Rai: no a Ballarò e ai talk, approfondimenti politici solo ai Tg

La Rai dice no allo Speciale Ballarò e affida l'approfonimento politico esclusivamente ai Tg

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    La Rai ha deciso di non richiamare in servizio i talk show politici, ma di affidare il necessario approfondimento sui fatti degli ultimi giorni ai tg: si parte già questa sera con il Tg2 che riporta in palinsesto la rubrica Punto di Vista, con quattro appuntamenti settimanali (dal lunedì al giovedì) in seconda serata; il Tg3 chiede di portare a un’ora la durata di Linea Notte, mentre il Tg1 provvederà con Tv7 e degli speciali Tg1 in settimana. Pronto ad allestire un programma da prima serata Corradino Mineo, direttore di Rai News 24, mentre solleva polemiche il no a Ballarò e agli altri talk d’informazione: sul piede di guerra il centrosinistra e il Codacons.

    Di politica possono parlare solo i Tg: lo ha deciso il dg Mauro Masi d’accordo con i direttori delle principali testate giornalistiche Rai riunitesi oggi per approntare un piano d’emergenza informativo a seguito della crisi apertasi nel PdL. No allo speciale Ballarò proposto da Floris, ma spazi di approfondimento dentro e ‘intorno’ ai Tg, e comunque regolati e confezionati dalle testate Rai.

    Il Tg1 provvederà (senza fretta e senza troppi sforzi) a organizzare dei servizi per lo Speciale Tg1 di questa settimana e per il prossimo Tv7; il Tg2 ha annunciato tramite il suo direttore, Mario Orfeo, quattro speciali sulla situazione politica da stasera a giovedì, in seconda serata, ripristinando la rubrica invernale Punto di vista. Il Tg3, invece, si occuperà dei fatti dell’attualità politica con Linea Notte, previsto in seconda serata. Il direttore Bianca Berlinguer ha però chiesto di portare a un’ora la durata del programma, finora tarata sui 30 minuti, almeno fino alla chiusura delle Camere. Si potrà partire già da domani, in attesa di sapere se la proposta di uno speciale di prima serata lanciata dalla Berlinguer troverà accoglimento.

    Disponibile alla prima serata anche Corradino Mineo, direttore di RaiNews 24, che ha puntualizzato come l’approfondimento del mattino, Il Caffé, in onda dalle 7 alle 8 di mattina non è andato in vacanza e andrà avanti fino al 12 settembre. “Ho anche sottolineato che sono molto interessato a organizzare dibattiti in prima serata, non in sovrapposizione con le altre reti generaliste. Aspetto una risposta dell’azienda, ma lavoro già a un primo appuntamento speciale per mercoledì” ha aggiunto Mineo.

    Intanto il Codacons ha definito sciagurata la decisione della Rai (appoggiata invece da Aiart e UsigRai); del resto il comitato ha sempre ritenuto assurdo che l’informazione politica andasse in vacanza per tre mesi all’anno, lasciando i cittadini alla mercé delle repliche: “Non è possibile, con tutti i bravi giornalisti che lavorano in azienda, che l’attualità una volta chiusi Ballarò, Porta a Porta e Anno Zero, vada in soffitta fino a metà settembre” scrive in una nota il Codacons. “Se si vuole assicurare la continuità del servizio pubblico, l’informazione deve proseguire anche ad agosto e non solo con servizi preconfezionati. Per questo la decisione di oggi è una scelta sciagurata” conclude il Codacons, che si augura quantomeno che sia garantito il pluralismo dell’informazione.

    A noi sembra l’ennesima operazione di facciata della Rai, dettata da una profonda ipocrisia e da una generale mancanza di rispetto per i telespettatori: di politica possono parlare solo i Tg i cui direttori sono stati nominati dall’attuale governo, tutti gli altri possono restare in ferie, anche Giovanni Floris, pronto invece a tornare in onda a tempo di record con un programma che peraltro fa ottimi ascolti. Bisogna informare i cittadini, ma cum grano salis: non sia mai che qualcuno volesse davvero far capire cosa stia succedendo in Parlamento e soprattutto spiegare quali scenari possono aprirsi per la politica italiana. Siamo definitivamente alla Tv dello Stato Libero di Bananas…