Rai, guerra per la Par Condicio e per la Petruni al Tg2

Giornata convulsa a Viale Mazzini con le riunioni del CdA, chiamato a nominare il nuovo direttore del Tg2 (masi candida Susanna Petruni, vice di Minzolini al Tg1), e della Commissione di Vigilanza, alle prese con il regolamento sulla Par Condicio

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    Giornata calda per la Rai: previste per oggi, infatti, le riunioni del Cda e della Commissione di Vigilanza, con il Consiglio d’Amministrazione di Viale Mazzini chiamato ad esprimersi sulla nomina del nuovo direttore del Tg2 (previsto al momento un interim per il vicedirettore Mario De Scalzi, visto il veto contrapposto sui nomi finora proposti) e la Commissione presieduta da Sergio Zavoli impegnata nell’approvare il regolamento sulla Par Condicio, che allo stato attuale dovrebbe ‘salvare’ i talk politici dopo la nota con la quale l’Agcom ha dichiarato illegittima l’equiparazione tra talk e tribune elettorali, facendo seguito alla sentenza del Tar che ‘condannò’ il black out informativo deciso dalla Rai lo scorso anno per le Elezioni Regionali. Il punto è che la Par Condicio scatta questa notte: urge un accordo tra le parti.

    Cerchiamo di andare con ordine, partendo dalla riunione della Commissione di Vigilanza Rai da cui dovrebbe uscire il regolamento sulla Par Condicio per le Elezioni Amministrative del 15 e 16 maggio. Considerato che l’Agcom ha di fatto approvato la bozza presentata dal presidente della Commissione Sergio Zavoli, nella quale si stabilisce la differenza tra talk show politici e tribune elettorali (il che libera gli approfondimenti dal giogo delle regole imposte per legge alle tribune), si spera che quest’anno non ci siano azioni di forza della maggioranza in zona Cesarini che portino al blocco dell’informazione politica nel periodo pre-elettorale, già vissuto nel 2010.

    Come indicato da Zavoli nella dichiarazione di inammissibilità dell’emendamento presentato da Pdl e Lega, “l’equiparazione esplicita, oltre che di fatto, tra comunicazione politica e programmi d’informazione determinerebbe effetti impropri sull’autonomia della Rai, con un carico eccessivo di impegni operativi e una forte limitazione delle libertà di espressione e dell’autonomia dei giornalisti e la sottrazione di spazi a vantaggio di consultazioni elettorali che interessano poco più del 27% dell’elettorato”. Del resto riproporre l’equiparazione dopo la sentenza del Tar dello scorso anno e il parere espresso ieri dall’Agcom sarebbe non solo inutile, ma di certo controproducente. Certo è che di fronte allo spauracchio di Floris e Santoro in onda fino alle Elezioni, la maggioranza del Cda Rai è pronta a tutto: del resto Alessio Butti, peraltro relatore dell’atto di indirizzo sul pluralismo informativo in Rai - ancora in attesa di valutazione e approvazione – continua a sostenere che l’anno scorso non si è voluto mettere il bavaglio all’informazione, semplicemente garantire a tutti pari trattamento. Con il risultato, però, che i talk furono chiusi e che se non si dovesse addivenire oggi all’approvazione di un nuovo regolamento entrerebbe in vigore quello ‘inammissibile’ del 2010.

    Il Cda, invece, dovrà far fronte alla guerra politica per la nomina del nuovo direttore del Tg2 dopo il passaggio di Mario Orfeo a Il Messaggero. Da una parte c’è il direttore generale Mauro Masi, ‘portavoce’ della maggioranza berlusconiana, che oggi sosterrà la candidatura di Susanna Petruni, al momento vicedirettore di Minzolini al Tg1 e caldeggiata dal Pdl, in un pacchetto di nomine che vedrebbe anche Gennaro Sangiuliano vicario al Tg1, le vicedirezioni di Fabio Massimo Rocchi, Filippo Gaudenzi, Fabrizio Ferragni e Claudio Fico e Franco Ferraro (da Sky) a vice di Minzolini. Per quanto il presidente della Rai Paolo Garimberti abbia chiesto che la nomina del direttore del Tg2 sia il più possibile ‘unanime’, l’ipotesi Petruni agita le diverse anime della maggioranza: sul suo nome, infatti, vige l’opposizione della Lega Nord, che vorrebbe l’incarico per Gianluigi Paragone, mentre gli ex AN ancora nel Pdl preferirebbero che la poltrona del direttore del TG2 andasse a Gennaro Sangiuliano. Molto probabilmente, come indicano i bene informati, si cercherà di uscire dallo stallo con l’interim all’attuale vicedirettore della testata, Mario De Scalzi.

    Il sindacato dei giornalisti Rai, intanto, insorge contro i nomi proposti da Masi: “Con la proposta del direttore generale Masi sarebbe pronto un vergognoso blitz spartitorio in Rai in maniera tale che tutti coloro che fanno parte della maggioranza consiliare escano vincitori – scrive il segretario dell’Usigrai Carlo Verna in una nota -. Tra le proposte che riguarderebbero pure la direzione del Ttg2 c’è anche la più volte tentata e contestata assunzione dall’esterno. In questo caso l’ex candidato alla direzione di Rainews diventerebbe uno dei vice di Minzolini con chiamata diretta. È ora di dire basta. Lo faremo anche manifestando pubblicamente“.