Rai, no del Cda al ritorno di Michele Santoro

Il CdA Rai conferma la validità dell'accordo di separazione tra Michele Santoro e Viale Mazzini: Santoro resta fuori dalla Rai

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    Michele Santoro cda rai luglio

    Il CdA Rai e il collegio dei Sindaci di Viale Mazzini hanno decretato la fine (speriamo) della querelle con Michele Santoro: l’accordo transattivo tra il giornalista e l’azienda è valido, per cui Michele Santoro resta fuori dalla Rai. Indignato il portavoce dell’IdV Leoluca Orlando, che equipara il Presidente della Rai Paolo Garimberti a Ponzio Pilato e chiede chiarimenti sulla “scellerata decisione di rinunciare ad Annozero“. Ma se Michele Santoro ha firmato per andar via di che cosa stiamo parlando?

    Come previsto, il CdA Rai di oggi è stato piuttosto acceso: era atteso per oggi il parere del Collegio dei Sindaci dell’Azienda, richiesto dal Presidente della Rai Garimberti, sull’accordo di ‘divorzio’ siglato da Michele Santoro e il dg Lorenza Lei. Il consigliere di minoranza De Laurentiis si era ‘appellato’ a un presunto vizio di forma per annullare la transazione con la quale Santoro ha detto addio alla Rai, ma il parere dei Sindaci non lascia dubbi sulla validità dell’accordo. L’accordo era di effettiva competenza del direttore generale e pertanto quell’intesa è da intendersi esecutiva. Intesa che sancisce la fine del rapporto di lavoro subordinato di Santoro con la Rai, con il riconoscimento di due anni di incentivazione concordato per l’uscita. Ora il ‘busillis’ riguarda la possibilità di collaborazioni esterne di Santoro con la Rai, previste dall’accordo stesso: i consiglieri di minoranza chiedono se queste possano essere attivate già dal prossimo autunno e se possano prevedere un contratto per una prossima stagione di Annozero. Ma ormai ci sembra che la questione sia solo squisitamente politica.

    A confermare l’aspetto sostanzialmente politico del braccio di ferro interno al Cda il velenoso commento di Leoluca Orlando, che definisce “gravissima la decisione di non inserire nei palinsesti autunnali una trasmissione campione di ascolti come Annozero” e “incomprensibile” la posizione del presidente Garimberti, “che deve spiegare agli otto milioni di cittadini che seguivano Santoro, e che pagano il canone, perché si è comportato come Ponzio Pilato, astenendosi e non battendosi per trattenerlo nell’azienda pubblica“. Il fatto che Santoro abbia firmato un accordo non vale nulla, vero?

    Ma, non domo, Orlando annuncia una class action “contro chi ha tradito il ruolo del servizio pubblico“, agganciando peraltro la mancata ‘riassunzione’ di Santoro al delicato intrigo tra P4 e Rai: l’ombra della cosiddetta Struttura Delta (una sorta di ‘loggia’ interna alla Rai chiamata a ‘sostenere’ il premier Berlusconi e formata, secondo le intercettazioni relative all’inchiesta sul crac della società Hdc del sondaggista Luigi Crespi, da nomi centrali dell’informazione e della dirigenza Rai come Clemente J. Mimun, Francesco Pionati e Fabrizio Del Noce) agita i sonni della Rai, che tramite il suo direttore generale fa sapere di essere assolutamente intezionata a fare piena luce su quanto avvenuto ai piani alti di Viale Mazzini.

    In tutto questo De Laurentiis e il collega Nino Rizzo Nervo non considerano chiusa la partita e sebbene Garimberti veda nella decisione del CdA un nuovo punto di partenza per ragionare “serenamente” sull’opportunità di una collaborazione esterna con Santoro, i due consiglieri annunciano battaglia legale. Non convinti della pronuncia del Collegio dei Sindaci Rai, i due intendono valutare con i propri legali l’opportunità di chiedere in sede giudiziale l’annullamento dell’accordo, visto che restano dell’idea che la competenza per la risoluzione del contratto con Santoro fosse del CdA e non del dg Lorenza Lei.

    Garimberti, dal canto suo, prova a ricordare che non si è trattato di un licenziamento ma di una libera transazione: “Michele Santoro ha scelto di chiudere il suo rapporto con la Rai, fatto di vincoli e aggravi giudiziari, quando ha chiesto all’azienda di trovare un accordo per l’esodo. E’ stato un modo per fare chiarezza su un rapporto assai travagliato” dice il Presidente della Rai che lascia aperta la porta a Santoro. “Ora Rai e conduttore sono liberi da vincoli e si può valutare serenamente se Santoro può fare un programma per il servizio pubblico. Le porte sono aperte e non c’è bisogno di provocazioni e demagogie da un euro – ribadisce il Presidente – Santoro, a cui non si può non riconoscere un oggettivo valore televisivo, faccia le sue proposte al Direttore Generale che, se le riterrà valide e interessanti, le porterà al Consiglio di Amministrazione. Che a sua volta sceglierà liberamente“. Insomma, se Santoro vuol rientrare presenti un progetto e il CdA lo valuterà: la speranza di Garimberti è che questa apertura non si trasformi in un’ennesima provocazione da parte del giornalista salernitano.