Rai-Sky, Sergio Zavoli vuole riaprire la trattativa

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Sergio Zavoli tra Rai e Sky

Il presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Sergio Zavoli, si augura una riapertura della trattativa con Sky per il rinnovo del contratto relativo all’inserimento nel bouquet satellitare dell’offerta RaiSat. “Mi auguro che Sky non sia disinteressata a un’equa soluzione del problema, dice Zavoli”.

Le irate parole del Presidente Giorgio Napolitano, infuriato per come sono state condotte le fallimentari trattative per il rinnovo del contratto tra Rai e Sky per la trasmissione satellitare del pacchetto RaiSat, sono state di certo la molla che hanno spinto oggi Sergio Zavoli, presidente della Commissione di Vigilanza Rai, a tentare la via di una riapertura del tavolo di negoziazione, al fine di porre rimedio al mancato rinnovo della convenzione che non solo aveva portato nelle casse di Viale Mazzini una discreta quantità di milioni di Euro, ma dava anche ampia visibilità ai contenuti ‘digitali’ della tv di Stato.

In una nota diffusa a mezzo stampa, Zavoli cerca di far leva sul direttore Generale della Rai, Mauro Masi, principale artefice della condotta delle trattative, perché ‘torni sui suoi passi’ e affianchi la presidenza nel tentativo di riportare indietro le lancette dell’orologio.
E’ “storicamente” provato – scrive Zavoli – che quando le posizioni della Direzione generale e della Presidenza si allontanano è a rischio la governabilità dell’Azienda. Spero che i due poteri su cui si basa la politica della RAI ricreino le condizioni per la ripresa della trattativa con Sky, finché non sia inconfutabilmente palese la convenienza non soloa ziendale, ma anche del sistema televisivo, e quindi nell’interesse nazionale, di darla per conclusa“.
Riportare i canali Rai e RaiSat sulla piattaforma Sky – scrive ancora Zavoli – credo corrisponda, oltre che alla richiesta di un’utenza sempre più vasta, anche a criteri di utilità imprenditoriale e industriale, considerando che i canali di RaiSat, cancellati dalla programmazione di SKY, non sono più ricevibili altrove“.
L’auspicio – continua Zavoli – è esteso a Sky che mi auguro non disinteressata a un’equa soluzione del problema. Esigono ciò i giudizi che sulla scia del disaccordo manifestato dal presidente Garimberti, e da una parte del Consiglio, si fanno via via più stringenti intorno a questa inopinata querelle: primo fra tutti quello del Presidente Napoletano“.

L’accorata richiesta di Zavoli sembra, però, più un atto dovuto dopo la reprimenda di Napolitano, che una reale manovra per riportare le parti intorno ad un tavolo. Del resto Sky ha chiuso anticipatamente le trattative, stanca del continuo tira e molla della Rai, impegnata a portare avanti il progetto di TiVù Sat che però rischia di complicare ulteriormente la vita dei telespettatori, come sottolinea ancora una volta l’Adiconsum, sul piede di guerra per la motiplicazione dei decoder (e dei costi) necessari per poter avere una completa offerta tv, tenuto conto, peraltro, dell’effettiva difficoltà di milioni di cittadini di ricevere il segnale del digitale terrestre, che non riuscità mai a coprire la totalità del territorio nazionale. Tra segnali criptati per mancanza di diritti di trasmissione internazionale, crittografie diverse e carte a pagamento inutilizzabili su più decoder, guardare la tv potrebbe presto diventare un lusso per pochi (per il dettaglio della nota dell’Adiconsum vi rimandiamo a un articolo di Digital Sat).

Ma in tutto questo, nella logica di una libera concorrenza commerciale, perché mai Sky dovrebbe tendere una mano all”ingrata’ Rai?

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Federico Rocchi 5 agosto 2009 03:08
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Che addirittura il Presidente della Repubblica debba essere tirato in ballo per garantire gli interessi di una singola azienda privata è davvero… singolare. Ma anche se fosse vero è stato probabilmente male informato, così come Zavoli, ancora convinto che siano in ballo i canali “generalisti” RAI. Certo è pure vero che certi blogger ed anche siti di informazione più strutturata non fanno un favore ai cittadini con una informazione non corretta.

