Rai: Sgarbi non slitta (?), Minzolini indagato, Lei ristruttura e i cachet…

Rai: Sgarbi non slitta (?), Minzolini indagato, Lei ristruttura e i cachet…

Giornata intensa per la Rai, tra la ristrutturazione organizzativa di Lorenza Lei, l'annuncio della pubblicazione dei compensi delle star Rai e l'indagine su Minzolini

    Brunetta Lei Minzolini

    Giornata intensa quella di ieri a Viale Mazzini: il CdA Rai ha approvato all’unanimità il piano di riorganizzazione aziendale proposto dal nuovo direttore generale, Lorenza Lei; il ministro Renato Brunetta è deciso a pubblicare i compensi delle star Rai prima dell’estate; infine il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, è stato formalmente indagato dalla Procura di Roma per le fatture gonfiate, da mesi al centro di uno ‘scandalo’ diventato anche oggetto di commenti politici. Per quanto riguarda la vertenza Sgarbi, la prima puntata potrà andare in onda mercoledì 18 maggio, ma non in diretta.

    La Rai è sempre al centro dell’attualità giudiziaria, politica e televisiva, non c’è che dire. la giornata di ieri è stata particolarmente ricca di avvenimenti, tra cui anche lo scontro tra il nuovo dg, Lorenza Lei, e Vittorio Sgarbi, al quale è stato vietato di parlare di Dio. Dopo l’annunciato slittamento a mercoledì 25 ora invece la Rai apre a una messa in onda del programma mercoledì 18 maggio a condizione che lo show sia registrato. In ogni caso non si parlerà di Dio. Il Dg Lei ha ‘scaricato’ la responsabilità editoriale del programma al direttore di RaiUno, Mauro Mazza. Ma Sgarbi avrà trovato posto nella sua fitta agenda di appuntamenti? Ieri diceva che era piena e che l’unico spazio libero era quello dedicato alla diretta del suo talk.

    Ma vediamo, punto per punto, le altre ‘novità’ di casa Rai.

    Il CdA approva il modello organizzativo proposto da Lorenza Lei
    Approvata all’unanimità la ristrutturazione organizzativa dei comparti Rai. Punto focale la configurazione Canali/Generi, utile – a giudizio del Cda e del Dg - per separare le competenze delle attività editoriali e di palinsesto da quelle connesse alla realizzazione dei singoli programmi.

    Così la Rai spiega la distinzione in una nota stampa: “Il Canale, evoluzione delle attuali Direzioni di Rete di cui si vuole rafforzare la centralità editoriale, avrà una dimensione organizzativa e strategica per garantire l’identità della propria offerta, accentuare la riconoscibilità e il valore del brand attraverso l’organizzazione di tutta la programmazione di propria competenza, con il mantenimento delle responsabilità editoriali sulle produzioni di genere e il controllo integrale del budget“. Il ‘Genere’ invece “avrà come principale obiettivo quello di mettere a fattor comune le competenze aziendali sulle diverse tipologie di prodotto attualmente polverizzate tra le strutture“. Il tutto per “garantire maggiori livelli di efficacia e di efficienza e di sviluppare e rafforzare le capacità creative e di innovazione“.

    In quest’ottica nascono la Direzione Intrattenimento, la Direzione Sviluppo Strategico e la Direzione Produzione Tv (assegnata alla Vice Direzione Generale per il Coordinamento dell’Offerta Radiotelevisiva) mentre viene cancellata la Vice Direzione Generale per l’Area Produttiva e Gestionale. Servirà a far funzionare meglio la Rai?

    La pubblicazione dei compensi delle star Rai
    La questione della pubblicazione dei cachet dei conduttori, degli ospiti e degli opinionisti delle trasmissioni Rai è ormai un pallino del ministro della Pubblica amministrazione Brunetta, che ne parla ormai da un anno e mezzo. Sebbene l’autorità garante per la Privacy abbia dato alcune indicazioni in merito, se ne continua a parlare, tralasciando sempre il fatto che la pubblicazione dei compensi in sé dicono poco se non accompagnati dagli introiti pubblicitari delle trasmissioni.

    Comunque Brunetta ha annunciato che la sua battaglia continua e che i primi risultati si potrebbero avere già prima dell’estate, “grazie a quanto ha fatto il Parlamento e a quanto farà il CdA Rai“. “Bisogna sapere quanto guadagnano Santoro, Fazio, Vespa, i direttori dei telegiornali, magari poi anche inducendo la stessa trasparenza anche nelle televisioni private, in maniera tale che si possano vedere le differenze con grande soddisfazione anche di chi, magari molto bravo, guadagna molto meno di qualcun altro” ha detto Brunetta che ha precisato di aver già stabilito un accordo nel contratto di servizio pubblico siglato con la Rai e che “adesso si tratta solo di applicarlo“.

    Immediata la risposta di Michele Santoro, che già mesi fa pubblicò il suo CUD: “Sono costretto a constatare che il ministro Brunetta, nonostante la sua autoproclamata efficienza, non si è ancora accorto che i miei compensi sono pubblici da parecchi mesi. Mi pare che dovremmo aspettare ancora qualche settimana invece per conoscere quelli (spero) di tutti gli altri. Meglio tardi che mai“.

    Augusto Minzolini indagato per peculato dalla Procura di Roma
    Grida alla strumentalizzazione politica il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, indagato dalla Procura di Roma per le spese fatte con la carta di credito aziendale che prefigurano il reato di peculato. Minzolini dice di aver restituito i soldi all’Azienda e di vedere in questa decisione l’ennesimo attacco politico nei suoi confronti.

    Se la notizia è vera – ha detto a caldo Minzolini alla diffusione della notizia – è l’ennesimo attacco in quel delta del Mekong che è la Rai“. “Dopo l’inchiesta della Procura di Trani, le polemiche dell’Usigrai, le iniziative dell’Agcom è arrivato il turno della Procura di Roma” ha commentato Minzolini che aggiunge: “Quello che mi fa sorridere, e non mi stupisce, è che questa notizia sia finita sui media a due giorni dalle elezioni. Del resto la strumentalità politica è più che evidente: l’indagine penale infatti prende spunto dall’esposto di un partito politico, quello di Antonio Di Pietro“. Il direttore, recentemente sanzionato dall’Agcom per il troppo spazio dedicato dal suo Tg al centrodestra, si dice comunque tranquillo: “Si tratta di un ‘atto dovuto’ di una vicenda che ha contorni estremamente chiari, ma proprio per trasparenza e per evitare polemiche di basso profilo ho già restituito alla Rai l’intera somma in questione. Nel contempo ho avviato un’azione legale di rivalsa nei confronti dell’azienda e – venuto meno il benefit e l’impegno di esclusiva – ripreso la collaborazione con Panorama“. La questione non è finita.

    1081

     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI