Rai, il governo sul tetto compensi 2017: ‘Nessun limite di retribuzione per gli artisti’

Rai, il governo sul tetto compensi 2017: ‘Nessun limite di retribuzione per gli artisti’

Nella dibattuta questione del tetto di 240 mila euro per dipendenti e artisti Rai arriva ora una lettera del Governo a Viale Mazzini, secondo cui il limite deve valere solo per i giornalisti e i dipendenti, ma non per gli artisti. In questo modo sarebbe salva la libera concorrenza di mercato. La Rai, però, deve dotarsi di un regolamento interno.

da in Rai
Ultimo aggiornamento:
    Rai, il governo sul tetto compensi 2017: ‘Nessun limite di retribuzione per gli artisti’

    Novità in arrivo sulla questione del tetto agli stipendi Rai di cui tanto si è parlato negli ultimi tempi. A dare il via a un ripensamento della questione potrebbe essere una lettera spedita questa mattina alla Rai dal ministero per lo Sviluppo Economico, che autorizzerebbe le prestazioni puramente artistiche ad essere escluse dal tetto alle retribuzioni di 240 mila euro lordi annui. Il tetto resta confermato invece per dipendenti, consulenti e collaboratori di alto genere. Unica condizione che viene richiesta alla Rai è di dotarsi di un regolamento interno che stabilisca cosa debba intendersi per prestazione artistica.

    Il tetto compensi di 240 mila euro che tanto spaventava dipendenti e artisti Rai potrebbe essere presto solo un ricordo, ma non per tutti. Secondo quanto riportato oggi da Repubblica, il ministero per lo Sviluppo Economico autorizza la televisione di Stato a pagare gli artisti in sostanziale libertà e secondo criteri di mercato con una lettera che, tra le altre cose, allega anche il parere dell’Avvocatura dello Stato secondo cui sarebbe impropria l’estensione agli artisti dei limiti ai compensi introdotti dalla legge sull’editoria di novembre 2016.

    Se il tetto alle retribuzioni di 240 mila euro lordi annui non dovrebbe più valere per gli artisti, a Viale Mazzini resta solo l’obbligo di dotarsi di un regolamento interno che individui con precisione cosa possa essere considerata una prestazione artistica. Andranno valutate, dunque, posizioni come quelle di Bruno Vespa o Massimo Giletti, a metà strada tra l’attività artistica e autorale e quella giornalistica. I giornalisti infatti, a differenza degli artisti, rientrano nel tetto. Un sospiro di sollievo, invece, sembrano poterlo tirare i conduttori Rai più pagati.

    La Rai aveva confermato il tetto agli stipendi nella riunione dei consiglieri del 13 aprile 2017, che aveva approvato il limite massimo dei 240 mila euro annui per dipendenti quali manager, collaboratori e consulenti, ma anche per artisti e giornalisti.

    I primi tagli dovranno cominciare ad entrare in vigore già dal 30 aprile.

    Già a fine marzo, però, Antonio Campo Dall’Orto aveva affermato che il tetto dei 240mila euro poteva essere superato ‘solo in presenza di forti segnali esterni’ , e quei segnali ora sembrano essere arrivati. Del resto, già allora l’avvocatura dello Stato aveva sollevato dei dubbi riguardo all’equiparazione dei compensi tra dipendenti e artisti Rai, considerando le prestazioni artistiche diverse da quelle dei dipendenti interni perché non gravano sul canone, ma soprattutto perché ‘i compensi vanno valutati considerando la necessità di garantire alla Rai di operare in regime di parità concorrenziale’. E la minacciata fuga degli artisti verso altri lidi ben più remunerativi confermava quella tesi che sarebbe venuta meno la libertà di impresa e la parità con la concorrenza.

    Ora non resta che attendere che la Rai prenda i provvedimenti richiesti dal governo quanto a un regolamento interno, per poter anche capire chi è a rischio e chi invece può continuare a lavorare per la tv di Stato senza dover rinunciare a compensi concorrenziali.

    551

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Rai