I cittadini italiani che pagano il canone e non SKY (ovvero la maggioranza degli italiani) hanno solo da guadagnarci con il mancato accordo per la vendita dei canali RAISAT al gestore SKY dato che potranno vederli sia attraverso l’antenna stilo del televisore portatile sia attraverso una parabola collegata ad un ricevitore “aperto” da poche decine di euro. Nonostante le insistenze (di chi probabilmente non ha mai montato una parabola in vita sua) il progetto TiVù Sat non complica la vita agli italiani, casomai la semplifica e non è affatto vero che il segnale digitale “non riuscità mai a coprire la totalità del territorio nazionale.”: queste sono illazioni che evidenziano solo la scarsa preparazione di chi oggi fa informazione e politica: il segnale digitale (almeno delle reti interessate a farlo) coprirà per definizione il 99% del territorio italiano. Spiegherò perchè appena ho cinque minuti (si fa per dire…).

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Giorgia Iovane
Giorgia 5 agosto 2009 08:38
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Caro Federico,
ti ringrazio per le precisazioni e siamo d’accordo con il fatto che, al momento, i tre canali generalisti Rai sono ancora visibili su Sky, ma saranno oggetto di una successiva trattativa (cfr. i quotidiani di giovedì 1 agosto o anche Repubblica di oggi http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/politica/rai-2/il-piano-del-governo/il-piano-del-governo.html); per quanto riguarda le rimostranze sulla difficoltà a ricostruire una piena offerta tv dopo lo switch-off digitale ti rimando al comunicato diffuso ieri dall’Adiconsum (http://www.adiconsum.it/index.php?pagina=notizia&idarticolo=1025&categoria=7); infine, perdonami, ma 99% non è uguale a l00%: in alcune aree d’Italia ancora oggi (agosto 2009) non è possibile vedere in chiaro RaiDue/raiTre perchè il segnale analogico (non digitale, analogico) non le raggiunge.
Sarà auspicabile una risoluzione al meglio della situazione, ma sarà anche il caso di prevedere soluzioni alternative e a basso costo per evitare che si moltiplichi un effetto di digital gap già peraltro presente.
Con stima e affetto,
Giorgia

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Giorgia Iovane
Giorgia 5 agosto 2009 08:42
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Ah, il presidente Napolitano non è stato ‘tirato in ballo per garantire gli interessi di una singola azienda privata’ (cosa che peraltro accade da decenni per la Fiat…) ma è intervenuto criticando “le diverse modalità in cui era avvenuta rispetto a quanto a lui riferito nell’incontro al Quirinale” (fonte Ansa del 1° agosto 2009 http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_1623181078.html).
Giusto per la precisione…
ancora cordiali saluti,
Giorgia

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Fischio 26 agosto 2009 10:42
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Caro Rocchi, Forse non sai che il nuovo decoder TivùSat costa 100 euro, forse non sai che ci sono zone morte e quindi il segnale digitale terrestre non si vedra mai. oggi 26 agosto, ancora non vedo i canali Rai sul digitale terrestre. Quindi in Italia ci deve stare un unico Decoder Satellitare, buono per tutti sia Sky, Rai e Mediaset e altre emittenti che vorranno parteciparvi. Mi domando cosa ci stanno a fare, in alcuni canali dall’800 in poi fino al 999, quelle porcherie sul satellite. A cosa servono. Si dia la possibilià alla Rai di gestire 100 canali del decoder Sky.

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Mauro vergari 5 agosto 2009 13:32
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Qui il problema è molto più serio. Gli interessi personali condizionano il comportamento degli utenti. Per prima cosa facciamola finita con il pensare alla tv come all’era del carbone. Le piattaforme trasmissive(terrestre,satellite e IPTV) servono appunto per trasmettere e i cittadini usano quella che preferiscono nel rispetto della neutralità tecnologica (principio della C.E.). Quindi non è obbligatorio vedere la tv digitale unicamente da terrà,è però obbligatorio per il servizio pubblico farsi vedere in ogni modo. Anche le reti generaliste nazionali dovrebbero farsi vedere il più possibile su tutte le piattaforme, altrimenti la loro pubblicità sarà vista sempre di meno. Detto questo non si riesce a capire perchè si vede SKY come il padrone del satellite? SKY deve sottostare a degli obblighi come quelli previsti dalla delibera 216/00. Deve permettere di far vedere tutti i canali criptati o meno con un solo decoder. Semplice! Uno ha un telecomando in mano e sceglie cosa vedere passando da un canale criptato ad uno libero come vuole in base al proprio desiderio. Cosa c’è di strano? Perchè bisogna scendere da SKY? Perchè alcuni canali importanti bisogna vederli con un altro decoder che occorre comprare? Perchè si usano le piataforme trasmissive per farsi concorrenza!!! Assurdo. SI facciano concorrenza sulla qualità dei programmi e non obblighino i ocnsumatori a rimanere vincolti e intrappolati fra terrestre o satellite. La RAI dichiara che cripta su SKY così questa pay tv non cresce. MA che vuol dire? E il nostro diritto di scelta? Se Agcom faceva il suo dovere ora si Applicherebbe la 216, SKY avrebbe un altro decoder e tutti potevamo vedere tutto e le guerre fra emitenti non sarebbero fatte sulla negazione alla visione ma sulla lotta a chi fa contenuti migliori. Allora si che ci guadagnano i cittadini!

