Rai: Sgarbi slitta al 25 maggio, censurata la puntata su Dio

Rai: Sgarbi slitta al 25 maggio, censurata la puntata su Dio

Slitta di una settimana il debutto di Vittorio Sgarbi alla conduzione de Il Mio Canto è Libero: il nuovo dg Rai, inoltre, cassa la puntata su Dio

    Il nuovo programma di Vittorio Sgarbi per RaiUno, Il Mio Canto è Libero, slitta di una settimana: invece di debuttare mercoledì 18 maggio partirà mercoledì 25. La decisione arriva, stando alle indiscrezioni de Il Giornale, direttamente dal nuovo direttore generale, Lorenza Lei, che avrebbe deciso anche di cassare l’argomento della prima puntata, Dio. Si parlerà, invece, della bellezza in generale. E dire che Sgarbi aveva annunciato questa puntata mesi fa e ora è pronto a rinunciare al talk: in alto Sgarbi ospite di Un Giorno da Pecora (Radio2), nel quale annuncia il suo nuovo programma.

    In principio doveva chiamarsi Il Bene e il Male e partire a gennaio con sei puntate; poi il primo slittamento al 2 maggio e 5 puntate; infine l’annuncio ufficiale, con tanto di inserimento nei palinsesti delle guide tv, del via per mercoledì 18 maggio col titolo Il Mio Canto è Libero (con attestazioni anche senza il verbo ‘essere’, inserito forse per limitare il ‘plagio’ del successo di Lucio Battisti). Fatto sta che il debutto di Vittorio Sgarbi come conduttore, dopo anni di onorata gavetta in veste di opinionista e di giudice di reality trash (chi scorda la rissa con Alessandra Mussolini a La Pupa e il Secchione o il suoi verdetti a Il Più Grande Italiano di tutti i tempi), è quanto mai faticoso, nonostante l’interessamento del Premier (voci frequenti di corridoio) che voleva un ‘controcanto’ alle trasmissioni di ‘sinistra’.

    Sarò l’anti-Saviano” disse Sgarbi a caldo dopo la querelle tra i comitati pro-vita e Vieni Via con Me, che testimoniò a favore della scelta di Piergiorgio Welby; poi fece marcia indietro, senza nascondere l’intenzione di puntare su temi impatto filosofico, come Dio, la fede, la religione. E aveva anche immaginato, con mesi d’anticipo, il parterre di ospiti: da Silvio Berlusconi a Gheddafi (la guerra in Libia era ancora lontana), passando per Ahmadinejad.

    Ma i suoi sogni si sono scontrati con l’indirizzo del nuovo direttore generale della Rai, Lorenza Lei, di chiara fede cattolica, vicina al Vaticano e pertanto poco propensa a fare di Dio un argomento da talk (per di più gestito da Sgarbi?). Che si tratti di una ‘vendetta’ della Lei per la decisione di Sgarbi di affidare una rubrica al suo predecessore, Mauro Masi?

    La replica di Sgarbi non si è fatta attendere: con i suoi modi pacati ha fatto sapere di essere pronto a salutare tutti e andar via, rinunciando al programma.
    Non mi sento né gradito né rispettato” ha detto Vittorio Sgarbi alla stampa. “Sono pronto a rinunciare, magari con una trattativa come quella che fece a suo tempo Enzo Biagi, che scelse di andarsene e trattò per ottenere 3 miliardi di lire“. Racconta di aver saputo dello slittamento e della cancellazione della puntata su Dio solo ieri in tarda serata grazie a una casuale telefonata fatta al direttore generale, Lorenza Lei, dalla quale non aveva avuto nessuna notizia.

    Inoltre svela un retroscena finora inedito: gli è stato chiesto di rinunciare alla diretta e di registrare il programma. “Da parte mia niente in contrario – dice Sgarbi - però questa mi sembra sfiducia: perché non chiedono la stessa cosa anche a Michele Santoro e Giovanni Floris? Io vorrei essere trattato come loro“. Ma l’agenda di Sgarbi è fitta e il programma è sempre più in bilico: “Non posso registrare il 17 maggio, come mi hanno chiesto, e non credo di poterlo fare fino alle 20,45 del 18, orario nel quale era stato da tempo concordato, con l’allora direttore generale Mauro Masi, che la trasmissione andasse in onda“. Se a questo si aggiungono i problemi di diritti per il titolo dello show (tra Il Mio Canto Libero e Il Mio Canto è Libero), troppo simile alla canzone di Battisti-Mogol, il quadro è completo.

    Ma come era stata strutturata la puntata su Dio? Lo spiega l’autore Diego Volpe, che anticipa anche la scenografia dello studio, ispirata alla Scuola di Atene di Raffaello.
    Dopo un lungo monologo ‘autocritico’ di 22′ (due in più di quelli dedicati a Saviano in Vieni Via con Me) riservato alla vita e alle opere di Sgarbi (che comunque aprirà il programma, quando e se si farà), la puntata su Dio prevedeva contributi filmati seguiti da un blocco dedicato all’arte nel suo rapporto con il divino, da Segesta al Caravaggio. Ospiti Morgan (che doveva entrare su Dio è Morto di Guccini/Nomadi), truccato come un diavolo caravaggesco, il vescovo di Noto a sostenere le ragioni della fede e il prete eretico Matthew Fox. Quindi in scaletta un excursus sui santi, laici, cattolici, di altre fedi e religioni e chiusura con Sgarbi nei panni di un personaggio immaginario che dialoga con Dio, il tutto sulle note di De André. E’ il caso di dirlo… ossignore!

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