Rai: le 5 regole di Masi per i talk, via agli spot di Annozero, Parla con Me dal 28 settembre

Masi lancia un vademecum per la corretta informazione tv, garante del pluralismo e del contraddittorio: stesso tempo per tutti, equilibrato parterre di ospiti, e soprattutto pubblico muto e scelto dall'Azienda

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    Il dg della Rai, Mauro Masi, invia una nuova circolare ai direttori di rete per ricordare loro e ribadire ai conduttori le regole da seguire per una corretta informazione, votata all’imparzialità: cinque punti in cui si sottolinea ancora la necessità di zittire il pubblico, con sostanziale divieto di applaudo, perché il programma non si trasformi in un’arena. Una nota che arriva a pochi giorni dall’avvio di Annozero, in programma da giovedì 23 ma di cui i promo sono partiti solo ieri sera. Si attende la fumata bianca anche per il contratto di Serena Dandini: il debutto di Parla con me è fissato per martedì 28 settembre, parola di Paolo Ruffini, direttore di RaiTre. In alto lo spot ‘autoprodotto’ da Michele Santoro.

    Per il secondo anno consecutivo Annozero parte senza l’ausilio di promo: la prima puntata è prevista per giovedì 23 settembre, ma i primi spot sono andati in onda solo ieri sera, un passo in avanti, necessario e obbligato a poche ore dal debutto. E come l’anno scorso Santoro ha chiesto l’aiuto del web per un passaparola che ricordi al pubblico l’avvio del programma: “Un gigantesco passaparola sul web sta ridicolizzando qualsiasi tentativo censorio e ritardo burocratico – ha detto enrusiasta Santoro -. Se giovedì 23 settembre alle 21 troveremo il nostro pubblico ad aspettarci come ogni anno, senza che per «Annozero» siano andati in onda gli spot come per Porta a Porta o Ballarò, sarà solo perchè‚ voi avrete vinto ancora una volta: se un programma appartiene veramente al pubblico non è facile decidere per decreto di farlo morire“.

    Si parte, quindi, anche se Vauro - protagonista dello spot ‘autogestito’ scelto da Santoro per lanciare la nuova edizione del programma in mancanza di promo ufficiali della Rai – e Marco Travaglio sono ancora senza contratto: una situazione non nuova (soprattutto per Travaglio, che l’anno scorso firmò alla terza puntata) ma che dovrebbe essere discussa in zona Cesarini nel CdA di giovedì 23, a poche ore dal via, quindi, insieme a quello di Serena Dandini, anche lei in attesa di ‘conferma’ nonostante Parla con Me parta martedì 28 settembre. E anche per il talk della seconda serata di RaiTre non è ancora andato in onda uno spot: si dovrebbe cominciare stasera.

    E mentre Annozero scalda i motori, Mauro Masi fa arrivare sulle scrivanie dei direttori di rete una nuova circolare sulle regole da seguire per garantire il massimo dell’imparzialità nei talk show.

    Cinque i punti:

    1) “Il rispetto delle fasce orarie di tutela dei minori come da normativa vigente peraltro ben nota ai destinatari in quanto più volte segnalata“: e fin qui nulla di particolare.

    2) “In continuità con le indicazioni impartite dai miei predecessori che hanno richiamato più volte la Carta dei diritti e dei doveri degli operatori del servizio pubblico radiotelevisivo, il Codice Etico, nonchè le indicazioni dell’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, non deve essere prevista in alcun modo la presenza in studio del pubblico come ‘parte attiva’, in linea di principio neppure con applausi. La selezione del pubblico deve essere affidata alle competenti e preesistenti Strutture aziendali“: quindi pubblico zittito e selezionato dall’azienda, diciamo pure semplici figuranti (che speriamo non vengano pagati…).

    3) “I ‘talk-show’ devono garantire, sempre e nella stessa trasmissione, il rispetto dei principi del pluralismo e del contraddittorio ad eccezione ovviamente delle trasmissioni articolate su un unico rappresentante politico. A tal fine si considera rilevante e vincolante l’individuazione e la gestione anche degli opinionisti e dei tecnici di settore, che peraltro devono anch’essi essere individuati secondo i medesimi principi di pluralismo e di contraddittorio“: e qui i parametri di valutazioni diventano estremamente sfumati.

    4) “Sempre nei talk-show, in analogia con quanto avviene negli altri paesi europei, il conduttore nel corso della trasmissione deve mostrarsi terzo ed effettivamente imparziale“: una norma di buon senso, oltre che di deontologia professionale, che in Italia, però, non ha mai trovato applicazione.

    5) “Le interviste ai partecipanti devono essere realizzate in sequenza di contraddittorio assicurando tendenzialmente a ciascun ospite lo stesso tempo di parola“: e sullo stesso turno di parola ci viene immediatamente in mente uno degli ultimi faccia a faccia tra candidati premier fatti in Italia, quello tra Prodi e Berlusconi, moderati da Vespa e sottoposti al giogo del cronometro. In basso un estratto.

    Questo, almeno in parte, il memorandum di Masi che puntualizza gli elementi chiave già illustrati nella nota di agosto, un vademecum che piace a Maurizio Gasparri: “L’appunto del direttore generale Masi è l’abc della corretta informazione. In una situazione normale sarebbe addirittura superfluo” dice il presidente dei senatori del Pdl. E in effetti non ha torto, se però il nostro fosse un Paese normale… ah, giusto per la cronaca, l’ultimo faccia a faccia tra i candidati premier è del 2006…