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Kill me!! 6 agosto 2009 09:09
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Io non capisco però perchè si sta venendo a creare tutta questa bufera,anzi lo so, perchè i canali Rai Sat (unici canali decenti) sono diventati free…e certo xkè se NOI Italiano non sborsiamo soldi non ci sentiamo noi, vero Presidente Napolitano? E Il Caro Sergio? Purtroppo tutti quanti mangiavano con i soldi di Sky ,ecco questa è l’italia dove si paga anche l’aria che respiriamo, ma Bravi, ma la colpa è nostra xkè alla fine cadiamo sempre in questi tranelli

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Giorgia Iovane
Giorgia 6 agosto 2009 11:38
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saranno anche diventati free ma non si vedono più da nessuna parte…

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Giorgia Iovane
Giorgia 6 agosto 2009 11:39
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sono assolutamente d’accordo, caro Mauro…

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Federico Rocchi 6 agosto 2009 17:11
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Andiamo tutti dalla stessa parte, anche se con mezzi diversi.
1) la ricezione dei tre canali RAI generalisti (Uno, Due e Tre) non dipende dalla marca del ricevitore, a meno che il ricevitore sia intenzionalmente progettato per non premetterne la visione: questo vuol dire che non possono e non potranno mai essere oggetto di trattativa, sono trasmessi via satellite X sulla frequenza Y secondo uno standard preciso e può riceverli qualunque ricevitore aderente allo standard trasmissivo (la criptazione o codifica è un’altra cosa, questo confonde molti commentatori).
2) Puntualizzare sulla differenza fra 99% e 100% lascia il tempo che trova, andiamo avanti.
3) SKY non è la FIAT e il Presidente della Repubblica non ha alcun ruolo istituzionale nella vicenda… e andiamo avanti anche stavolta.
4) con Mauro non posso che essere daccordo nella sostanza, su cammini paralleli. Pur non sottoscrivendo l’uso della parola “Piattaforma” aggiungo alle tre la diffusione (più che trasmissione) “WEB SIMPLEX” che è molto più interessante dell’IPTV perchè più universale, comunque se non è zuppa è pan bagnato. RAI è presente su tutti i sistemi di trasmissione e diffusione e funziona, purtroppo Silverlight è un po’ pesante per il computer portatile della cucina ma il TG1 “on demand” semplicemente come file wmv funziona alla grande. Questo facciamolo sapere agli italiani, non aspettiamo che qualcuno ce lo venda come una straordinaria possibilità del suo televisore.
5) non c’è nessuna trappola fra “piattaforme”, basta comprare l’apparecchio giusto e si ricevono tutti i canali. Nel medio periodo l’apparecchio giusto sarà un computer, ovviamente, che potrà incorporare quanti e quali ricevitori vogliamo… magari sarà direttamente inserito nel televisore (come già avviene). Per il momento basta comprare un sinto SAT+DTT. Si dice che il prossimo SKY box sarà così, quindi l’importante è che consenta altri schemi di decodifica oltre NDS. Riuscirà il Garante a garantire questo? La legge non è chiara, molti tra giornalisti e politici fanno ancora confusione fra compressione, criptazione, EPG, LCN… questo è il problema.
Comclusioni: la differenza fra SKY e TiVùSAT è che la prima è una singola azienda e il secondo è un consorzio aperto di aziende nazionali. E’ chiaro da che parte sta l’interesse del consumatore ed è per questo che i consumatori (evidentemente quelli che non hanno pagato SKY). Chi ha pagato l’abbonamento a SKY non deve prendersela più di tanto: oltre che protestare per dover usare obbligatoriamente un apparecchio deciso dall’alto (si parla di satellite… e comunque mi pare che in anni passati sia stato fatto senza molto successo) ha, in compenso, alcuni canali in esclusiva, non mi pare che ci sia stata la sollevazione popolare per avere SKYUNO anche sul digitale terrestre. Nonostante questo credo che il 1 gennaio 2012, se non prima, ce lo troveremo anche su quel telecomando.

