Rai: Masi: “Non ho svenduto a Sky”, difende il Tg1 e frena su Annozero

Mauro Masi torna sul mancato rinnovo del contratto con Sky e spiega le sue ragioni: "Non ho voluto svendere la tv di Stato"

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    Il dg della Rai, Mauro Masi, è tornato sulla spinosa questione della rottura del contratto tra Rai e Sky per la trasmissione del bouquet digitale del servizio pubblico sulla piattaforma satellitare di Rupert Murdoch che tante polemiche ha suscitato la scorsa estate. “La trattativa fra Sky e la Rai è saltata perché mi sono rifiutato di svendere la Rai” ha detto Masi durante un talk nell’ambito di CortinaIncontra. “Sky mi aveva offerto per l’intero bouquet Rai, per 7 anni, 50 milioni di euro l’anno – ma vale almeno 200 milioni di euro l’anno“. E in merito alle polemiche sul Tg1 e sul direttore Minzolini, Masi dichiara che “il Tg1 non è di parte e Minzolini è un giornalista di punta che sta portando importanti innovazioni nel linguaggio dell’informazione tv“. Infine sul ritorno di Santoro e Annozero: “La sentenza dice che Santoro deve fare un programma, ma non quale programma“.

    Troppo risicata l’offerta che Sky aveva fatto alla Rai per il rinnovo del contratto che avrebbe permesso al bouquet digitale della Tv di Stato di essere ospitato sulle frequenze della piattaforma satellitare di Murdoch. Una proposta di 50 milioni euro annui – per 7 anni – a fronte di valore stimato di 200 milioni annui suonavano per il dg (neoincaricato) Mauro Masi come una svendita del potenziale della Tv di Stato, che ha preferito andare avanti nel progetto TivùSat.

    Si torna così su una questione che ha tenuto banco a lungo nella scorsa estate e che non accenna a chiudersi: difficile in effetti rinunciare a 350 milioni di euro in 7 anni, per quanto sottostimati, a fronte di un rosso ‘fisso’ dei conti Rai poco rassicurante. Ma la guerra tra Rai e Sky non si ferma qui: oggetto del contendere la digital key di Sky, per la quale Masi parla di “un problema legale sul quale stiamo andando avanti“.

    Ma la Rai guarda soprattutto al digitale terrestre, che per la Tv di Stato equivale a “più servizio pubblico, che adesso può arrivare all’interattività“. Primo punto all’ordine del giorno le tecnologie, nelle quali sono stati investiti quasi 80 milioni: i contenuti, magari, possono venire un po’ dopo. “Non lo dico io, ma la Bbc: quella della Rai è la più ampia offerta che ci sia in Europa“, ha detto entusiasta Masi.

    L’incontro a CortinaIncontra è stata occasione, inoltre, di una nuova difesa del Tg1 e del suo direttore, Augusto Minzolini: “Il Tg1 non è di parte e Minzolini è un giornalista di punta che sta portando importanti innovazioni nel linguaggio dell’informazione tv” ha detto il dg. Un’affermazione non proprio condivisa dal segretario nazionale dell’Usigrai Carlo Verna: “Altro che innovatore, le scelte di Minzolini al TG1 sono imbarazzanti per tutti i giornalisti del servizio pubblico che ritengono essenziali l’autonomia e indipendenza perché’ l’informazione sia potere di controllo vero in grado di dare qualità alla democrazia” ha commentato Verna ieri sera. E annuncia un “autunno caldo sui temi del servizio pubblico radiotelevisivo”.

    A scaldare gli animi anche la questione Annozero, tutt’altro che risolta: “La sentenza dice che Santoro deve fare un programma, ma non quale programma” dice Masi, che incontrerà Santoro nei prossimi giorni. “La stima della persona e del professionista Santoro – ha aggiunto Masi – è fuori discussione. Ma il suo è un caso peculiare, il suo rapporto con l’azienda è determinato da una doppia sentenza”. Intanto lo spostamento di X Factor 4 al martedì ha lasciato spazio ad Annozero… o a chi per esso.