Rai, gli ascolti preoccupano; Minzolini osservato speciale

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    Il Cda Rai di giovedì scorso ha focalizzato la propria attenzione sul calo degli ascolti generalizzato sulle tre reti generaliste di Viale Mazzini. I vertici Sipra hanno presentato i dati della raccolta pubblicitaria, che per il 2011 mostra segni di peoccupante flessione. Intanto il Presidente della Rai, Paolo Garimberti, ammonisce tutti i dipendenti Rai al rispetto dell’Azienda e dei vertici nelle loro esternazioni: il tutto nasce dalle recenti dichiarazioni di Augusto Minzolini proprio su Garimberti e i suoi toni non sono piaciuti.

    La flessione del mercato pubblicitario e l’andamento editoriale delle reti Rai hanno determinato una riduzione degli introiti pubblicitari per Viale Mazzini nei primi mesi del 2011: si è scesi da 1.050 milioni a 1.035, quindi a 1.015, e se si prosegue così si rischia di chiudere l’anno a meno di mille milioni. Ancor peggio, quindi di quanto fatto nel 2010, che ha visto la Rai terza per raccolta pubblicitaria, alle spalle di Mediaset e Sky a fronte di ascolti più alti. Eppure il pareggio di bilancio è l’obiettivo dell’anno: al Dg Lorenza Lei fare un resoconto dell’attuale situazione economico-finanziaria dell’Azienda e illustrare gli interventi che si renderanno necessari per garantire l’equilibrio dei conti nel 2011.

    Preoccupano anche gli ascolti delle Reti e delle Testate dei canali generalisti, in primis quelli del Tg1 che secondo i dati portati in consiglio nel periodo maggio-luglio perderebbe oltre 3 punti di share nell’edizione delle 13 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e quasi il 5% in quella delle 20. Se a ciò si uniscono le preoccupazioni per la linea editoriale del direttore Minzolini espresse da Garimberti e, a suo dire, alla base del calo degli ascolti (e fondamentalmente di credibilità) il quadro è davvero inquietante. Su un punto tutti (o quasi) i consiglieri si sono trovati d’accordo, ovvero sul giudizio ai recenti commenti di Minzolini su Garimberti: “toni forzati” quelli del direttore del Tg1, al quale si richiede sostanzialmente maggior rispetto e miglior misura.

    Sotto osservazione anche gli ascolti di RaiUno e RaiDue, mentre come ogni estate tiene banco fuori da Viale Mazzini la protesta per l’assenza di spazi di informazione e approfondimento giornalistico sull’attualità. Lucia Annunziata è pronta a raccogliere la sfida lanciata dai Radicali in protesta, ma tanto si sa che la tv (e la Rai) in estate va in letargo. Piuttosto il CdA mostra una certa fibrillazione per i ritardi sulla pianificazione e sulla preparazione dei programmi del prossimo autunno tv: ma se alla fine del CdA di giovedì scorso non si è riusciti a prendere una decisione su Report, sui contratti ancora da rinnovare e sulle nomine da approvare (tutto slittato alla prossima settimana) i margini di miglioramento sono davvero esigui.