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Giorgia Iovane
Giorgia 9 agosto 2009 19:10
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Sottolineando (qualora ce ne fosse bisogno) che non mi avvalgo purtroppo della rua stessa competenza in materia mi permetto di rilevare:
1) che alcuni programmi trasmessi dalle tre reti Rai sono criptati su Sky per questioni di diritti tv;
2) che la puntualizzazione della percentuale non è un semplice esercizio retorico ma si traduce in ‘disagi’ per diverse migliaia (se non milioni) di persone (sarò sfortunata, ma bazzico in due aree territoriali campane che con uno switch over slittato a metà ottobre non vedono l’ombra di dtt e hanno problemi con le emittenti in chiaro: porto sfiga io?);
3) non è la Fiat e siamo d’accordo: forse ho capito male, ma l’azienda che sta a cuore al Presidente è la Rai che dal mancato accordo ha perso un po’ di milioni (ciò non vuol dire che magari abbia ragione lei, cfr. La Stampa http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/spettacoli/200908articoli/46172girata.asp);
4) sul 4 nulla da eccepire, anche se diffido ancpra della trasmissione web come panacea di tutti i mali (visto che taglia fuori buona parte della popolazione italiana per evidenti difficoltà con la tecnologia, e purtroppo non stiamo parlando solo di anziani);
5)continuo a ritenere che il problema non sia Sky, finora offerta ‘alternativa’ e a pagamento e come tale sottoposta alla scelta del singolo consumatore: la mia preoccupazione riguarda la possibilità di guardare un’offerta anche minima di tv (per quanto il dtt permetta una maggiore offerta tv) senza eccessivi costi aggiuntivi. Il problema in sè non si pone nelle zone raggiunte dal segnale dtt: compri un tv con decoder integrato, magari fornito di lettore card ‘universale’ (a proposito, voi che ne sapete di più esiste in commercio?) che mi permetta alla bisogna di acquistare ‘programmi pay’ di qualunque bouquet (mediaset premium et similia, per intenderci) senza dover ricorrere a n decoder diversi, e il gioco è fatto. Là dove il segnale dtt non arriva mi tocca installare quantomeno una parabola (non tutti gli italiani ce l’hanno, incredibile dictu), e poi scegliere se comprare un ricevitore TivùSat o abbonarmi a Sky (o tutte e due le cose).

