Rai, nominati i nuovi direttori: al Tg2 Ida Colucci, al Tg3 Mazzà

Rai, nominati i nuovi direttori: al Tg2 Ida Colucci, al Tg3 Mazzà

Al Tg 1 confermato Mario Orfeo e Vincenzo Morgante al TgR; Gotor e Fornaro lasciano la Vigilanza

    Rai, nominati i nuovi direttori: al Tg2 Ida Colucci, al Tg3 Mazzà

    Nominati dal Cda, con voto a maggioranza, i nuovi direttori dei Tg Rai: Ida Colucci è al Tg2, sostituendo Marcello Masi; Luca Mazzà, invece, è stato promosso al Tg3 prendendo il posto di Bianca Berlinguer; Nicoletta Manzione promossa a Rai Parlamento e Andrea Montanari va al Gr-Radio 1. Mario Orfeo è stato confermato al Tg 1, mentre Vincenzo Morgante al TgR. Sei i voti favorevoli, 3 invece i contrari: Arturo Diaconale, Giancarlo Mazzuca e Carlo Freccero.

    Nominati i nuovi direttori dei Tg Rai. Il Consiglio di amministrazione Rai, dopo una lunga riunione in cui non sono mancate polemiche, ha approvato a maggioranza, e non all’unanimità, le proposte del direttore generale Antonio Campo Dall’Orto, con le seguenti nomine dei direttori del Tg 2, in cui è stata promossa Ida Colucci, del Tg3, con Luca Mazzà, del Giornale radio con Andrea Montanari e di Rai Parlamento con Nicoletta Manzione. 6 sono stati i voti favorevoli, i contrari 3, cioè quelli dei consiglieri Arturo Diaconale, Carlo Freccero e Giancarlo Mazzuca.

    A Bianca Berlinguer, la direttrice uscente del Tg3, è stato assegnato uno spazio di approfondimento pomeridiano su Rai 3 che andrà in onda dal lunedì al venerdì alle 18.30 e da febbraio una doppia serata settimanale.

    Marcello Masi, l’ormai ex direttore del Tg2, dovrebbe entrare nell’Offerta informativa del direttore Carlo Verdelli nel ruolo di vice.

    Per scegliere i nuovi direttori dei Tg Rai ci sono volute cinque ore di riunione, caratterizzate da moltissimo polemiche.Dopo la decisione dei Cda sulle nomine dei direttori dei Tg Rai, Miguel Gotor e Federico Fornaro, senatori del Pd, hanno reagito dimettendosi dalla commissione di Vigilanza Rai. Secondo gli esponenti democratici, le nomine “sono state fatte in modo non trasparente, penalizzando competenze e professionalità interne, come ad esempio nel caso di una giornalista autorevole quale Bianca Berlinguer, senza che emergano un profilo e una visione di un moderno servizio pubblico”.

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