Rai: Villari revocato, Santoro fazioso per il CdA

Rai: Villari revocato, Santoro fazioso per il CdA

La commissione di Vigilanza Rai si dimette e i presidenti di Camera e Senato revocan il mandato al presidente Riccardo Villari

    Riccardo Villari e Michele Santoro

    Altra settimana di fuoco per la Rai: la Commissione di Vigilanza seguito alle minacce e si dimette, determinando così la revoca del mandato di Presidente a Riccardo Villari, che medita un ricorso. E il CdA rai bolla Michele Santoro come ‘fazioso’ per la puntata di Annozero dedicata a Gaza, che ha visto la ‘protesta’ di Lucia Annunziata.

    Dopo mesi di conflitti politici sul nome del candidato da proporre per la presidenza e altri mesi passati a discutere sull’improvvida elezione di Riccardo Villari, esponente del PD, eletto presidente con un blitz del centrodestra, la Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai torna al punto di partenza.

    37 dei 40 membri della commissione si sono dimessi (una mossa quindi trasversale), ad esclusione dello stesso Presidente, del segretario della Commissione Luciano Sardelli dell’Mpa e del il radicale Marco Beltrandi, revocati ‘d’ufficio’ dai Presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, che provvederanno nei prossimi giorni a nominare i nuovi membri, che dovranno quindi procedere all’elezione del nuovo presidente.

    Un’azione di forza, quindi, che ha visto compatte destra e sinistra per ‘eliminare’ queto presidente divenuto immediatamente scomodo: VinaVillari, come lo ribattezzarono in gioventù gli amici, promise di lasciare il posto subito dopo la sua elezione, che doveva servire a smuovere le acque di un pantano fossilizzatosi intorno al nome di Leoluca Orlando come candidato (non voluto dal centrodestra). Individuato a tempo di record un possibile sostituto che poteva contare sulla benedizione di maggioranza e opposizione (Sergio Zavoli), Villari fece marcia indietro, deciso a dar seguito al proprio mandato. Da lì la nuova impasse della commissione di Vigilanza, che ha preferito sciogliersi e ricominciare pur di mettere fine a questo stillicidio.

    Alla notizia dello scioglimento della Commissione, Villari ha commentato con “Non so che dire”, accusando poi i politici di avere a cuore solo le poltrone e di non voler lavorare per il corretto funzionamento della Commissione. Intanto sta valutando la possibilità di un ricorso, ma nel frattempo le nomine Rai sono ancora bloccate: bisognerà ricostituire la Commissione, eleggere il presidente e quindi passare alla definizione del nuovo CdA e da qui ai direttori di rete e a tutti gli incarichi dirigenziali.

    Intanto il CdA, in prorogatio, della Rai ha discusso ieri sull’ennesimo caso Santoro, seguito alla puntata di giovedì scorso sul conflitto israelo-palestinese che ha visto la lite tra il conduttore e Lucia Annunziata.

    Il CdA ha accusato Santoro (e la sua trasmissione) di “intolleranza e faziosità”, unico caso di comportamento non equilibrato sul conflitto a Gaza dell’informazione Rai.

    Altro che le scuse richieste da Santoro prima della riunione: il conduttore, infatti, a mezzo lettera, aveva fatto presente alla Rai che non avrebbe più tollerato insulti nei confronti del lavoro suo e della sua redazione. “Nel florilegio di dichiarazioni che hanno fatto seguito ad Annozero, a volte assumendo le forme del linciaggio, sono completamente scomparsi i contenuti del nostro lavoro. Siamo stati definiti terroristi, portavoce di Hamas, giornalisti spazzatura. Senza che questi insulti suscitassero adeguate reazioni. Io questo non l’ho tollerato la scorsa settimana e non lo tollererò nelle settimane a venire”.
    Il botta e risposta tra Michele Santoro e il presidente Claudio Petruccioli è durato a lungo, sempre a mezzo lettera, tra Petruccioli che ricorda a Santoro di averlo reintegrato in Azienda e Santoro che lo smentisce: “Non hai mai deciso il mio rientro in Azienda e non ho niente di cui esserti riconoscente: non ho mai smesso di far parte della Rai e senza le mie dimissioni dal Parlamento Europeo, in seguito alla trasmissione di Adriano Celentano, sarei ancora in aspettativa. Anzi ti ricordo che hai presentato appello contro la sentenza della Magistratura che ci reintegrava nel nostro posto di lavoro. Questi sono i fatti”.
    La guerra in casa Rai continua e apre sempre fronti nuovi.

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