O non ho proprio capito nulla?
Con immutata stima,
Giorgia

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Federico Rocchi 10 agosto 2009 15:23
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1) i programmi RAI non sono “criptati su SKY”, questa espressione è sbagliata perché da l’impressione che il programma RAI sia veicolato (trasmesso, diffuso) sulle frequenze affittate da SKY e gestite da SKY, e così non è. RAI cripta alcuni suoi programmi indipendentemente dall’opera di SKY ma fino a oggi con lo stesso algoritmo (NDS) e quindi i ricevitori di SKY, che per motivi di marketing dal nov 2004 possono usare soltanto quell’algoritmo, riescono a decodificare il programma. Se il ricevitore di SKY fosse in grado di usare anche altri algoritmi (come già faceva il ricevitore Italtel di Stream prima del 2004) il problema del tipo di criptazione o codifica non si porrebbe e gli abbonati SKY potrebbero vedere tutto quello che l’etere offre (compresi i concorrenti di SKY ai quali fino ad oggi è stato impedito di competere ad armi pari).
2) la puntualizzazione sulla percentuale è un semplice esercizio teorico perché 99% del territorio significa 100% della popolazione. Se poi vogliamo puntualizzare ancor di più sul fatto che il singolo palazzo basso può avere problemi per il palazzo alto che di fronte impedisce la portata ottica col trasmettitore allora è un altro discorso. In ogni caso non mi pare che in questo paese la RAI non raggiunge milioni di persone con la copertura analogica e la copertura digitale non può essere inferiore a quella analogica. Il problema delle due aree campane è lo switch-over, è proprio questa fase ibrida che crea problemi. Che cosa sono “le emittenti in chiaro”? RAIUno da satellite è in chiaro o no? A volte si, a volte no…
3) la RAI non ha “perso milioni” (nessun giornalista serio e disinteressato scriverebbe questo). La RAI, come d’uso nella gestione delle aziende (ma anche nella vita di tutti noi) ha fatto una scelta, ha fatto una previsione economico/finanziaria e ha deciso su quella: secondo il modello del futuro che RAI ha costruito, sul medio periodo RAI avrà dei vantaggi economici da questa scelta, non perdite. Le previsioni del singolo agente del mercato vanno, ovviamente, accettate per quello che sono e al massimo criticate nello specifico, cioè nel medio periodo, altrimenti è come criticare l’aver rinunciato ad un lavoretto da 50 euro “dimenticando” che lo si è fatto per avere la possibilità di prenderne uno da 100 il giorno dopo… Molta informazione parte dal presupposto che gli italiani siano così fessi da credergli ciecamente.
4)casomai dovrebbe diffidare degli italiani e non della diffusione “web”… ovviamente è solo questione di interfaccia.
5)Laddove il segnale analogico non arriva (dal 1954 a oggi) la transizione digitale potrà portare solo vantaggi perché dal 2012 forse arriverà.
Laddove il segnale analogico non arriva gli abitanti hanno probabilmente già una parabola e, chi si accontenta, un ricevitore satellitare qualunque, mentre chi non si accontenta ha già il ricevitore di SKY. Quindi con la partenza di TiVùSat i primi potranno continuare a vedere via satellite esattamente quello che vedevano prima senza sborsare un solo euro mentre i secondi potranno disdire l’abbonamento a SKY (se non sono interessati all’offerta SKY prodotta da SKY ovviamente) e comprare, ad un costo circa pari a due mesi di abbonamento SKY, un nuovo ricevitore “aperto” capace di ricevere qualsiasi emittente, con una lista dei canali decisa dal proprietario e non da qualcun altro. Chi non vuole rinunciare a SKY molto probabilmente avrà da SKY un nuovo ricevitore compatibile con la decrittazione Nagravision, cioè quella usata da TiVùSat.

Come si vede, facendo un’analisi puntuale, gli italiani non hanno nulla da perderci da tutta questa rivoluzione, è per questo che chi sta alzando tutta questa polvere (e non mi riferisco a Giorgia in senso stretto) dovrebbe pensarci bene prima di esprimere giudizi evidentemente distorti alla radice perché o lo fa apposta (e allora ce ne spiegasse il motivo) oppure non lo fa apposta, il che è probabilmente anche peggio.

Federico

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Fischio 26 agosto 2009 11:20
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Come fa a dire che non sono criptati sul decoder Sky? Su un articolo di
“La Repubblica” del 22 agosto pagina 9, ti trovi tutti i programmi che non si sono visti su Sky. Ma siamo matti si oscura la Signora in giallo, Totò, le partite di calcio, la Formula uno, quasi 200 programmi criptati e lei mi viene a dire che “non sono criptati”
Allora non è buono il mio mysky?

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Federico Rocchi 27 agosto 2009 01:39
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Caro Fischio, a parte tutto quello che secondo te non so io pensa a quello che non sai tu: ignori praticamente gli ultimi venti anni di storia della televisione digitale italiana. Ad ogni modo, se sei abbonato SKY, puoi rivolgerti all’assistenza del tuo provider satellitare pregandolo di inserire nel suo bouquet (pagando ovviamente) i programmi prodotti e trasmessi da altri.

Se poi riuscirai ad imporre la tua volontà dando alla RAI la possibilità di “gestire 100 canali del decoder” (anche se il concetto è oscuro abbiamo capito la sostanza) scavalcando “a destra” anni di giurisprudenza e imponendo la volontà categorica e imperativa dell’AbbonatoMaximo saremo contenti lo stesso. Pure noi, come la legge, sosteniamo che “in Italia ci deve stare un unico Decoder Satellitare con la D maiuscola!

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Giorgia Iovane
Giorgia 11 settembre 2009 09:42
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Segnalo un’interessante articolo di Giorgio Scorsone su Digital Sat a proposito dei programmi Rai Criptati….
http://www.digital-sat.it/new.php?id=19377

Sentite, io il Dtt continuo a non vederlo: se volete due esempi pratici, all’11 settembre 2009 (quindi a un mese dallo switch over in campania) in una località della Costiera Amalfitana si vedono solo i canali Mediaset, in una cittadina dell’interno (zona picentini) solo i Dahlia… della Rai non c’è traccia… come dicevo sarò sfigata io o evidentemente non faccio parte della popolazione italiana…

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