Rai, Governo modifica contratto di servizio per ‘contraddire’ Travaglio

Il Governo sarebbe pronto a modificare il contratto di servizio Rai per rendere di fatto obbligatorio un contraddittorio ai monologhi di Marco Travaglio (ancora senza contratto) ad Annozero

da , il

    Marco Travaglio

    Il Governo sarebbe pronto a modificare il contratto di servizio Rai per rendere di fatto obbligatorio un contraddittorio ai monologhi di Marco Travaglio (ancora senza contratto) ad Annozero.

    Il Governo starebbe studiando sostanziali modifiche al contratto di servizio della Rai, in scadenza a dicembre, per rendere di fatto impossibili situazioni ‘stile’ Annozero, obbligando le trasmissioni di informazione a un contraddittorio che impedisca quanto finora accaduto, ad esempio, con le copertine di Marco Travaglio nel programma di Michele Santoro.

    Come spiega il Corriere della Sera, l’attuale contratto di servizio che regola il ‘rapporto’ tra Stato e Rai - firmato del 2007 dall’allora presidente Rai Claudio Petruccioli e in vigore fino al 31 dicembre 2009 – prevede un generico riconoscimento da parte della Rai dei propri compiti prioritari come “la libertà, la completezza, l’obiettività e il pluralismo dell’informazione” che diano ai cittadini “una percezione positiva del servizio pubblico” con “programmi di qualità rispettosa dell’identi­tà valoriale e ideale del nostro Paese” (articolo 2, comma 3).

    Un aposizione molto più blanda di quanto sancito dal precedente contratto risalente al periodo 2003-2005 e firmato da Antonio Baldas­sarre che all’art.2 c.1 imponeva alla Rai “l’obbligo a osservare i principi di pluralismo, imparzialità, completezza e obiettività”.

    Un’obbligatorietà che potrebbe essere sancita di nuovo nel contratto 2010-2012, di cui i vertici Rai parleranno il prossimo 8 ottobre con il Ministro alle Attività Produttive Claudio Scajola. A fare da grimaldello alla versione più ‘restrittiva’ del contratto ci sarebbe anche la delibera con cui l’Agcom ‘stigmatizzò’ la puntata di Annozero del 1° maggio 2008 (quella in cui si vide Beppe Grillo attaccare Napolitano) e quella di Che Tempo Che fa del 10 maggio dello stesso anno che vide Marco Travaglio contro il presidente del Senato Renato Schifani.

    L’Agcom parlò all’epoca di “informazione de­trattiva”, priva di argomentazioni critiche anche a causa di un reale contraddittorio (“un adeguato contraddittorio avrebbe potuto consentire quan­tomeno una in­formazione com­pleta“, scrisse l’Agcom. Potrebbe quindi essere questo il presupposto su cui verrà stilato il nuovo contratto di servizio, che vedrebbe contrattualizzato Travaglio solo in presenza di un’adeguata controparte, come richiesto dai vertici Rai a Santoro da inizio stagione. Con il nuovo contratto non si potrebbe fare altrimenti. Ma siamo proprio sicuri che sia un male?