Rai Storia e Altra tv ricordano Paolo Borsellino

Diciannove anni fa la strage di via d'Amelio in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e 7 agenti della scorta

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    Diciannove anni fa la strage di via d’Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. Alle 16:58 un Fiat 126 piena di 100 chili di tritolo esplode e distrugge la via dove abitava la madre del magistrato, perdono la vita anche gli agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi (la prima donna a far parte di una scorta e a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Ecco come Rai Storia e l’Altra tv ricordano il diciannovesimo anniversario di quella strage, in apertura un video di un’intervista che Borsellino rilasciò a Lamberto Sposini.

    Partiamo con Rai Storia, Gianni Minoli in Dixit fa il punto sull’attentato in cui morì Borsellino, dopo solo 57 giorni dalla morte dell’amico e collega Giovanni Falcone. Come ricordò lo stesso Borsellino nell’intervista che rilasciò a Lamberto Sposini il giudice era già a conoscenza della sua morte, ecco cosa ha detto il procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari: “Possiamo dire con certezza che Paolo Borsellino era a conoscenza della cosiddetta trattativa già dal 28 giugno 1992. Noi abbiamo motivo di ritenere che la strage di via d’Amelio si inserisca in questo percorso di trattativa tra Stato e Cosa Nostra”.

    Molti ancora oggi i lati oscuri delle stragi che colpirono il nostro Paese nel 1992 e nel 1993 e in Dixit verrà approfondito il tema con il procuratore Lari che ha riaperto le inchieste. A ricordare quel tremendo 1992 anche Claudio Martelli, allora ministro della Giustizia. Martelli non dimentica chi lo accusò allora di avere un pugno troppo duro nella lotta antimafia e come fu abbandonato dai colleghi quando firmò i provvedimenti carcerari del 41 bis. Minoli parlerà anche della strage di Capaci e del fallito attentato di dell’Addaura nel 1989 e del filo comune che lega i tre episodi. Molte le testimonianze, fra cui magistrati, parenti dei due giudici e giornalisti. Non solo Dixit, in palisensto è in programma Blu Notte dedicato alla storia dalla mafia dalla strage di via d’Amelio ai giorni nostri.

    A ricordare quel terribile 19 luglio anche l’Altra tv, il canale televisivo via Web che trasmette su tutte le sue piattaforme (micro web tv, blog e videoblog, radio e network locali) un programmazione interamente dedicata al ricordo di Borsellino e altre vittime della mafia. In programma il documentario In un altro Paese di Marco Turco, tratto dal libro scritto da Alexander Stille “Excellent cadavers. The Mafia and the Death of the First Italian Republic“. Tutto il documentario è dedicato alla storia della mafia dagli anni ’70 fino ai giorni nostri. Durante la maratona si collegheranno anche Rita e Salvatore Borsellino oltre a Danilo Sulis (Radio Cento Passi, la radio nata dalle ceneri di Aut Aut, la radio libera di Peppino Impastato) e Pino Maniaci, il volto di Telejato, impegnati nella lotta alla mafia.

    Rita Borsellino ha riassunto così questi 19 anni: “Diciannove anni da quel giorno. Di cose ne sono cambiate, ma non tutte quelle che avevamo sperato. Oggi abbiamo una sola certezza: siamo stati presi in giro. Si sono fatti beffe di noi, hanno riso del nostro dolore. E non c’è ancora la verità. Abbiamo continuato a parlare, a denunciare, fino alla nausea. Abbiamo continuato a farlo in questi diciannove anni e questo grido di allarme e di dolore è stato raccolto da qualcuno e ignorato da troppi. E il silenzio, la solitudine, l’indifferenza sono ancora i nemici peggiori di magistrati e cittadini impegnati per la legalità“. Gli fa eco Salvatore Borsellino, fratello minore del giudice: “Io distinguo tra ricordo e memoria. La memoria per me vuole dire impedire che la gente dimentichi e su queste stragi cada l’oblio. Ad oggi non è stata fatta giustizia e non si conoscono i veri mandanti. Per me non è stata una strage di mafia ma una strage di Stato. In questi ultimi mesi finalmente tanti personaggi hanno ritrovato la memoria parlando della trattativa e cominciano a ricomporsi i pezzi di un puzzle che spero presto arrivi al suo compimento“.