Rai, Mauro Masi dà le pagelle: “Troppo trash nel servizio pubblico”

Rai, Mauro Masi dà le pagelle: “Troppo trash nel servizio pubblico”

Mauro Masi dà i voti ai direttori di rete e all'offerta rai, con un accenno di polemica verso l'Auditel, considerato ormai non del tutto valido in era digitale

da in Mauro Masi, Palinsesto Rai, Rai
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    Periodo di gran lavoro per il direttore generale della Rai, Mauro Masi, che gira come una trottola tra le conferenze stampa di presentazione dei programmi Rai in partenza e si districa tra le polemiche relative alla gestione dell’informazione del servizio pubblico. “Mazza? Bene tra il 6 ed il 7. Liofredi? Una sufficienza stentata. Ruffini? Lo ha giudicato la magistratura, non io. Di Bella direi eccellente. Direttori dei Tg tutti tra i sei ed il 7. Ma il mio 7 è l’eccellenza. Preziosi? Ascolto con piacere la Radio“: queste le pagelle di Masi per i direttori di Rete, che forse non la prenderanno tanto bene.

    Ospite questa mattina de Il Gioco della verità, programma radiofonico di Radio 1 condotto da Arianna Ciampoli, Laura Freddi e Georgia Luzi, il direttore generale della Rai, Mauro Masi, ha dato un po’ pagelle ai suoi ‘alunni’, i direttori delle reti radiotv di Viale Mazzini.

    Tra tutti sembra preferire Antonio Di Bella, a capo di RaiTre per pochi mesi, ovvero nel periodo intercorso tra l’allontanamento di Paolo Ruffini e il suo reintegro, deciso dal Tribunale del Lavoro.

    Ovviamente non poteva non scapparci un commento sull’offerta televisiva della Rai: “La tv che si fa in Rai non mi piace tutta. Ci sono cose che non sono coerenti con il servizio pubblico e sono ancora troppo trash. Perchéle tengo ancora pur essendo il Direttore Generale? Perché in Rai non è’ semplice cambiare le cose ci vuole tempo“. “Non porterei in Rai nessun programma di Mediaset o di Sky – aggiunge il direttore – Al più porterei dei conduttori, come Paolo Bonolis, ad esempio. E non è un mistero che ho cercato di portare da noi Chicco Mentana, ma non ci sono riuscito”.

    Il direttore inoltre racconta di come sia cambiato nei mesi il suo approccio alla gestione tv: “Quando sono arrivato in Rai ho detto: gli ascolti non contano niente. Adesso sono un maniaco degli ascolti e li controllo minuto per minuto“. E aggiungeremmo che si nota, visto che ogni giorno arriva una variazione di palinsesto considerata utile per contrastare la programmazione di Canale 5. Intanto Masi solleva qualche perplessità sull’Auditel al tempo del digitale terrestre: “E’ un sistema gestito in maniera seria – dice il direttore - ma dubito che con il digitale abbia ancora la stessa validità. Credo che andrebbe aggiornato e rivisto in molti suoi aspetti“. E cosa si aspetta? Ah sì, in Rai (e in tv) i cambiamenti sono lenti.

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