Rai, Tg1 e Tg2 in agitazione

Rai, Tg1 e Tg2 in agitazione

Il Tg1 e il Tg2 sul piede di guerra: da una parte i giornalisti della testata diretta da Augusto Minzolini chiedono al DG Rai Lorenza Lei un intervento per un 'cambio di rotta', mentre il Tg2 protesta per l'ennesimo slittamento della nomina di un nuovo direttore

    C’è maretta nelle redazioni del Tg1 e del Tg2: qualche giorno fa, infatti, i giornalisti della testata diretta da Augusto Minzolini hanno espresso “allarme e preoccupazione per la situazione del giornale e il calo degli ascolti, un danno anche economico per tutta l’azienda in momenti difficili“, mentre il CdR del Tg2, al momento diretto ad interim dal vicedirettore Mario De Scalzi, è in stato di agitazione per sollecitare la nomina “condivisa e di qualità” di un nuovo direttore. In alto Augusto Minzolini ospite di Un Giorno da Pecora parla di sé, della Rai, del suo tg e riapre la polemica, mai sopita, con Maria Luisa Busi.

    Il Tg2 attende da mesi la nomina di un nuovo direttore dopo le dimissioni di Mario Orfeo, da marzo alla guida de Il Messaggero. Nonostante gli appelli per una soluzione rapida e qualificata della ‘sede vacante’, la poltrona di direttore è al centro di uno dei tanti bracci di ferro interni al CdA, con Susanna Petruni vicina alla nomina e le candidature di Gianluigi Paragone – che potrebbe tornare alla carica, vista la frenata del presidente Garimberti sulla sua nomina a direttore di RaiDue - e degli ‘outsider’ Mario Calabresi e Gerardo Greco.
    Delle nomine Rai, rimandate per settimane, non si discuterà nemmeno nel CdA di domani: Lorenza Lei, infatti, sembra intenzionata a prendere ancora tempo proponendo un nuovo interim, quello di Marcello Masi, che andrebbe quindi a sostituire De Scalzi. Da qui evidentemente la decisione del CdR del Tg2 di annunciare lo stato d’agitazione, un modo per spingere i vertici ad accellerare i tempi e soprattutto a indicare all’unanimità un nuovo direttore, di “alto profilo”, che possa lavorare in tranquillità. In basso il video del comunicato letto oggi nell’edizione delle 13.00.



    Situazione diversa al Tg1, dove il CdR si mobilita ancora una volta contro Augusto Minzolini: l’assemblea dei giornalisti chiede “che il direttore e il suo gruppo dirigente prendano provvedimenti” sulla crisi degli ascolti e sulle polemiche di ordine editoriale e si rivolge all’azienda perché chiarisca “se considera il Tg1 ancora un asset strategico del servizio pubblico e quali misure intenda adottare per invertire questo trend negativo che riguarda anche la rete”. Insomma, il CdR chiede un cambio di rotta al dg Lorenza Lei, nella speranza che si occupi anche della “deriva degli orari delle edizioni del Tg1 della notte e del mattino, spostati senza spiegazioni” e del recupero dei giornalisti che hanno visto ridotto il loro ruolo all’interno della redazione e di quelli che il CdR definisce “voci critiche” nei confronti del direttore Minzolini. Giusto per fare due casi emblematici quello di Maria Luisa Busi e di Elisa Anzaldo, che ha delineato la situazione del Tg1 nel suo intervento a Tutti In Piedi!.

    E Minzolini non ha esitato a offrire la sua versione dei fatti nell’intervista a Un Giorno da Pecora a Radio 2: “Non è vero che al Tg1 c’è la ‘fuga delle notizie’ (come ‘spiegato’ dall’Anzaldo, ndr), anzi il Tg1 dà notizie che gli altri non danno. E’ una linea editoriale: alcune le do, altre vengono date ma qualcuno vorrebbe fossero date con una maggiore enfasi, altre ancora le do e molto spesso non le ritrovo in altri tg“. Nessuna ‘punizione’, intanto, per la Anzaldo, che resta nella redazione del Tg1: “Certo che resta al Tg1. Mi ha chiesto l’autorizzazione per partecipare a Tutti In Piedi! e io, che rispetto a quello che viene detto sono un altro tipo, gliel’ho data. Poi certo, andare lì a parlare male del tg dove sei non è stato elegante, per tanti motivi: io per esempio l’ho promossa, era una redattrice normale e l’ho fatta caposervizio, perchè la considero brava“. Minzolini, però, non si sbilancia sulle cause dei loro attriti: “C’è stata una questione legata ad altro, nel senso che ti vengono fatte delle richieste a cui puoi acconsentire o no, e a quel punto si creano dei litigi“. Criptico…

    Minzolini non risparmia critiche al premier Berlusconi, accusandolo di aver sbagliato a rilasciare interviste a ‘reti unificate’: “È una scelta che non mi è piaciuta, avrei preferito avere l’esclusiva” dice il direttore del Tg1, che oltre a non aver avuto il privilegio dell”unicum’ si è visto anche sanzionare dall’Agcom per oltre 250.000 euro.

    Nel frattempo il suo CdR ribadisce che serve una politica aziendale, dei palinsesti, una linea editoriale credibile“: in fin dei conti è quello che chiede il pubblico della Rai.

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