergio Zavoli e Paolo Garimberti si oppongono all'atto di indirizzo sul pluralismo informativo Rai presentato da Alessio Butti del Pdl

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    La proposta di alternare i talk show informativi della Rai presentata da Alessio Butti (Pdl) trova la netta opposizione del presidente della Commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli e del Presidente della Rai, Paolo Garimberti. Zavoli chiede all’opposizione di ‘battere un colpo’, insomma di fare qualcosa, proponendo soluzioni ‘alternative’; Garimberti, invece, vede a rischio la credibilità dell’Azienda e legge nella proposta un ‘pesante atti di sfiducia’ verso la Rai.

    Emergono nuovi dettagli sulla nuova proposta avanzata da Alessio Butti per il ‘suo’ atto di indirizzo sul pluralismo informativo in Rai, che sta facendo passare notti insonni ai vertici Rai.
    La famosa ‘alternanza’ dei talk e dei conduttori, che mira ad evitare “posizioni dominanti” dei conduttori che settimanalmente occupano gli slot di prima serata del martedì e del giovedì (ovvero Giovanni Floris su RaiTre al martedì con Ballarò e Santoro al giovedì su RaiDue con Annozero) sarebbe stata così congegnata da Butti: una settimana in onda Floris, quella dopo Santoro, mentre nei giorni ‘lasciati’ liberi dall’alternanza gli spazi di prima serata sarebbero occupati da trasmissioni ‘analoghe’ di pari durata condotte però da giornalisti di altra estrazione politica. Non ci sarebbe quindi, ad esempio, un altro conduttore ad Annozero, ma un programma diverso, in onda però al giovedì in prima serata su RaiDue.

    Manifestano la propria contrarietà alla proposta sia il Presidente di Commissione Vigilanza Rai, Sergio Zavoli, e il Presidente della Rai, Paolo Garimberti.
    Zavoli, favorevole a un atto di indirizzo sul pluralismo – l’ultimo risale a otto anni fa – si trova però in una situazione difficile, visto che le indicazioni presentate da Butti sono sostanzialmente ‘insostenibili’. Si appella, quindi, ai commissari di opposizione perché “esercitino il diritto-dovere di presentare emendamenti“. Ma il suo appello sembra destinato a cadere nel vuoto, visto che nella prossima riunione gli emendamenti dell’opposizione saranno pochi (se non nessuno).

    Dal canto suo Paolo Garimberti vede nella proposta di Butti “un atto di sfiducia nei confronti della Rai, di tutto il suo Consiglio di amministrazione, del direttore generale, dei direttori di rete e testata e perfino dei cameraman, visto che si stabilisce anche come si devono fare le inquadrature in controcampo“: e, infatti, nell’atto di indirizzo si danno indicazioni anche sulle riprese, che “non devono fare un uso suggestivo della rappresentazione, per esempio con un sistematico utilizzo di ‘controcampi’ che tendano al discredito delle reciproche tesi“. Siamo davvero all’incredibile.

    Butti non ci sta.

    Già gli è ‘costato’ emendare la sua prima proposta della cosiddetta ‘norma Avetrana’ (o anche ‘norma Ruby’) che prevedeva che uno stesso argomento non potesse essere ‘ridiscusso’ in tv per una settimana (ovvero se Porta a Porta al lunedì si occupava delle vicende giudiziarie del premier non se ne sarebbero potuti occupare poi Floris e Santoro, per intenderci), poi ha dovuto togliere la ‘norma Santoro‘, che prevedeva il divieto di conduzione per chi avesse assunto incarichi politici, limitandolo poi a due anni dalla sua cessazione; ora l’idea di veder ‘distrutta’ la geniale trovata della ‘quadriglia’ dei conduttori lo irrita non poco.

    Butti va all’attacco: “Questo odio per tutto ciò che è una novità mi preoccupa molto. Questo atto non lede proprio nulla, cerca di migliorare una situazione insostenibile“, situazione chiarita da Maurizio Gasparri, che fa riferimento alla “sinistra che la fa da padrone in Rai“.
    Butti e il Pdl, quindi, sono intenzionati ad andare avanti per la loro strada, visto che l’opposizione “non vuole nemmeno ipotizzare una condivisione del testo“. Il relatore si dice pronto a valutare ulteriori emendamenti, ma non intende ritirare il testo, come richiesto dal portavoce dell’Idv, Leoluca Orlando, e dal deputato dell’Udc Enzo Carra.

    C’è, però, il rischio concreto che il testo venga approvato a maggioranza nella riunione della prossima settimana; a quel punto l’atto di indirizzo sarebbe poi consegnato anche all’Agcom perché ci si regoli di conseguenza anche per le emittenti private“, ma il capogruppo Pd Fabrizio Morri annuncia un ricorso all’Agcom. Potrebbe verificarsi quanto già successo l’anno scorso con le nuove norme sulla Par Condicio che imposero di fatto il blocco dei talk show durante le elezioni regionali: l’Autorità estese lo stop alle tv private, ma il Tar bocciò la decisione. Di fatto, però, i talk show in Rai scomparvero, lasciando spazio a inutili spazi elettorali. E’ davvero possibile che la Rai rinunci a fare tv per paura di Santoro e Floris? Il PdL evidentemente crede ancora alla teoria del ‘proiettile magico’.

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