Rai, nessun profitto ma ascolti ok per Pechino 2008

Rai, nessun profitto ma ascolti ok per Pechino 2008

investimenti a vuoto per la rai nei grandi eventi sportivi, nessun profitto ma ascolti record

da in Attualità, Auditel, Rai, Rai 2, Share, Sport, Web, diritti-tv, olimpiadi-2008, Rai-Sport, rai-sport-più, web-tv
Ultimo aggiornamento:

    Rai e Olimpiadi 2008, buoni ascolti, pochi ricavi

    Come ormai tutti sanno, a dettar legge nel mondo della televisione sono gli ascolti, l’Auditel, lo share. Sono i numeri a decidere la sorte dei programmi e non la loro qualità intrinseca. In pochi invece possono immaginare che anche ascolti record, come quelli registrati durante Olimpiadi, Europei e Mondiali, servono a poco (economicamente) se non c’è un’adeguata raccolta pubblicitaria che vada a coprire i milioni e milioni di euro investiti per questi eventi sportivi: tante emozioni ma costosi diritti tv e nessun profitto. Ecco allora spiegate le perdite, anche queste milionarie, della Rai.

    Secondo un’analisi di Italia Oggi, infatti, la Rai ha investito circa 87 milioni di euro per garantire la copertura dei Giochi Olimpici di Pechino 2008: di questa cifra 77 milioni sono serviti per pagare solo i diritti televisivi, gli altri 10 divisi tra i costi di produzione e gli stipendi delle 250 persone inviate a Pechino. I ricavi dalla pubblicità, invece, ammontano a soli 25 milioni di euro, il che equivale a circa 65 milioni di perdite per la tv di Stato.

    Purtroppo non si tratta di un caso unico, ma anzi questi conti in rosso (fuoco) si sono ripetuti dopo altri investimenti “sportivi”. Così ad esempio per i Giochi invernali di Torino 2006 le perdite furono di 13 milioni euro ( 20 milioni investiti per i diritti e solo 7 rientrati con la raccolta pubblicitaria). In occasione delle Olimpiadi di Atene 2004 invece furono 48 milioni (investimenti per 64 milioni e incassi di 16 dalla pubblicità).

    Non è andata bene neanche con gli Europei di calcio 2008, costati alla Rai circa 105 milioni di euro con un ricavo di 70 mln. A distanza di tempo si è rivelata a questo punto azzeccata la scelta di Viale Mazzini di comprare solo 25 partite dei Mondiali di Germania 2006 e incomprensibile quella di investire 175 milioni di euro per i diritti dei Mondiali di calcio 2010 in Sudafrica e garantirsi anche quelli del 2014, lasciando invece a Sky i diritti per le Olimpiadi invernali di Vancouver 2010 e per i Giochi Olimpici di Londra 2012 (comprati con 80 milioni di euro).

    Se la Rai non riesce a trarre profitti dai suoi investimenti (mentre la Nbc per i diritti di Pechino 2008 ha sborsato 800 milioni di dollari e ne ha incassati oltre un miliardo), viene però premiata dai dati dell’Auditel.

    Gli ascolti straordinari ottenuti dalla programmazione olimpica – ha detto Massimo De Luca, direttore di Raisportconfortano gli sforzi fatti per assicurare, come annunciato alla vigilia, la più ampia copertura televisiva nella nostra storia dei Giochi”. Confortano appunto ma non servono a coprire i milioni investiti.

    Vediamo comunque nel particolare questi dati d’ascolto relativi a Pechino 2008 che possono solo consolare la Rai:
    la cosiddetta rete olimpica, Rai Due, ha fatto registrare una media di 1 milione e 471 mila telespettatori con uno share del 24% (meglio di Sydney 2000 e Atene 2004), mentre Rai Sport Più sul satellite ha avuto una media di ascolto di 60 mila spettatori, pari allo 0.85% di share e una media di contatti quotidiani di quasi 2 milioni di telespettatori.
    Il vero successo però spetta alla webtv della Rai: il portale www.pechino2008.rai.it ha contato 34 milioni di pagine viste, 13,5 milioni di utenti per le dirette video e più di un milione sono state le richieste per i video on demand.

    Insomma la tv pubblica può ripartire da qui.

    906

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AttualitàAuditelRaiRai 2ShareSportWebdiritti-tvolimpiadi-2008Rai-Sportrai-sport-piùweb-tv