Rai: ok contratto dipendenti, polemiche su Simeon

Rai: ok contratto dipendenti, polemiche su Simeon

la Rai trova l'accordo per il rinnovo del contratto dei dipendenti, mentre ha scatenato polemiche in CdA la nomina di un esterno, Marco Simeon, per la carica di direttore delle Relazioni Istituzionali e Internazionali

    Marco Simeon

    Le tessere del puzzle Rai stanno piano piano andando a posto: trovato un accordo anche per il rinnovo del contratto dei dipendenti, mentre ha scatenato polemiche in CdA la nomina di un esterno, Marco Simeon, per la carica di direttore delle Relazioni Istituzionali e Internazionali. Una scelta incoerente di fronte alle difficoltà economiche dell’Azienda, e non solo.

    Dopo il rinnovo del contratto (epurato dalle clausole ‘censorie’) di Marco Travaglio, finalmente tornato nel ruolo di collaboratore di Annozero e non più di ospite, in queste ore si sono sciolte un altro paio di questioni sul piano contratti di Casa Rai.
    Partiamo dal personale tecnico e amministrativo delle società del Gruppo, che hanno ottenuto un incremento dei minimi di stipendio in due tranches, come si legge nel comunicato diffuso dall’Azienda, con decorrenza dal 1º gennaio e dal 1º giugno 2010 e l’erogazione di una somma una tantum a copertura del biennio 2008/2009. “Le parti – si legge ancora nel comunicato – hanno inoltre raggiunto l’intesa di avviare dal 2010 un serio confronto sulla parte normativa anche al fine di definire politiche del lavoro che consentano di migliorare l’efficienza delle risorse umane“.

    Ha invece spaccato il CdA la proposta di Mauro Masi, direttore Generale della Rai, di affidare la direzione delle Relazioni Istituzionali e Internazionali a Marco Simeon, 31enne avvocato di Sanremo, già presidente dell’associazione Leonardo Da Vinci e curatore dei rapporti tra Mediobanca, di cui fa parte, e il Vaticano. Vicino all’Opus Dei, per quanto non ne sia membro effettivo (si parla di lui come ‘soprnumerario’), di Simeon si occupò marginalmente anche una puntata di Report, come ricorda un articolo di Repubblica del 2008, per una compravendita del complesso di Viale Romania, appartentente al Vaticano e afferente alle suore dell’ Assunzione: una trattativa che pare essergli fruttata una parcella di oltre un milione di euro. Un altro articolo ne enumera i vari incarichi al maggio 2008: già manager di Capitalia come curatore dei rapporti istituzionali, è stato poi ‘nominato’ da Cesare Geronzi ‘ambasciatore’ di Mediobanca presso il Vaticano come addetto ai rapporti con la chiesa; consigliere dell’ospedale Galliera di Genova, dal gennaio del 2007 consigliere di amministrazione della Fondazione Carige e priore della Fondazione Magistrato di Misericordia, un ente religioso presieduto dall’arcivescovo Bagnasco che amministra da 600 anni lasciti di famiglie genovesi.

    Un personaggio, quindi, che non è nuovo alle cronache economiche (e non solo) italiane. La proposta di Masi sul suo nome è passata con i soli voti della maggioranza e ha visto l’opposizione del presidente Garimberti insieme a due consiglieri, mentre un terzo si è astenuto.

    A giudizio del presidente, la scelta di un elemento esterno all’Azienda sarebbe incoerente di fronte alla crisi economica di Viale Mazzini, a fronte anche dello stop per ‘chiarimenti’ al contratto di Bruno Vespa. <
    strong>Fabrizio Morri, membro della commissione parlamentare di vigilanza Rai in quota PD, ha definito la nomina di Simeon una “forzatura inaccettabile“, domandandosi quali “motivazioni inconfessabili” sottenda visto che in Rai ci sono “eccellenti professionisti sottoutilizzati o non utilizzati“; dello stesso avviso Vincenzo Vita, altro membro Pd della vigilanza Rai, che non solo sottoscrive quanto detto dal collega ma giudica la mossa una “mortificazione” per le professionalità dell’Azienda. D’accordo anche l’Adrai (associazione che riunisce i dirigenti Rai) che rinnova il suo disaccordo sia sull’aspetto economico che su quello delle professionalità aziendali sottostimate e sottovalorizzate.

    Insomma Masi è riuscito in un momento a scontentare tutti, un vero record. Ma si sa, la Rai non sempre riesce a tenere la barra dritta.

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