Rai, la riforma Monti pronta a febbraio

Rai, la riforma Monti pronta a febbraio

Monti è sempre più deciso a riformare la Rai: un progetto pronto già a febbraio

    Il premier Mario Monti l’aveva ‘promesso’ a Fabio Fazio nel corso della puntata di Che Tempo Che Fa di domenica 8 gennaio: La riforma Rai? Ne sentirete parlare tra poche settimane (in alto il video). E in effetti Monti ha già incontrato il presidente della Rai Garimberti per metterlo a parte del suo progetto di riforma per Viale Mazzini. La politica, intanto, già fibrilla: soprattutto il centrodestra non sembra molto favorevole a un rinnovamento della governance della tv di Stato.

    Il progetto di riforma della Rai potrebbe essere pronto già a febbraio: questo è quanto ha anticipato il premier Monti al presidente Garimberti a proposito della tanto discussa riformulazione della gestione della tv di Stato, che il Presidente del Consiglio vorrebbe più snella e soprattutto di stampo imprenditoriale. L’obiettivo di Monti è quello di ridurre il CdA a soli 5 membri - con regole di nomina diverse da quelle strettamente politiche che bilanciano il consiglio di amministrazione in funzione della composizione parlamentare – e ‘creare’ la figura dell’Amministratore Delegato, più autonomo nel prendere le decisioni, quindi ‘slegato’ dai veti del Cda.

    Al momento Monti e il suo esecutivo sono presi dagli incontri internazionali per il consolidamento della situazione economica europea (oggi Monti-Robot è a colloquio con la Merkel), ma dalla fine del mese il premier e il ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera potranno concentrarsi sulla definizione della riforma, già indigesta al centrodestra.

    Manca, infatti, ancora una bozza su cui ragionare (al momento si tratta solo di ‘indiscrezioni’, concrete sì, ma certo non dettagliate) e già Maurizio Gasparri (cui si deve l’ultima legge sulla gestione Rai e sulla comunicazione) e Fabrizio Cicchitto invitano Palazzo Chigi a lasciar perdere (scatenando l’ira funesta di Corrado Augias). L’argomento è considerato squisitamente politico, nonostante la Rai abbia un peso non irrilevante nell’economia dello Stato. Il Governo, però, dovrebbe incassare il sì di Udc e Pd, anche se la battaglia si annuncia aspra: intanto a marzo il Dg Lorenza Lei presenterà il nuovo piano industriale per il risanamento della Rai (altri tagli ‘lacrime e sangue’ per cercare di limitare il rosso fisso con cui Viale Mazzini fa i conti da anni) e ci si augura che per allora la riforma della Rai sia già passata in giudicato. Di certo lo scoglio Rai potrebbe rivelarsi per Monti più arduo da superare della difficilissima riforma delle pensioni. E, per dirla alla Totò, abbiamo detto tutto…

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