Rai, Milena Gabanelli di Report chiede tagli alle sedi locali; replica Vincenzo Morgante

Rai, Milena Gabanelli di Report chiede la chiusura delle sedi locali; replicano Vincenzo Morgante e Usigrai

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    Cavallo rai

    Botta e risposta a distanza sul Corriere della Sera tra Milena Gabanelli, celebre conduttrice di Report, e Vincenzo Morgante, direttore della Tgr, la testata giornalistica della Rai; in una lettera lunga una pagina pubblicata il 31 dicembre sul quotidiano di via Solferino, la giornalista faceva le pulci al governo guidato da Enrico Letta, non dimenticando una stoccata alla tv pubblica, che non va privatizzata – ‘è un cardine della democrazia non sacrificabile‘ – ma ripensata sì. Un ripensamento che dovrebbe partire dalle 25 sedi regionali, che ‘producono tre tg regionali al giorno, con prevalenza di servizi sulle sagre, assessori che inaugurano mostre, qualche fatto di cronaca‘. Frasi che non sono piaciute all’Usigrai – il sindacato dei giornalisti Rai parla di ‘disinformazione pura: dati errati e una scarsa conoscenza dell’azienda per la quale lavora da anni‘ – e a Vincenzo Morgante, secondo cui ‘i tg regionali sono servizio pubblico che fanno il 16% di share‘.

    Una Milena Gabanelli durissima all’attacco delle sedi regionali della Rai: dalle colonne del Corriere della Sera, lo scorso 31 dicembre, la giornalista attaccava le 25 sedi locali della Rai, ‘cosa mai vista in nessun paese europeo‘:

    ‘Potenza, Perugia, Catanzaro, Ancona. In Sicilia ce ne sono addirittura due, a Palermo e a Catania, ma anche in Veneto c’è una sede a Venezia e una a Verona, in Trentino Alto Adige una a Trento e una a Bolzano. La Rai di Genova sta dentro ad un grattacielo di 12 piani…ma ne occupano a malapena 3. A Cagliari invece l’edificio è fatiscente con problemi di incolumità per i dipendenti. Poi ci sono i Centri di Produzione che non producono nulla, come quelli di Palermo e Firenze’.

    Segue un’analisi del lavoro delle 25 sedi, che secondo Gabanelli producono

    ‘Tre tg regionali al giorno, con prevalenza di servizi sulle sagre, assessori che inaugurano mostre, qualche fatto di cronaca. L’edizione di mezzanotte, che è una ribattuta, costa 4 milioni l’anno solo di personale. Perché non cominciare a razionalizzare? Se informazione locale deve essere, facciamola sul serio, con piccoli nuclei, utilizzando agili collaboratori sul posto in caso di eventi o calamità, e in sinergia con Rai news 24. Non si farà fatica, con tutte le scuole di giornalismo che sfornano ogni anno qualche centinaio di giornalisti! Vogliamo cominciare da lì nel 2014? O ci dobbiamo attendere presidenti di Regione che si imbavagliano davanti a Viale Mazzini per chiedere la testa del direttore di turno che ha avuto la malaugurata idea di fare il suo mestiere? È probabile, visto che la maggior parte di quelle 25 sedi serve a garantire un microfono aperto ai politici locali. Le Regioni moltiplicano per 21 le attività che possono essere fatte da un unico organismo.’

    Immediata la replica dell’Usigrai, che oltre a contestare le cifre fornite dalla conduttrice di Report – ‘Le sedi regionali non sono 25, ma 21: una per ogni regione, più Trento e Bolzano. Le redazioni invece sono 24, perché si aggiungono quelle di minoranza linguistica: bolzano tedesca, bolzano ladina e trieste slovena‘ – fa il punto sulla loro produzione:

    ‘Le redazioni regionali non producono solo 3 tg al giorno, ma 3 telegiornali, 2 giornali radio, gli appuntamenti quotidiani della mattina Buongiorno Regione e Buongiorno Italia, un tg scientifico quotidiano, un settimanale, diverse rubriche quotidiane e settimanali a trasmissione nazionale, cui vanno aggiunti tutti i servizi che ogni giorno vengono prodotti per i tg nazionali. Solo per fare alcuni numeri: da Milano, Torino e Napoli arrivano oltre 12mila pezzi all’anno. In sintesi, la TgR produce 8500 ore tv e 6200 radiofoniche. Sul tg della sera (la cosiddetta terza edizione) ricordiamo che – nonostante l’assenza di un orario fisso – garantisce alla rete sempre un leggero aumento di ascolto.’

    E questa mattina, sempre via Corriere della Sera, la replica del direttore del TGR (la testata giornalistica regionale della Rai) Vincenzo Morgante, che pur ‘non volendo fare polemica con una collega che lavora nella stessa azienda’, mette i puntini sulle i:

    ‘Non siamo un peso, ma una risorsa: c’è gente che comincia a lavorare alle cinque del mattino, gli ultimi staccamo dopo la mezzanotte, offriamo 8.500 ore di produzione tv e 600 di programmazione radio. Le redazioni sono 24, comprese quella bilingue di Aosta, e quella tedesca e ladina di Bolzano e slovena di Trieste, dislocate in 21 città, più tre centri distaccati a Udine, Catania e Sassari. La BBC ha 50 centri di produzione, France 3 ha 24 uffici regionali’.

    Morgante spiega che le sedi servono tutte, perché a parte i tempi più lunghi nell’invio di inviati sul posto, ‘è importante che i giornalisti conoscano la realtà di cui parlano‘, e che non si sente a capo di un reparto poco produttivo:

    ‘Produciamo tre tg al giorno, quello delle 14 fa uno share medio del 16.5%, quello delle 19.30 sfiora il 14, quello della notte, che non ha nemmeno un orario fisso, fa il 6%. Dopo il TG 1, siamo tra le news più viste’.

    ‘I miei giornalisti sono professionisti che raccontano la vita del Paese, ci sono le sagre, certo, e perché no? Ma ci siamo occupati anche di padre Puglisi, di mafia, di camorra, delle morti sul lavoro. E poi certo, facciamo anche parlare i politici del posto: zia Pina di Merano o zio Ciccio di Bari hanno il diritto di sapere cosa ha fatto Obama, ma anche se il sindaco ha aumentato la tariffa del parcheggio’.