Rai, la Vigilanza vieta le docufiction nei Tg e nei talk show

Rai, la Vigilanza vieta le docufiction nei Tg e nei talk show
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La Commissione di Vigilanza Rai ha ufficialmente vietato l’uso di docufiction a corredo di approfondimenti giornalistici nei Tg e nei talk show: si tratta di una ‘vecchia’ questione, scatenatasi un annetto fa contro le ricostruzioni video con l’uso di attori fatte talvolta da Annozero soprattutto per ‘sceneggiare’ le registrazioni pubblicate di intercettazioni telefoniche su casi caldi, come quelle sul caso D’Addario, Ruby, ma anche sulle rivelazioni legate ai rapporti tra Rai e Mediaset, il famoso caso RaiSet. In alto un esempio, tratto proprio da una puntata di Annozero. Santoro è ormai fuori dalla Rai, ma la norma intanto resta e finisce per limitare altri, non il principale ‘bersaglio’ della mozione.

E’ stato approvato in Commissione Vigilanza Rai l’atto di indirizzo sul pluralismo redatto da Alessio Butti del Pdl e che prevede, tra le altre cose, il divieto dell’uso di docufiction nei programmi di informazione, il pubblico ‘schierato’ e che proponeva, in una prima stesura, anche i talk a targhe alterne. “Si evitino nei programmi di approfondimento metodologie e tecniche capaci di manipolare in maniera non riconoscibile allo spettatore il contenuto delle informazioni. Nelle fattispecie rientrano le interpretazioni, a opera di attori professionisti, delle conversazioni telefoniche intercettate” si legge nel testo, fortemente contestato dal centrosinistra.

Questo testo ha come bersaglio Michele Santoro che ormai non è più in Rai” tuona il senatore del Pd Vincenzo Vita, da sempre contrario all’introduzione di una ‘norma’ che vieti l’uso di docufiction nei programmi di informazione giornalistica, Tg compresi. Un ‘precetto’ già adottato in Rai per decisione dell’ex direttore generale Mauro Masi e che ora riceve l’avallo anche della Commissione di Vigilanza Rai, presieduta da Sergio Zavoli.
A Vincenzo Vita si affianca il collega Paolo Gentiloni, fermo nel sostenere che “finché è legittimo pubblicare le intercettazioni trovare mezzucci per bloccarle non ha senso“.

Ma la Commissione di Vigilanza Rai ha anche ‘ratificato’ il divieto di ‘tifoserie’ nel pubblico dei talk show, al punto 12 del provvedimento messo a punto dal capogruppo del Pdl Alessio Butti. La Rai deve assicurare che l’uso del pubblico in studio “non deve condizionare la naturale percezione dei contenuti del dibattito da parte dell’utente telespettatore o radioascoltatore“. “In particolare – si legge nel testo – si deve evitare che le riprese facciano un uso suggestivo della rappresentazione, per esempio un sistematico utilizzo di ‘controcampi’ che tendano al discredito delle reciproche tesi, oppure il ricorso a manifestazioni plateali del dissenso o del consenso che generino nei telespettatori una lettura del confronto psicologicamente influenzata da un uso strumentale degli applausi“. Beh, detta così sarà sufficiente una camera fissa e zero regia tv: la negazione del linguaggio televisivo, in pratica. Siamo veramente all’assurdo! Fanno prima a fare solo intrattenimento, o no?

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Mar 11/10/2011 da in

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