Rai in rosso: a rischio Lo Zecchino d’Oro

Si sa, la Rai è in rosso e rischia di sparire anche Lo Zecchino d'Oro, in onda dal 17 al 21 novembre su RaiUno, ma di cui non si hanno notizie per l'anno prossimo

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    Si sa, la Rai è in rosso e si cerca di limitare i costi: rischia di sparire anche Lo Zecchino d’Oro, regolarmente in onda dal 17 al 21 novembre su RaiUno, ma di cui non si hanno notizie per l’anno prossimo. E per risparmiare, quest’anno non ci sarà neanche Cino Tortorella, il mitico Mago Zurlì. In alto una piccolissima Cristina D’Avena canza Il Valzer del Moscerino.

    La Rai è in crisi: più volte abbiamo parlato dei budget in rosso di Viale Mazzini, che cerca di correre ai ripari anche prevedendo per il futuro minori investimenti nei costosi diritti sportivi. Non ci si aspettava, però, che non fossero stati rinnovati i piani di collaborazione con il Centro di produzione radio-televisivo dell’Antoniano, che per il 2010 non sembra avere ‘commesse’ dalla Rai. Se la manifestazione di punta, Lo Zecchino D’Oro – il concorso canoro per bambini che quest’anno giunge alla 51ma edizione – dovrebbe restare in palinsesto anche il prossimo anno, non ci sono invece tracce delle altre iniziative curate dall’Antoniano per la Rai. Un pacchetto che intorno agli anni ’90 vedeva circa 200 ore di trasmissione (per lo più concerti, come quello per la Festa della Mamma o quello di Natale) e che ora si è notevolmente ridotto, arrivando a meno di 20 ore l’anno, vanificando anche gli sforzi dei frati che gestiscono l’Antoniano, che hanno messo a punto negli anni un centro di produzione tecnologicamente all’avanguardia.

    A lanciare l’allarme sul crollo dell’offerta per bambini curata dall’Antoniano sono stati la Cisl di Bologna e il Fistel, il sindacato di categoria, che temono non soltanto per i lavoratori impegnati nel centro di produzione e per l’indotto che le produzioni Rai portano sul territorio, ma anche per la sopravvivenza stessa dell’Antoniano e dello Zecchino, Patrimonio per una cultura di pace dell’Unesco e riconosciuto anche dalla Presidenza della Repubblica come uno dei più significativi eventi per l’infanzia in Italia.

    Per non dissipare un tale patrimonio la Cisl ha chiesto al Governo di inserire il rapporto tra la Rai e l’Antoniano nel nuovo Contratto di Servizio con la Rai, in via di definizione. E chiede la partecipazione anche del pubblico tv, chiamato a sottoscrivere una petizione per evitare la chiusura dello Zecchino e il ridimensionamento drastico delle produzioni targate Antoniano: per sostenere lo Zecchino basta inviare una mail a salviamolozecchino@cisl.it.

    Accanto ai sindacati e ai frati dell’Antoniano è sceso in campo anche il sindaco di Bologna, che lancia una provocazione, ovvero dare più soldi allo Zecchino, tagliandoli a Sanremo. Ma si sa, non può che essere una provocazione: gli introiti pubblicitari che Sanremo riesce ad attirare (almeno sulla carta) sono esponenziali rispetto a quelli dello Zecchino. Ma se servizio pubblico deve essere, allora bisogna tutelare anche queste forme di cultura, rivolta ai bambini e fatta dai bambini, non solo di storia.