Rai-Mediaset, intervengono Napolitano e il Garante per le Comunicazioni

Rai-Mediaset, intervengono Napolitano e il Garante per le Comunicazioni

Rai-Mediaset continua la bufera

    L'inciucio Rai-Mediaset visto da Dagospia

    Prosegue senza sosta il botta e risposta tra il mondo della tv e la politica italiana. Se per Berlusconi è sospetta la coincidenza tra la pubblicazione delle intercettazioni e la nascita del Partito delle Libertà, Petruccioli chiede al Governo una nuova legge per smarcare definitivamente la Rai dalla politica. L’Authority per le Comunicazioni apre un’istruttoria, mentre il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, interviene sulla necessità della segretezza degli atti giudiziari. L’immagine è tratta dal sito Dagospia. Di seguito il video di Berlusconi a Otto e Mezzo.

    E’ un fiume in piena Silvio Berlusconi, che parla di sciacallaggio nei suoi confronti, del solito attacco politico: “Sono abituato ormai da quando sono in campo sono un uomo che toglie il potere, sono il nemico. Che altre finalità pensate che possa avere una cosa così scandalosa”. E aggiunge: “E’ una cosa inaccettabile e illegittima che si possa mettere sotto controllo un cittadino qualsiasi senza un’ipotesi di reato che lo riguardi e senza aprire un’indagine. Ed è inaccettabile soprattutto rendere poi noti i contenuti di queste telefonate che sono assolutamente normali”. Ecco il video della sua partecipazione a Otto e Mezzo in cui spiega cosa è succeso in occasione della morte del Papa e delle Elezioni Amministrative del 2005 tratto da Corriere.it

    Anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è intervenuto nel merito della questione processuale, sottolineando la necessità di garantire il segreto istruttorio.

    Ma, come ricorda Repubblica, le intercettazioni rese note sono legate ad un’inchiesta chiusa, pertanto pubblici e a disposizione delle parti. Rimandiamo ad un articolo di Repubblica per il dettaglio dei contenuti emersi.

    La Rai, intanto, ha convocato il CdA per il prossimo 29 novembre, per quanto aleggi ancora l’illegittimità dello stesso in seguito alla sentenza del Tar del Lazio in merito alla questione Petroni. Per superare l’impass, Petruccioli ha inviato la convocazione sia a Petroni, che per il Tar deve essere reintegrato nel suo ruolo da consigliere, sia a Fabiani, il suo sostituto. A seconda di quello che deciderà il Tar riguardo al ricorso presentato da Padoa Schioppa si dovrà presentare il consigliere “legittimo”.
    Il direttore generale Claudio Cappon e il presidente del Cda Petruccioli ribadiscono la necessità per la Tv di Stato di una maggiore autonomia della classe politica e l’intenzione di agire di conseguenza, una volta stabilite le responsabilità, “in coerenza con quanto fatto nel recente passato con calciopoli e vallettopoli”. Proprio Cappon e l’ex direttore generale Flavio Cattaneo, che nelle scorse ha garantito di non aver mai ritardato l’uscita dei dati elettorali del 2005 – uno dei punti principali emersi dalle intercettazioni -, saranno sentiti nei prossimi giorni dalla Commissione Parlamentare di Vigilanza.

    Il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, intanto, si augura che i suoi decreti legge sul sistema radiotelevisivo non vengano strumentalizzati per riequilibrare i rapporti tra Rai e Mediaset e non diventino “oggetto di scambio”.

    Scende in campo anche il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti del Lazio che ha deciso di ascoltare Deborah Bergamini, Fabrizio Del Noce, Clemente Mimun, Francesco Pionati e Bruno Vespa per verificare “eventuali violazioni deontogiche”. Inoltre l’OdG del Lazio ha segnalato all’Ordine della Lombardia i giornalisti Mauro Crippa e Carlo Rossella e a quello della Toscana Antonio Socci, tutti nomi usciti dalle intercettazioni, riservandosi eventuali altre convocazioni nel caso di altri giornalisti coinvolti. Del Noce ha già annunciato che passerà alle vie legali.

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