Rai: il Cda blocca il contratto di Bruno Vespa

Rai: il Cda blocca il contratto di Bruno Vespa

Il CdA della Rai ha chiesto di poter approfondire i termini del contratto di Bruno Vespa, che attende un rinnovo da Viale Mazzini

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    Bruno Vespa

    Il CdA della Rai ha chiesto di poter approfondire i termini del contratto di Bruno Vespa, che attende un rinnovo da Viale Mazzini. I consiglieri hanno ritenuto in prima istanza ‘esosa’ la richiesta di 1.600.000 euro annuali previsti dalla bozza discussa oggi.

    Per Bruno Vespa non si prefigura certo una situazione à la Marco Travaglio: il rinnovo del suo contratto non è affatto messo in discussione, solo che il CdA ha chiesto di rinviare l’approvazione della proposta presentata oggi dal direttore generale Mauro Masi per “approfondire” con calma la questione. Sul tavolo del consiglio, infatti, è giunta una bozza per un rinnovo triennale da 1.600.000 euro annui: un po’ troppo anche per i consiglieri della maggioranza (in primis Angelo Maria Petroni, poi appoggiato dal ‘minoritario’ Nino Rizzo Nervo) che chiedono che i contratti siano congrui alla situazione economica dell’azienda, come sappiamo alle prese con un cronico rosso in bilancio che rischia di mettere in ginocchio Viale Mazzini, costretta in futuro a tagliare – ad esempio – anche sui grandi eventi sportivi.

    Un cifra ‘importante’ quella inserita nel contratto al momento ‘rinviato di Vespa‘: a quanto si sa la cifra inficata sarebbe sostanzialmente il ‘minimo sindacale’ (per usare l’espressione in senso metaforico) dovuta alla valutazione di una serie di parametri: non solo la frequenza settimanale del suo Porta a Porta, ma anche il numero di speciali, di serate in prime time, della presenza del giornalista in programmi Rai, non certo ultimi i risultati in termini di introiti pubblicitari; tutti fattori che contribuiscono a definire il suo compenso annuale, che in ogni caso sarebbe stato ritoccato al rialzo di circa il 20% rispetto al precedente contratto.

    Nessuna difficoltà ‘ideologica’, quindi, nei confronti di Vespa, solo la necessità di far quadrare i conti, che ha colpito anche altri contratti, non solo quelli del padrone di casa del salotto politico di RaiUno.

    Proprio su questo punto ha insistito Vespa, subito contattato dai giornalisti: “Mi pare giusto che il Cda della Rai abbia chiesto un approfondimento su tutti i contratti da rinnovare e non soltanto sul mio: si potrà così constatare che alcuni elementi del mio contratto risalgono al 2001 e altri al 2004“.
    Una puntualizzazione polemica con la quale tira in ballo colleghi e altri personaggi Rai e ormai transitati in altre reti, con un gioco al confronto non proprio da ‘gentleman’: “Mi dispiace che si dimentichi che nel 2001 il direttore generale Cappon stabilì lui la cifra, calcolando il 15% in meno di quanto offerto a Gad Lerner e Fabio Fazio per due trasmissioni meno importanti che mai si fecero. Mi dispiace che non si pubblichino i contratti del compianto Enzo Biagi, il contratto precedente e quello attuale di Fabio Fazio, quello di Daria Bignardi e altri ancora. Io sono pronto a confrontarmi pubblicamente con tutti. Peccato che mi manchino gli interlocutori“.

    Scommettiamo che qualcuno gli risponderà?

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