Rai, Serena Dandini deve scegliere: o RaiTre o Fandango

Rai, Serena Dandini deve scegliere: o RaiTre o Fandango
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    serena dandini bivio

    La Rai non arretra: Parla con Me deve diventare una produzione interna Rai come stabilito dalla nuova politica aziendale introdotta dalla dg Lorenza Lei. A questo punto, prima ancora di trattare (eventualmente) con la Fandango, casa di produzione del programma, per le questioni produttive, il CdA Rai e il dg Lei vogliono sapere da Serena Dandini se è disposta ad accettare un contratto Rai o preferisce restare legata in esclusiva alla Fandango, magari cercando nuove ‘spazi’ a La7. Immediate le reazioni politiche.

    Stando a quanto riportano le agenzie di stampa, la questione Parla con Me non era all’odg della prima riunione del CdA post-ferie, ma è stata trattata nel capitolo ‘varie ed eventuali’ visto che l’avvio del programma è fissato per il 27 settembre. Con la situazione ancora in alto mare è evidente che il programma slitti, sempre che si faccia ancora, almeno in Rai.

    Eh sì, perché la trafila è ancora più lunga di quanto sembrasse: oggi CdA e dg Lei hanno semplicemente puntualizzato di non voler derogare alla politica aziendale, che vuole l’internalizzazione dei programmi di cui l’Azienda ha il 100% dei diritti, e hanno di fatto stabilito che la Dandini deve prendere una decisione. La conduttrice deve, in breve, decidere se restare ‘stipendiata’ Fandango – e quindi fuori dalla Rai (magari diretta verso La7) – o accettare un contratto Rai. Insomma, se la Dandini vuole continuare ad andare in onda col suo programma cult su RaiTre deve attenersi alla politica aziendale di Viale Mazzini, dice con forza la Lei. Ma se restasse in Rai e decidesse di condurre una nuova stagione di Parla con Me, l’Azienda è pronta a darle tutte le garanzie editoriali del caso (considerato, peraltro, che dovrebbe dire addio al suo gruppo di riferimento).

    Ma la decisione della Dandini è solo un aspetto della questione: resta fuori il sostanziale problema del format. Fandango verrebbe fatta fuori? Beh, facile per la Rai non rinnovare il contratto per Parla con Me, puntando magari a realizzare in proprio un programma simile, mettendo in essere quelle variazioni prospettate alla fine della scorsa riunione del CdA che di fatto renderebbero, anche se di poco, il programma diverso da quello finora realizzato dalla casa di produzione esterna.
    Di fatto al momento non sono previste trattative tra Rai e Fandango per il format di Parla con Me: le stesse parti hanno smentito l’esistenza di proposte in atto da discutere (vedi questione del dimezzamento degli autori da contrattualizzare Rai, lanciata dal Corriere della Sera) e almeno in questa fase non sono contemplati confronti tra azienda e Casa di produzione.

    Il bello è che il consigliere di minoranza Giorgio Van Straten ‘sbugiarda’ subito la linea adottata dal CdA, negando di fatto che ci sia una policy aziendale in atto che ‘vieti’ le produzioni esterne, finendo così per dare una connotazione esclusivamente politica alla vertenza Parla con Me.

    Non esiste alcuna policy aziendale secondo cui i programmi Rai devono essere prodotti internamente. Non ci si appigli a cose che non esistono” dice Van Straten all’Ansa al termine del CdA. E continua: “Le policy esistono solo se ci sono delibere approvate ufficialmente e non ci possono essere prassi. Ho fatto presente questo durante il Cda e anche il presidente Garimberti mi ha dato ragione“. Di conseguenza “quella di andare avanti sulla strada della produzione interna è una scelta ‘politica’ del direttore generale. Secondo me non c’è la volontà di mandare in onda Parla con me, che ricordo essere una delle trasmissioni sgradite al premier”. A conferma della sua tesi, Van Straten sottolinea che “siamo già al 7 settembre, se c’erano dei problemi andava detto quando abbiamo discusso dei palinsesti”. Ma insomma, questa policy aziendale c’è o no?

    Ovviamente cavalca l’onda ‘politica’ l’Idv, che rilascia a tempo di record un proprio commento alle agenzie di stampa a firma del portavoce Leoluca Orlando: “Dopo Santoro e Saviano, il Dg della Rai si appresta a fare fuori anche Serena Dandini. E’ chiaro ormai che Lorenza Lei non vuole mandare in onda Parla con me perché è una trasmissione sgradita a Berlusconi“. “Purtroppo sembra che l’influenza della struttura Delta (si veda il caso P4, n.d.r.) sia ancora molto presente in Rai. Infatti, i migliori prodotti, come Annozero e Vieni Via con me vengono eliminati e ci si tiene invece Minzolini, responsabile di un’emorragia di ascolti al Tg1 che non ha precedenti” aggiunge Orlando. Beh, Minzolini in questi casi viene sempre preso come pietra di paragone. Inevitabile, poi, in chiusura, l’ennesimo richiamo al conflitto di interessi: “Il Dg Lei dovrà spiegare ai telespettatori che pagano il canone perché la Rai, che vive uno dei momenti più bui della sua storia, sta mandando via tutti i pezzi migliori. Qualcuno potrebbe pensare che si vuole favorire Mediaset il cui proprietario, guarda caso, è il presidente del Consiglio” dice Orlando che chiede al Parlamento una legge contro il conflitto d’interessi, “altrimenti l’informazione pubblica non sarà mai libera, ma in mano ai diktat dei partiti“.

    Vabbè… al di là delle rivendicazioni politiche, ora la palla passa alla Dandini: firmerà con la Rai, ‘tradendo’ così Fandango e rischiando di condurre una sorta di clone di Parla con Me su RaiTre, o deciderà di dire addio a Mamma Rai, magari portando altrove il ‘vero’ Parla con Me?

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