RAI, Mario Orfeo nuovo direttore generale: la nomina del Consiglio di Amministrazione

Il Consiglio di Amministrazione della RAI ha nominato il nuovo direttore generale: è Mario Orfeo, già al vertice del TG1, il sostituto di Antonio Campo Dall'Orto. Ad annunciarlo con anticipo su Twitter è stato Maurizio Gasparri, mentre il consigliere Carlo Freccero si è opposto alla nomina chiedendo 'un'audizione pubblica'.

da , il

    RAI, Mario Orfeo nuovo direttore generale: la nomina del Consiglio di Amministrazione

    La RAI ha designato il nuovo direttore generale: è Mario Orfeo il sostituto di Antonio Campo Dall’Orto, dimessosi lo scorso maggio in seguito alla bocciatura del suo piano informazione da parte del Consiglio di Amministrazione. Ad annunciare con largo anticipo chi è il nuovo DG di Viale Mazzini è stato Maurizio Gasparri che, con un tweet, ha lanciato la notizia, mentre pare che contro la nomina si sia espresso il consigliere Carlo Freccero, che si è proposto per l’incarico e, adesso, vuole ‘un’audizione pubblica in Vigilanza per sapere chi è più competente’.

    La notizia della nomina di Mario Orfeo a nuovo direttore generale della RAI viene data proprio attraverso i social. Il Consiglio di Amministrazione era stato convocato per la mattinata di oggi, 9 giugno 2017, ma in molti credevano che non si sarebbe raggiunto un accordo e, alla fine, si sarebbe optato per l’interim consiliare. Eppure, il nome di Orfeo, già direttore del TG1, sembrava essere il più quotato insieme a quello di Antonio Di Bella, attuale direttore di Rai News e unica possibile alternativa al primo. Secondo le notizie appena circolate in rete, però, il consigliere Carlo Freccero si è opposto alla nomina e ha chiesto ‘un’audizione pubblica’.

    Mario Orfeo, da direttore del TG1 a direttore generale della RAI

    Mario Orfeo, dunque, già direttore generale del TG1, è stato proposto dal Consiglio di Amministrazione di Viale Mazzini come unico possibile candidato ai massimi vertici della tv di Stato. Così, il CdA ha formulato la propria nomina e dato mandato al presidente Monica Maggioni per promuovere l’intesa con i soci e convocare l’assemblea totalitaria. Successivamente, dopo che verrà deliberata l’intesa dell’assemblea dei soci, il Consiglio di Amministrazione si riunirà per la nomina definitiva

    Tuttavia, sembra che il CdA non raggiungerà l’unanimità proprio a causa dell’opposizione da parte di Carlo Freccero che ha proposto se stesso come candidato in contrasto con Mario Orfeo. Intanto, mentre pare quasi definitiva la nomina dell’ex direttore del TG1, ci si inizia a chiedere chi sarà il suo sostituto al vertice del telegiornale del primo canale della tv di Stato: secondo indiscrezioni, sarà Antonio Di Bella a prendere il posto di Orfeo dopo la nomina come DG RAI.

    Mario Orfeo: la scalata del nuovo direttore generale RAI

    Mario Orfeo ha iniziato a muovere i primi passi in RAI nel 2009: nominato direttore del TG2 su proposta di Mauro Masi, è stato al timone del telegiornale fino al 2011, quando venne scelto come direttore de Il Messaggero e, per questo motivo, fu costretto a rassegnare le dimissioni. Dal 2012, però, Mario Orfeo è tornato in RAI come direttore del TG1 all’interno del quale si è fatto promotore di una vera e propria rivoluzione: sotto la sua dirigenza, infatti, il telegiornale ha iniziato a produrre servizi e contenuti in tecnologia digitale, è stato modificato il formato di immagine e per la prima volta è stato trasmesso su Rai HD.

    Nel 2014, Mario Orfeo è stato al centro delle polemiche: Beppe Grillo lo accusò di disinformazione per un servizio del telegiornale a cura dell’inviata Claudia Mazzola. Il leader del Movimento 5 Stelle, dunque, chiese le dimissioni del direttore Orfeo e dei due giornalisti Claudia Mazzola e Alberto Matano – che aveva introdotto il servizio del TG1 – ma il direttore decise di replicare con un servizio a cura della giornalista Barbara Carfagna e inserito nell’edizione delle 20.

    Ai tempi, Mario Orfeo ricevette l’appoggio di molti partiti politici come PD, Forza Italia, SEL, Nuovo Centrodestra, e di altrettanti colleghi.