Rai, Lucio Presta furioso: “Meschini, puniscono me cancellando la Perego”. E su Sanremo…

Rai, Lucio Presta furioso: “Meschini, puniscono me cancellando la Perego”. E su Sanremo…

Lucio Presta definisce 'meschini' i vertici Rai (o meglio sembra avercela soprattutto con Lorenza Lei) per la cancellazione del programma di Paola Perego, decisa solo per colpire lui per i no detti all'epoca di Sanremo 2011

da in Festival di Sanremo 2013, Paola Perego, Programmi TV, Rai
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    Paola Perego Lucio Presta autunno2011 Rai

    Lucio Presta si toglie qualche sassolino dalle scarpe in un’intervista ad A, chiarendo – se anche ce ne fosse bisogno – che la cancellazione da RaiUno del programma di Paola Perego (con conseguente ritorno della conduttrice a Mediaset) è stata decisa per colpire lui, diventato improvvisamente dopo Sanremo 2011 la ‘bestia nera’ del CdA Rai. “Ho pagato i miei no nel modo peggiore – dice Presta – Per punire me hanno deciso di punire la donna che amo e che voglio sposare… Ma fatemelo dire, un atto così si può bollare con una sola parola: meschino“.

    Che l’uscita di Paola Perego dalla Rai fosse dipesa più dai dissapori con il compagno e agente Lucio Presta con i vertici della Tv di Stato che dagli ascolti non eccellenti del suo Se… A Casa di Paola era ormai noto, e chiarito anche da Paola Perego in una recente intervista, ma lo ribadisce anche l’agente in un intervista ad A, spiegando le fasi del mancato accordo con Viale Mazzini. “Il rinnovo del programma della Perego era stato chiesto dal direttore di RaiUno Mauro Mazza in una lettera, nero su bianco. Beh, quella lettera non è nemmeno stata presa in considerazione da chi sarebbe diventato direttore generale (Lorenza Lei, ndr) e che allora era la persona che si occupava dei contratti. Inoltre sono vent’anni che lavoro in modo assai professionale e con ottimi risultati. È stato un gesto così vigliacco che non c’è nemmeno bisogno di rincorrerli. Inciamperanno da soli“. Questo l”anatema’ lanciato da Lucio Presta, che per la prossima stagione tv si è visto ‘far fuori’ diversi suoi personaggi: dalla Perego a Belen Rodriguez, prima ‘osannata’ come nuova stella della Tv di Stato e infilata praticamente ovunque, poi misteriosamente scomparsa, con tanto di ‘sottrazione’ della conduzione di Miss Italia nel Mondo, passando per Antonella Clerici, praticamente ‘certa’ alla guida di Miss Italia 2011, cui è invece approdato dopo 9 anni di assenza Fabrizio Frizzi.

    Proprio l’imposizione di Belen Rodriguez a Sanremo 2011 è paradossalmente costata a Presta la ‘gogna’ delle accuse post Festival, che ricordiamo è stato il più seguito degli ultimi anni: come hanno testimoniato alcune intercettazioni legate al caso P4, si spingeva per Manuela Arcuri come showgirl e quel no gli è costato caro. “Noi avevamo un progetto e su quel progetto abbiamo puntato le nostre fiches. Poi i risultati ci hanno dato ragione. Su Belen ho scommesso e continuo a farlo: l’ho portata a Sanremo e avevo ragione.

    Avevano tutti un’idea riduttiva di Belen. Dicevano: ‘Tanta immagine, poche qualità artistiche’. Mi sono impuntato, sapevo che aveva doti e le ho dato modo di dimostrarlo. Ha i numeri, ha le carte in regole per diventare grandissima, ma adesso tutto dipende da lei: se vuole fare una carriera deve studiare, lavorare, impegnarsi” e smetterla di “inciampare” in scandali (come quello della cocaina nelle discovip di Milano – caso che Presta definische chiuso e superato) e gossip (vedi fuga ad EuroDisney con Corona e il figlio).

    E a proposito di Sanremo, l’anno prossimo ci sarà? “Non lo chieda a me, io non ho risposte. Al massimo ipotesi. Forse il successo che ho portato interessa ad alcuni e non a tutti. O, forse, sono convinti che ci sia gente più brava di noi. Stanno in alto mare? Io direi, come si dice a Roma: ‘Stanno a carissimo amico’. Ma non dovendomene occupare, non sono interessato a quello che accade. Sanremo resta una ridente cittadina della riviera ligure e quattro esperienze una più bella dell’altra e una più di successo dell’altra“.
    Le accuse del consigliere Verro e le prese di posizione dell’ex dg Mauro Masi riecheggiano ancora nei corridoi Rai: alla luce di quanto successo finora a Viale Mazzini erano i prodromi di una ‘lucida’, per quanto ‘suicida’ strategia ‘editoriale’…

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