Rai: salta il CdA, nessuna decisione sui palinsesti Autunno 2011

Rai: salta il CdA, nessuna decisione sui palinsesti Autunno 2011

I cinque consiglieri di maggioranza Rai non si presentano e salta il CdA sui Palinsesti Autunno 2011: se ne riparla lunedì 13 giugno

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    Ennesimo buco nell’acqua in casa Rai: mancano cinque consiglieri e salta il CdA previsto questa mattina per la verifica e la ratifica dei palinsesti dell’Autunno 2011 di RaiUno, RaiDue e RaiTre, che tengono banco da lunedì. A venir meno i consiglieri di maggioranza, quindi dell’area di centrodestra, che a quanto pare avevano chiesto un rinvio della riunione a lunedì 13. Il rinvio non è stato concesso e così i cinque non si sono presentati, facendo così mancare il numero legale e costringendo alla convocazione di una nuova riunione. Per il presidente Garimberti è un avvenimento “grave e incomprensibile”.

    Ancora in alto mare l’approvazione dei palinsesti Autunnali 2011 della Rai: l’assenza compatta dei cinque consiglieri di maggioranza costringe i vertici Rai a indire un nuovo CdA per lunedì 13 giugno (orario previsto, 11.30). Un’assenza che non sembra affatto casuale visto che, da alcune indiscrezioni pubblicate dalle agenzie di stampa, emerge che il consigliere Antonio Verro (colui che più di altri ha fatto sentire la sua voce in questi ultimi anni e che concorreva al posto di direttore generale della Rai) avrebbe chiesto ieri un rinvio del CdA incentrato sul voto per i palinsesti 2011. Il rinvio, però, era stato negato e da qui, evidentemente, la decisione concordata tra i cinque consiglieri del centrodestra di non presentarsi e invalidare la convocazione.

    E proprio Verro non ha mancato di far sentire la sua voce con una nota di fuoco diffusa nel primo pomeriggio, nella quale motiva l’assenza dei consiglieri di maggioranza con la necessità di riflettere sui palinsesti (“per dare il tempo alle strutture aziendali di valutare alternative e cercare nuove soluzioni“) e si scaglia contro RaiTre, definita “un’enclave separata dal resto dell’offerta aziendale, orientata quasi completamente su uno specifico target politico-culturale e con una programmazione che sembra spesso ispirata a logiche da tifoseria“. “A fare le spese di questa rigida impostazione sono, ad esempio, anche programmi di inchiesta molto rilevanti per il servizio pubblico che, in questo contesto, sembrano muoversi però più sulla base di teoremi precostituiti che cercare di raccontare la realtà dei fatti” aggiunge Verro, che delinea poi il suo ‘modello’ di servizio pubblico. “Credo in un modello di servizio pubblico diverso, in grado di realizzare programmi informativi condotti da giornalisti che, non solo siano ma che sappiano sempre apparire imparziali e che rappresentino con equilibrio le diverse sensibilità politiche e culturali in campo.Ritengo quindi necessario – aggiunge il consigliere di Maggioranza – uscire dalla logica di appartenenza, dell’inamovibilità e dell’immutabilità e cominciare a pensare a nuovi modelli editoriali per l’attualità politica, magari puntando anche su altri temi come l’economia e la politica internazionale“.
    E già vediamo La7 leccarsi i baffi al pensiero del trasferimento di massa di Floris, Fazio, Gabanelli e Dandini….

    Poco importa che manchi davvero poco tempo alla presentazione ufficiale dei palinsesti agli inserzionisti pubblicitari, appuntamento solitamente calendarizzato a giugno. Se alle lotte intestine tra i direttori di rete e il Dg Lorenza Lei si aggiungono le ‘incertezze’ del CdA, il nodo ancora aperto sul pacchetto nomine per i vertici dei nuovi dipartimenti e la questione ancora da risolvere sui contratti dei conduttori ‘clou’ di RaiTre (Fazio, Gabanelli, Dandini e Floris), ne vien fuori un quadro decisamente incerto, che di certo non contruibuisce a restituire l’immagine di un’azienda compatta, solida e convinta della propria offerta.

    Insomma, se gli investitori nutrissero qualche dubbio sulla ‘tenuta’ del’azienda non sarebbe proprio un timore irrazionale. In qualche modo lo sostiene anche il Presidente della Rai Garimberti che commenta così quanto successo oggi: “Come amministratori abbiamo il dovere e la responsabilità di dare il via libera ai palinsesti autunnali in tempo utile per la presentazione agli investitori pubblicitari e per garantire, a chi paga il canone, di avere la certezza della programmazione. Rinvii come quello di oggi rischiano di arrecare un grave intralcio alla operatività dell’Azienda“. E siamo d’accordo.

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